La casa
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Pesca grossa
- Episodio 2: Qualcosa che mi appartiene
- Episodio 3: Nicholas
- Episodio 4: George Robertson
- Episodio 5: Eliah Blackthorne
- Episodio 6: La pagina mancante
- Episodio 7: La svolta
- Episodio 8: Telefonata
- Episodio 9: Senza pensarci su
- Episodio 10: Padre Holmes
- Episodio 1: Allucinazioni
- Episodio 2: Tracce di un tempo andato
- Episodio 3: Ordine
- Episodio 4: Robert Collins
- Episodio 5: La casa
STAGIONE 1
STAGIONE 2
L’ingresso portava al soggiorno. La luce si accese, evidenziando le pareti in legno di pino, interrotte in un punto dalla pietra del camino davanti al quale erano disposti, a ferro di cavallo, tre divanetti in tessuto rustico. Al centro, un tavolino. Nick notò subito il libro appoggiato su di esso. Si avvicinò e lo afferrò, facendo attenzione a non sbriciolarlo. La copertina verde, sbiadita e graffiata, non aveva scritte. L’aprì e lesse sul frontespizio ingiallito un’unica intestazione:
Leggende territoriali del Montana.
“Da da parte di mia moglie” disse Robert. “Era di sua nonna. Dice che potrebbe esserti d’aiuto. Gli spunti per qualche storia non fanno mai male, immagino.
“Puoi dirlo forte” disse Nick, “ed è un bellissimo pensiero… quella sarebbe la cucina?”
La cucina consisteva in un ripiano di marmo e tanti sportelli di legno massiccio. Un’isola circondata da sgabelli separava la zona cottura dal soggiorno. Ma l’elemento più interessante era l’ampia finestra scorrevole. Guardando fuori, Nick vedeva due colori: il verde e un azzurro di due tonalità. Erano la foresta, il cielo e le acque del lago Makoyi.
“Vai a dare un’occhiata” lo invitò Robert.
Nick si avvicinò. Poco oltre il confine ovest della proprietà la pendenza aumentava, e i pini scendevano lungo il versante, lasciando libera la vista.
“La sterrata da cui sei arrivato si restringe e diventa un sentiero che porta alla spiaggia artificiale.”
“Cazzo…”
“Non avresti potuto dirlo meglio” commentò Robert.
Nick scrutò l’orizzonte. Poi si sporse guardando all’insù, fissò un attimo il sole socchiudendo le palpebre e infine si guardò attorno.
“Se sono arrivato da quella direzione… vuol dire che questa finestra guarda ad ovest. Si vede il tramonto?”
Robert annuì fieramente.
“Sicuro che il prezzo fosse quello giusto?”
Robert alzò le mani. “Di questo non parlare con me.”
“Ringrazia il proprietario, allora” disse Nick.
“A dire il vero non l’ho mai conosciuto”. Ci fu una pausa, poi Robert si affrettò ad aggiungere: “Ho agito per conto di un intermediario. William Jackson, mi ha detto lui cosa andava sistemato. A dire il vero pensavo che tu conoscessi il padrone di casa.”
Nick annuì – riferendosi a Jackson, con cui aveva effettivamente trattato l’acquisto – poi disse: “Veramente non ci ho mai parlato. Con il proprietario, dico.”
L’espressione di Robert passò dall’interrogativo a qualcosa che iniziava ad assomigliare allo sconcerto. “Scusa, Nicholas… con chi hai discusso dell’acquisto?”
“Beh,” attaccò Nick, avvertendo un certo calore in volto. Iniziava a rendersi conto dell’assurdità di ciò che aveva fatto. “Con Jackson. Si è presentato come intermediario e a me stava bene, se devo essere sincero”. Rise con scarsa convinzione.
Robert non dovette accorgersi di quel velo di insicurezza. Sembrò liquidare la questione con una risata e disse: “Noi lo chiamiamo il tucano”.
Nick rise a sua volta, e chiese: “Perché un nome simile?”
“Oh andiamo, qual è l’unica cosa che possono avere in comune un uomo e quell’uccello?”
Nick strabuzzò gli occhi, e Robert si affrettò a dire: “Al di sopra della cintura dei pantaloni, s’intende” e allargò pollice e mignolo e portandosi la mano al naso.
“Ah, ecco” disse Nick ridendo. “Iniziavo a preoccuparmi. Dev’essere davvero importante per meritarsi un nome simile.”
A quell’ultimo commento, il sorriso di Robert si smorzò gradualmente, come fiamma alla quale si sta togliendo ossigeno, e sul suo volto comparve di nuovo l’espressione incredula. “Nick…” indugiò un istante, cercando le parole, tu hai visto che razza naso ha William Jackson, dico bene? Perché sei stato qui prima di firmare il contratto di vendita.”
“No” rispose Nick, come se fosse la cosa più naturale del mondo comprare una casa senza nemmeno vederla prima di persona. La verità però era che il calore stava iniziando a riaffiorargli dal collo fin sulla fronte, accumulandosi assieme a una sensazione di disagio. Un modo esatto per descrivere il suo stato d’animo in quel momento era che si sentiva un perfetto idiota.
Robert era a bocca aperta. Riuscì a dire: “E hai pagato in anticipo una casa che non avevi visto prima di adesso?”
“Beh…”
Robert scosse la testa. “I giovani d’oggi” commentò alzando gli occhi al soffitto, poi scoppiò in una risata e nel notare l’espressione preoccupata di Nick si affrettò ad aggiungere: “Beh, ti è andata bene, questa volta. Al piano di sopra troverai uno studio, con tanto di vetrata. Da’ sul lago. Io e Amanda lo abbiamo attrezzato secondo la nostra idea di studio per scrittore di romanzi. Speriamo di non aver combinato dei pasticci.”
Nick ci mise un attimo a rispondere. Una volta realizzato che la casa era effettivamente sua smise di sorridere come un ebete e tornò alla realtà, sfuggendo a tutta una serie di pensieri già ben oltre il punto di nascere.
“Robert, è davvero troppo” disse, e si guardò attorno. “Non ho nulla da offrirti, ora che ci penso.”
Robert indicò il frigorifero. “Ci sono sei Budweiser lì dentro. Quello è il mio benvenuto… Amanda non beve.”
Risero entrambi e, prese le birre ghiacciate dal frigo, stappati i tappi a corona, Nick e Robert brindarono alla nuova casa e al nuovo romanzo, come due amici che si conoscevano da sempre.
Quando entrambe le bottiglie si furono svuotate, Robert disse che doveva tornare per il pranzo.
“Ancora grazie, Robert. E mi piacerebbe ringraziare di persona anche tua moglie.”
“Non devi nemmeno chiederlo. Ti ha invitato a cena domani sera.”
“Non ci credo” disse ridendo Nick. “Ovviamente accetto l’invito.”
I due si strinsero di nuovo la mano, poi Robert aggiunse una pacca sulla spalla.
Nick restò a guardare l’uomo che si avviava verso la porta, e continuò ad osservare fin quando la sua schiena non ebbe varcato la soglia. Poi si voltò a guardare il lago. Mentre lo scricchiolio della ghiaia sotto le scarpe di Robert si affievoliva fino a cessare del tutto, Nick pensò che la vita non aveva mai avuto un sapore tanto buono.
Istintivamente si diresse in cucina. Si avvicinò alla finestra e fece leva sulla maniglia, facendo scorrere il vetro. L’aria fresca gli accarezzò il volto, e lo stesso fecero i raggi del sole. Chiuse gli occhi. Un alito di vento trasportò un aroma alle sue narici. Era un odore salmastro, particolare ma piacevole.
Era l’odore del lago.
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Allucinazioni
- Episodio 2: Tracce di un tempo andato
- Episodio 3: Ordine
- Episodio 4: Robert Collins
- Episodio 5: La casa
Se William Jackson lo paragonano ad un tucano, Nick lo paragonerei ad un cucù (come si dice dalle mie parti), per aver comprato una casa alla cieca. 😅
Mi è piaciuto molto come hai mostrato l’imbarazzo di Nick senza raccontarlo. 😸