La confessione

Serie: Gongorzworld l’incubo dei profumiani


Anno quattromila novecentonovantanove: a seguito di un sanguinoso conflitto protrattosi per venticinque secoli, si è giunti all’esito tanto agognato dalla popolazione terrestre ormai ridotta allo stremo: il cessate il fuoco. Ciò nonostante le sorti delle controversie hanno flagellato i popoli sconfitti, privandoli totalmente di ogni forma di libertà. Tutti i regni sono stati interconnessi ad un unico volere, le redini del potere universale sono in balia della fazione dei ‘profumiani’.

Nei secoli immediatamente successivi al ventunesimo i popoli del pianeta azzurro hanno assistito al processo inverso di globalizzazione a causa di vincoli posti da nuovi gruppi estremisti, che inizialmente si erano scissi dagli altri limitandosi a predicare il proprio credo, ma che con il passar del tempo si sono armati allo scopo di sottomettere le fazioni nemiche. In principio i confini dei conflitti erano tracciati in relazione alle dottrine, poi con la presa di potere da parte di folli leader sobillatori di masse, le diversità che hanno segnato le disgregazioni dei popoli si sono basate su assurdi parametri distintivi, che nella maggioranza dei casi erano dettati da fobie e paranoie cui erano succubi i dittatori.

Così, dopo aver cancellato dal globo le fazioni degli ‘scalzisti’ e dei ‘fancazzisti’, che erano le uniche ancora in grado di opporsi per numero di adepti; i ‘profumiani’ hanno decretato il loro trionfo assumendo il controllo dell’intero pianeta.

La piccola Sibi vive nella contea recentemente nominata ‘saponaria’ e come gli altri è costretta a sottostare a regolamenti lapidari e incontestabili, che non è nemmeno in grado di comprendere. Sibi è ormai adolescente e pur non essendo mai stata segnalata come ‘ribellina’ o chiamata a rispondere per pensieri criminosi contro il regime, da tempo nasconde un segreto inconfessabile. Sibi nel contemplar le ultime lune, ha lottato contro se stessa per reprimere inconfessabili istinti e per cancellare quel desiderio ricorrente che le si ripresenta assiduamente; ma non può farci nulla, la sua memoria non si può cancellare. Sibi è terrorizzata, sa bene che chi viene scoperto è destinato alla lobotomia.

Una mattina si sveglia alle cinque in preda agli spasmi, ma non si può alzare dal letto, la legge non lo consente. La sua mente inizia divagare e voli pindarici si susseguono l’uno all’altro. Sibi decide che è giunto il momento di svelare tutto a sua madre, è pienamente cosciente del fatto che ne soffrirà, ma è l’unica persona che la potrà aiutare o almeno lo spera. Alle cinque e mezza la ragazza avverte il brusio dello scaldabagno che entra in funzione, alle sei in punto tutti hanno l’obbligo di alzarsi e di fare la prima doccia della giornata: la più lunga.

Dopo un’ora di doccia imposta dal governo ‘profumiano’, Sibi entra in cucina e siede a tavola con i genitori, il padre le da un buffetto sulla guancia e la esorta:

“Ehi piccolina: cos’è quel muso lungo? Per favore fai un sorriso al tuo papà, che ora deve andare a lavorare.”

Sibi si sforza per assecondarlo, solleva gli angoli della bocca ostentando falso gaudio, il padre la bacia sulla fronte, poi saluta ed esce di fretta.

La madre la osserva e socchiude gli occhi sospirando, carpisce chiaramente i tratti di quell’espressione, la conosce bene: la sua bambina è triste e a ragion del vero non è più nemmeno una bambina.

“Sibi, senti che delizioso profumo di pancake? Guarda, ti ho preparato anche le fragole con lo zucchero: sono dolcissime!”

Sibi la fissa di sbieco in modo truce, sta seduta sulla sedia con la schiena ricurva e con i polsi incarcerati tra le ginocchia. Ad un tratto la sua voce squarcia il silenzio:

“Madre, ti devo parlare.”

La madre sussulta, è girata di spalle intenta ad armeggiare sul piano della cucina, una lacrima le scende sul volto, poi risponde:

“Mi devi parlare figlia mia? È proprio necessario che tu lo faccia?”

Nel frattempo volge il capo verso lei.

Sibi le punta gli occhi dritti in volto, si intravede un lampo nelle sue pupille e con voce roca afferma:

“Si madre, devo farlo. Non posso più aspettare”.

La madre si tampona gli occhi umidi con un fazzoletto e si siede accanto a lei, poi afferra le sue mani e le stringe al petto:

“Lo so che stai soffrendo, è da un po’ che ti vedo combattere con i tuoi demoni; dimmi cosa ti tormenta figlia mia. Sono pronta ad ascoltarti.”

Sibi deglutisce, ha il respiro corto e le sue mani prendono a tremare, poi confessa:

“Madre: a me piace il gorgonzola!”

Gli occhi della madre si sbarrano sbigottiti, poi in preda ad un impeto di disperazione la donna le assesta ben due schiaffi in volto, la sua espressione è folle, disperata:

“No figlia mia, non può essere. Avevi tredici mesi quando lo assaggiasti dalla mia forchetta, poi come ben sai lo hanno bandito e hanno sterminato tutti coloro che gestivano il mercato nero e tutti gli umani che se ne alimentavano. Dimentica quello che hai detto, lo sai che a quelli come te riservano la lobectomia, è questo il destino che ti vuoi creare? È questo che vuoi?”

Di colpo la madre sviene e cade a terra bianca come un cencio, Sibi entra nella sua stanza, infila un paio di cose nello zaino e si dirige verso la porta. La mamma riprende i sensi, è rannicchiata sul pavimento, le porge il braccio disteso e la supplica:

“Torna indietro! Dove vai figlia mia?”

Sibi si volge un’ultima volta per guardarla:

“Vado a raggiungere i ribelli madre.”

La madre geme con la voce strozzata dal pianto:

“No, non farlo! Ti prego, i ribelli sono tutti morti!”

Sibi scuote il capo:

“No madre ti sbagli, i ribelli vivono nel sottosuolo e c’è molto di più. Addio madre.”

Sibi esce di casa e per la prima volta nella sua vita, lo fa senza lavarsi.

Serie: Gongorzworld l’incubo dei profumiani


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Ho letto tutti e tre gli episodi e la storia è interessante. Oltretutto scrivi bene, i racconti scorrono fluidi e non mi sono accorto di errori.
    Forza Sibi!

  2. Molto curioso il tuo racconto che si apre con un proclama degno dell’incipit di “Guerre Stellari”! Mi piace lo stile melodrammatico che hai utilizzato e che ricorda le telenovelas messicane con la madre a terra implorante con un braccio alzato. A questa ragazzina piace il gorgonzola, non le dolci fragole. Mi pare sia un punto di vista molto moderno e metafora della libertà. Bel racconto!

  3. Amo la piccola ribelle Sibi, amo il gorgonzola, evviva il formaggio puzzone !
    Grazie per un racconto delizioso – un caro saluto