
La comitiva
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 6: La comitiva
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
STAGIONE 1
La comitiva, in fin dei conti, era una specie di bellissimo Varietà. O forse era di più, era un mondo fatto di tanti piccoli mondi… Era un po’ la vita, in generale. Io ci sono cresciuto, lì dentro. E lì dentro ci trovavi di tutto, ci trovavi le amicizie, le risate, le litigate, le scazzottate, il sangue che ti colava dal naso, l’occhio nero, le mani al collo (ma pure certe tirate di capelli da paura, perché le femmine, quando si prendono a botte, fanno veramente impressione), i pianti, le incazzature, le invidie, la gelosie, gli amori, le scopate, i tradimenti, la morte, gli incidenti, la musica, la chitarra, le sigarette, le birre, le canne, le droghe… E chi più ne ha, più ne metta. Un Carosello, una giostra con mille luci e colori. Quello che contava era stare insieme, divertirsi… La spensieratezza e la potenza di essere giovani. Nella comitiva, io ci vedevo e ci trovavo anche parecchia Avanguardia. Sì, perché lì dentro gli schemi saltavano, le regole della società civile, come la intendiamo noi o come vogliono che noi la dobbiamo intendere, venivano sovvertite. Tanto è vero che oggi le comitive non esistono più. Guarda caso. I giovani sono pericolosi. Fanno paura a chi ci governa e a chi ci comanda. Meglio trasferire tutto nel mondo virtuale, che essendo virtuale non è reale. Così facendo, quello reale resta in mano ai padroni, che lo possono controllare ancora meglio, perché nessuno rompe più le palle. Nella comitiva i piani espressivi venivano smontati e rimontati, assemblati con genialità. Chiamare una ragazza Ariel, perché era molto bella, ma soffriva di una fastidiosissima forma di aerofagia, un ragazzo Mowgli, perché veniva dal Bangladesh ed era, per questo motivo, un po’ scuretto di carnagione, un altro, Merlino, perché era un fenomeno ad inculare i motorini ed un’altra tipa Campanellino, perché aveva un leggero ritardo cognitivo, sentirli parte di un gruppo, parlare con loro normalmente e volergli bene senza alcun pregiudizio o preconcetto, come se niente fosse, per me, era Avanguardia pura. Era il mondo che avrei sempre voluto.
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 6: La comitiva
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
Non avevo mai pensato a questo concetto di Avanguardia esteso all’inclusività. Molto originale il tuo punto di vista e ottima la narrazione.
@cristiana Davvero grazie mille! Era proprio quello che volevo esprimere!
Mi è molto piaciuta la tua descrizione della comitiva, di un tempo che fu. E il sostativo Avanguradia ne rende perfettamente il senso.
Ciao Francesco! Ti ringrazio di cuore! 🙂