
La cura migliore
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
- Episodio 1: Sensibilità, attenzione ed affetto
- Episodio 2: E, in lontananza, il mare
- Episodio 3: Omar il turco
- Episodio 4: La storia raccontata da Omar
- Episodio 5: La cura migliore
- Episodio 6: Il primo libro non si scorda mai
- Episodio 7: Confinati nella villa
- Episodio 8: Lezioni di umanità
- Episodio 9: Il grande potere delle immagini
- Episodio 10: Se è destino tornerà
- Episodio 1: Il viaggio per mare
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Mentre Omar cercava ricordi e parole per proseguire con la sua narrazione entrò nella sala una strana persona. La sua figura minuta, la chioma grigia e gli occhialetti tondi mi ricordarono l’economo al quale dovevo rivolgermi, in collegio, per avere quaderni o matite di ricambio. Senza degnarci di uno sguardo arrivò a passi decisi di fronte al console e, con viso serio e voce tonante, a lui solo si rivolse:
«Omar, sai che il pomeriggio del mercoledì è l’unico tempo che rubo alla mia gravosa missione per dedicarmi alla nobile arte della pesca! Avrei voluto mandare al diavolo il tuo uomo e quel giuramento di Ippocrate che ho fatto quando ero un giovane alto e sprovveduto. E ancora mi sto chiedendo come io possa essere così sciocco da correre al tuo solo schioccare le dita.»
Si guardò attorno allargando le braccia in maniera teatrale:
«Non vedo nessuno tanto grave da non arrivare vivo a domani mattina!»
Omar lo guardò sogghignando divertito.
«Non fateci caso amici miei, è un modesto attore che, a tempo perso, ha la pretesa di fare il medico. Su Gianpiero, saluta i miei ospiti come si conviene a una persona civile.»
L’uomo si girò verso di noi regalandoci un radioso sorriso:
«Signori e signore, come ha detto Omar sono un attore che si spaccia per dottore e la differenza è minima, ve lo garantisco! Spero abbiate gradito il mio ingresso in scena, se così non fosse chiedo venia.»
Accompagnò la sua divertente recita con un plateale inchino e, in cuor mio, augurai a Claudio che fosse altrettanto bravo nel curare le persone.
Venne a stringerci la mano ad uno ad uno, arrivato ad Aurora indugiò qualche attimo di troppo nel lasciar andare le sue dita. Quel galante apprezzamento mi fece sorridere e lui se ne accorse e ammiccò di rimando.
Poi proseguì arrivando a Claudio:
«Immagino lei sia il motivo della mia mancata battuta di pesca,» disse , «vediamo subito se valeva la pena sprecare questo tiepido e soleggiato pomeriggio.»
A dispetto dei suoi modi stravaganti prestò molta attenzione nel togliere la fasciatura e nel rimuovere le stecche con le quali Olga aveva immobilizzato la gamba. Chiese acqua tiepida, alcol e garze e Fatima, che già aveva preparato tutto, glieli porse. Pulì con cura la ferita e poi, premendo con le dita intorno ad essa provocò qualche imprecazione di Claudio.
«Ho bambini con problemi ben più gravi dei tuoi che si lamentano di meno,» disse burbero, «ma va bene: se senti il dolore vuol dire che non hai perso sensibilità e questo è rassicurante. Chi ti ha sistemato ha fatto un buon lavoro: il muscolo è cucito bene e non c’è infezione. Tu però scendi con me, voglio essere sicuro che le ossa siano allineate perfettamente altrimenti, saldate storte, potrebbero cedere al primo urto e tu non saresti più in grado di rincorrere una donna per il resto dei tuoi giorni. Non dispiacerti, abbiamo cibo ottimo, un paio di brave infermiere e una splendida vista sul mare. Ora, Omar, fai preparare il carro: non gli rifaccio neanche la fasciatura ma deve stare sdraiato, comodo e, soprattutto, con la gamba immobile.»
«È opportuno venga anch’io?» chiese Aurora.
«È la moglie o la compagna?» replicò sornione il dottore.
«No, sono sua sorella.» Precisò lei.
«Per carità!» esclamò. «Sono sicuro che suo fratello gradirà di più l’assistenza delle mie infermiere.»
Si sedette vicino a me e finse di darmi un pugno al mento:
«Sei un uomo fortunato,» disse fissandomi, «ma è fortunata anche lei!» aggiunse, girando lo sguardo su Aurora.
«Si respira amore in questa stanza e ciò esalta il mio animo romantico!» declamò.
Mentre Aurora rideva divertita io mi chiesi se quell’uomo fosse un mago o solo un pazzo.
«Quanto tempo ci vorrà prima che riesca a camminare?» gli chiese Claudio e il dottore rispose abbandonando il ruolo di attore per riprendere quello di attento ortopedico:
«Abbiamo due strade da percorrere: la prima è bloccare te il tuo arto a letto per quaranta giorni e la seconda è applicarti un gesso o, se riesco a costruirlo, un tutore. In entrambi i casi ci sono fattori positivi ed altri negativi: nel primo dovrai rimanere tutto il tempo sdraiato nella stessa posizione, potresti avere problemi di circolazione e indebolimento della muscolatura con la garanzia di una guarigione quasi perfetta. Nel secondo c’è il rischio, sciagurato, di un appoggio mancato o di un urto che ci riporterebbe al punto di partenza ma, a favore, una discreta autonomia e una ventina di giorni in meno per tornare a camminare. A te la decisione.»
«Col gesso o il tutore in pochi giorni torno qui?» domandò Claudio.
«Se i controlli saranno positivi e quando ti vedrò sicuro nel deambulare con le stampelle potrai tornare qua.» rispose.
«Allora facciamo così, è la scelta giusta?»
«La migliore, secondo me, ma volevo fossi tu a farla.»
Claudio guardò Gianpiero per qualche secondo poi si rilassò e sorrise:
«Va bene, non c’è dubbio che poter andare in bagno da solo sia la cosa più giusta!»
Approntato il carro Claudio fu sistemato in modo che non dovesse subire salti e ondeggiamenti sulla strada sterrata che portava alla cittadina sulla costa. Non volle che lo accompagnassimo:
«Scendete domani così, finalmente, potrò guardarvi negli occhi e non dal basso in alto come adesso.»
Il nostro pomeriggio continuò nell’ozio, sdraiati su comode poltroncine che Omar aveva fatto disporre al sole in giardino. Aurora volle aiutare Fatima nel preparare le camere per gli ospiti così da farle sapere che per me e lei ne bastava una, anche piccola, ma con un solo letto. Le ascoltai parlottare e ridere come ragazzine e sentii una calda onda di gratitudine e benessere prendere possesso della mia mente. Sono certo, ora, che fu uno dei primi momenti in cui sospetto, paura e tensione non erano padroni dei miei pensieri, allentai il livello di attenzione ed apprezzai il tepore del sole sulla mia pelle e il dolce progetto di una notte d’amore con la mia compagna. Marco, seduto accanto a me, notò solo il mio sorriso da ebete e scosse la testa perplesso.
Serie: La frontiera
- Episodio 1: Sensibilità, attenzione ed affetto
- Episodio 2: E, in lontananza, il mare
- Episodio 3: Omar il turco
- Episodio 4: La storia raccontata da Omar
- Episodio 5: La cura migliore
- Episodio 6: Il primo libro non si scorda mai
- Episodio 7: Confinati nella villa
- Episodio 8: Lezioni di umanità
- Episodio 9: Il grande potere delle immagini
- Episodio 10: Se è destino tornerà
“Sono certo, ora, che fu uno dei primi momenti in cui sospetto, paura e tensione non erano padroni dei miei pensieri, allentai il livello di attenzione “
Mi sento in empatia con il tuo protagonista. In questo episodio, anche io ho allentato il livello di tensione e mi è parso quasi di leggere un romanzo di narrativa: avventura, amore, amicizia. Tuttavia, bisogna stare all’erta e non abbandonarsi a questa sensazione: ho la certezza che nulla sia ‘finito’ o il pericolo passato. Mi piace molto come sai introdurre i nuovi personaggi e continuo ad apprezzare l’efficacia dei dialoghi.
Mi piace molto come introduci i nuovi personaggi in questa serie. Non si limitano a muoversi o ad essere funzionali. Ognuno arriva e si rivela quasi un piccolo racconto nel racconto.
Ciò che sto apprezzando di più in questa serie, oltre all’umanità che si respira, è l’ottimo lavoro che stai facendo con Lukas: ad ogni episodio abbandona sempre più quella maschera che gli fu imposta in collegio, ma è un cambiamento lento e difficile come potrebbe avvenire nella realtà, seppur inesorabile.
Il dottore veramente caratterizzato bene, oserei dire che mentre recitava l’ho proprio visto davanti agli occhi!
Come sempre, ottimo lavoro Giuseppe! 🪻🪻
Questa serie si arricchisce sempre più di personaggi e nuovi scenari che rendono la storia molto varia e coinvolgente.
Il personaggio del medico ti è venuto benissimo, bravo Giuseppe. È un episodio sereno. La quiete prima di una tempesta?
Piacevolissimo da leggere e poi sei stato molto bravo a dare vivacità con i dialoghi ad una situazione (la visita medica) che solitamente non è proprio esaltante, con il personaggio del dottore molto riuscito. 👏👏👏
Davvero un bel personaggio questo dottore😂
Bravo Giuseppe!
Grazie Melania! 🌹
Ah, il sorriso ebete di chi pregusta una dolce notte di amore… che bel ricordo.
Sempre bello questo racconto, anche nei momenti di relax le descrizioni dei personaggi sono acute e intriganti. Questo medico è molto interessante. Simpaticissimo e accattivante. Ma ho una vibrissa che vibra. Cosa significherà?
Eh, ma i medici per sdrammatizzare, sono un po attori. Bravo.👏
Per fortuna! Amo i dottori che fanno bene il loro lavoro senza tirarsela troppo! Grazie Concetta 🌹