La crisalide

Serie: Uomini


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Ispirato al film Monsieur Lazhar.

La mattina era così fredda che l’aria sembrava tagliente. I termosifoni sputavano poco calore, e qualcuno non aveva tolto la giacca. I piedi bagnati lasciavano chiazze sui pavimenti. Il gesso sulla lavagna crepitava ancora all’aria fredda.

Monsieur Lazhar appoggiò il registro sul banco e si fermò, guardando i ragazzi. Alice non distoglieva lo sguardo, seduta vicino al davanzale. Simon tamburellava con le dita, il viso duro. Nessuno parlava.

«Conoscete la storia della crisalide?» chiese, con lenta fermezza.

Il silenzio era un vuoto pieno. Poi, una sedia scricchiolò.

Lazhar fece un passo avanti. Lo spazio tra i banchi era stretto. «Dentro un bozzolo, un bruco sembra morto. Fermato. Non mangia. Non si muove.»

Si fermò. Respirò piano. «Ma dentro qualcosa cambia. Quel silenzio non è assenza. È metamorfosi. Il bruco si prepara a diventare farfalla.»

Alice rimase immobile, gli occhi fissi su di lui. Simon spostò lo sguardo sulla finestra, poi tornò su di lui. Era visibile il battito nella gola di Simon.

«Quando arriva il momento di uscire,» proseguì Lazhar, «la farfalla deve lottare. Deve spingere, sforzarsi, soffrire. Se qualcuno taglia l’apertura, le sue ali restano deboli. Non potrà volare.»

A metà classe, Marie guardava il pavimento. Victor stringeva forte la copertina del quaderno. Nessuno parlava.

Lazhar guardò fuori: un ramo di un ulivo tremava nel vento. Un foglio cadde, volò sul pavimento. Qualcuno tossì. Il rumore echeggiò.

«Anche noi passiamo attraverso la crisalide.» Disse. «Momenti stretti, silenziosi, bui. Si ha paura. Ma quella fatica serve. Serve a diventare altro.»

Tacque. Il silenzio tornò.

Alice alzò la mano. Tremava. «È per la maestra…» disse, a fatica.

Simon abbassò gli occhi. Stringeva il quaderno tra le mani. La voce gli tremava: «…è per Martine…»

Silenzio. Un nodo si fece nella gola di Lazhar.

«Significa che il dolore» disse con voce rotta, «non resta per sempre. Cambia da forma a forma.»

Alice annuì, e le sue lacrime luccicarono per un istante. Simon non si mosse, il viso spento.

La campanella ruppe tutto. Si alzarono di fretta, zaini penzoloni su spalle troppo strette. Le sedie sgusciarono via, i quaderni caddero. Uscirono uno alla volta, sobbalzando sulla soglia.

L’aula si svuotò. Lazhar rimase seduto. Guardò la finestra, poi la porta. Chiuse gli occhi. Vide la sua casa in Algeria: le fiamme, il volto di sua moglie e dei suoi figli. Quel ricordo esplose nel silenzio della stanza.

Il dolore era lì, vivo e acre. Ma sapeva — come una verità che non osa farsi parola — che qualcosa si muoveva dentro di lui. Come una crisalide nel buio.

Continua...

Serie: Uomini


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