La Città proibita

Serie: Guerra Euro-Cinese


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Gran finale! O quasi

La guerra era proseguita per mesi, le forze europee avevano ingoiato la Federazione Russa e adesso stavano penetrando da nord e da ovest nella Repubblica Popolare Cinese.

A quando l’uso dell’atomica da parte di Pechino? Pico se lo domandava in maniera ossessiva, ma l’unica risposta era nelle sue azioni.

Lo Psi era atterrato nei pressi di Pechino grazie a un paracadutaggio HALO, era entrato a Pechino e adesso si trovava nella Città Proibita.

Notte.

Edifici oscuri e statue che alla luce della luna stagliavano ombre inquietanti. Lo Psi marciava in direzione del quartier generale segreto del Guoanbu.

A Pico la Città Proibita evocava Venezia, ma al posto dei canali c’era un dedalo di strade e vicoli che si dipanavano come le vene di un corpo umano.

Pico sentì odore di segreto quando si parò davanti alla statua di una tartaruga. «Pensavo fosse più difficile». Si avvicinò alla statua e, come se la tartaruga fosse una vittima a cui spezzare il collo, la afferrò per il collo e glielo storse.

La statua, se era per quello, aveva un aspetto più massiccio, eppure la testa si spostò e qualche metro di distanza più in là si aprì un ingresso.

Servì attendere un istante perché sbucassero degli han come demoni che spianarono i QBZ50 e diedero il via alle danze.

Danze di pallottole, com’era ovvio.

I NuFoS dello Psi reagirono e se alcuni di loro si rovesciarono sulla pavimentazione a mattoni, gli han ebbero la peggio.

Pico, comportandosi come se fosse Custer a Little Big Horn, spinse in avanti lo Psi, lui stesso con loro.

Sfondarono la muraglia di carne e metallo dei difensori e scesero una scalinata.

Pico capì di essere davanti a un’altra Città Proibita, questa seconda sotterranea e forse con più diramazioni e angoli nascosti di quella da cui era arrivato.

Si orizzontò grazie alla mappa digitale e, ringraziando le informazioni che aveva raccolto sin da quando aveva operato nel Caucaso contro gli iraniani, avanzò con i suoi ragazzi.

Custer? Pico invece desiderava essere ricordato come un personaggio vincente.

Marciando come se fossero in una dimensione parallela eliminarono alcuni speroni di carne e metallo: altri han delle forze paramilitari del Guoanbu che intendevano vendere cara la pellaccia per proteggere i superiori. Chi non voleva morire, era finito con le baionette in iperinox: Pico l’aveva inastata.

C’era un tempo che a Pico era parsa incomprensibile l’etica confuciana del sacrificio, torme di asiatici che si facevano uccidere per il bene della collettività, peccato che in quel caso stavano difendendo i loro vertici spionistici e non milioni di cittadini cinesi.

Dopo una lunga marcia di sangue fra resti straziati e cadaveri in preda agli spasmi post-mortem, Pico fronteggiò una dozzina di alti ufficiali in divisa e medaglie.

Gli ufficiali cinesi spararono con i QBZ50 e i cloni degli AK2000 ma la potenza degli AR100 italiani sopravvanzò la loro forza travolgendoli.

L’ultimo che rimase in vita, fu qualcuno dalle fattezze che Pico riconobbe:

«Sei tu».

Il generale cinese batté le palpebre, strillò, stava per sparare di nuovo, ma Pico lo assalì. Lo disarmò, lo picchiò, poi lo guardò bene in faccia. «Ho conosciuto il tuo gemello sei mesi fa». Il fratello gemello del generale cinese l’aveva catturato con l’aiuto dei tedeschi a Zolotanka. E non poteva non essere che lui, seppur tutti gli orientali si rassomiglino.

Il piccolo grande ufficiale allungò una mano verso quello che sembrava un palmare ma Pico glielo allontanò via con un colpo del palmo della mano. «Ah-ah, vuoi far partite le testate atomiche? Troppo tardi. Sappiamo che solo tu e il tuo gemello siete in grado di farlo. E meno male che l’ho catturato». Che i cinesi non avessero permesso un cambio di programma vista la cattura a Zolotanka, doveva essere a causa di una negligenza. Cose che succedono vista la burocrazia delle forze armate di ogni latitudine e longitudine.

Il piccolo grande generale insisté come se Pico non esistesse, e lui rise, ma udì un colpo di pistola e comprese di essere stato colpito all’ascella destra, proprio dove non era protetto dal giubbotto antiproiettile.

Pico crollò a terra e il piccolo grande cinese se ne liberò, raccolse il il palmare e lo attivò.

Presto, un’apocalisse nucleare avrebbe investito le città europee, qualcosa a cui confronto la distruzione di Garmanda era nulla.

Sodoma e Gomorra.

I NuFoS intervennero per fermare il generale han, ma sembrava troppo tardi.

Pico sparò con l’AR100, si rese conto che non aveva più pallottole.

Lanciò il fucile come una zagaglia e la baionetta lo trafisse alla gola.

Cadde a terra in una pozza di sangue.

Al palmare era mancata l’ultima autorizzazione per far partire le testate atomiche.

La guerra non era ancora finita. Le truppe dell’Unione Europea dovevano ancora chiudere Pechino in una morsa di pitone.

Serie: Guerra Euro-Cinese


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Discussioni

    1. Trump se ne frega di noi europei, con lui si tornerà all’isolazionismo, quindi è probabile che, se i russi sfondano in Ucraina, proveranno a invadere altri paese (arrivare fin qui in Italia non credo, ma non si sa mai). Con i cinesi Trump è ostile, se non che fa per finta a patto che russi e cinesi siano coesi, se Putin è asservito a Pechino ma poi trama contro Xi Jinping, allora può darsi che Trump sia un sincero anticinese. Io non sono un dignitario di palazzo o un alto diplomatico, faccio analisi spicciole quindi non ho la Verità (Tom Clancy invece frequentava militari e diplomatici e poteva sapere qualcosa in più, ma non era scontato).

  1. Questa (quasi) morte del cigno di Pico mi stava ingannando. Sembrava che fosse già colpito a morte, il nostro eroe tutto italiano, eppure non vuole morire. Si riprende, si rialza (almeno seduto?), prova a sparare e trova persino la forza, da terra e ferito, di lanciare il proprio fucile come una zagaglia, prendendo così bene la mira da colpire alla gola, con la baionetta, il generale cinese. Nulla di particolarmente difficile da credere, lo stile è quello dei film d’azione ai quali siamo abituati. Ma la descrizione dettagliata e letteraria rende tutto molto più bello.