La decisione

Serie: Le novelle della Luna: il lamento del mare


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Fabio ha quasi ceduto alla sua "ninfetta", ma sa di non poter resistere per sempre..

Ci vollero pochi giorni che tra noi tornò tutto come prima, lei ricominciò ad essere quella di sempre, e io il solito vecchio che cerca di non cadere nella trappola della sua ninfetta. Così però non riuscivo a vivere, era una lotta continua fra la ragione e il mio istinto, il tempo intanto volava dolorosamente, ed alla fine giunse gennaio. Era un lunedì mattina, la sera prima non chiusi occhio perché pensai ad Eva più del dovuto.

Avevo perfino la prima ora, e com’era mio solito fare, entrai nella classe poco entusiasta. Mormorai un buongiorno e andai a sedermi alla cattedra.

A mia discolpa posso affermare che una volta non ero affatto così, amavo il mio lavoro e la mia materia, volevo davvero cambiare il mondo in meglio, poi però maturai l’idea che per fare qualcosa c’è bisogno di un gruppo, e se quella massa non ha intenzione di ascoltarti in nessuna maniera, per quanto sia forte la motivazione, l’entusiasmo va via. Così come ho smesso di sperare che la mia vita possa andare meglio.

“Ah! È arrivato il professor scimmia Nardecchia!” sentii mormorare in fondo all’aula da un paio di marmocchie orrende. Solitamente gli alunni mi chiamavano così per via delle basette. Io li ignorai, se dovevo mettermi a discutere con delle capre di primo mattino rovinavo la mia giornata più di quanto potesse andare male, ed allora cominciai a fare l’appello.

“Oggi interrogo” dissi poi, subito molti replicarono, ma io li feci tacere, dicendo di aver bisogno di voti. Così presi il registro e scelsi un paio di nomi “Allora, Greco e Ferretti, vi interrogo così avete tutti i voti per questo quadrimestre” dissi, scelsi di proposito una studiosa ed una ragazza che se la cavava, in questo modo parlavano senza fare scenate e io potevo continuare a dannarmi in santa pace.

Sirena Ferretti era un’amica di Eva, anche lei mi riconobbe subito a inizio anno, fortunatamente era una ragazza tranquilla e non una papera pettegola come le sue coetanee, stava sempre sulle sue e mi sorrideva.

Le ragazze intanto presero posto vicino alla cattedra senza fare storie, ed attesero la domanda “Comincia Greco… Parlami del ventesimo secolo, e collega un argomento di letteratura, stessa cosa per te Ferretti” dissi, così la ragazza cominciò a parlare di qualcosa. Intanto gli altri facevano quello che volevano, a me non fregava nulla, l’importante è che stessero muti e non disturbassero i miei pensieri.

Intanto vagai con la mente, e tornai a pensare al mio tormento, Eva. Per un attimo mi illuminò l’idea di smettere di preoccuparmi tanto, di essere tanto pessimista e godermi la mia misera vita soltanto per quella volta. Che vuoi che mi importasse che mi stesse prendendo in giro? A me dopo averci fatto una bella scopata non interessava più nulla, pensai. Anche se mi avesse detto addio, o che era solo un gioco, o l’aveva fatto per curiosità.

 L’importante era che suo padre non venisse a sapere nulla di tutto ciò, ovviamente. Dopotutto io che provavo per quella ragazza? Ne ero attratto, forse ossessionato. Non smettevo un attimo di pensare a lei, al suo corpo, alla sua dolcezza, alla sua sensualità, ai suoi occhi neri, ai suoi capelli mori, alla pelle bruna… Ma di certo non potevo dire di essermene innamorato, non ricordo neanche cosa fosse l’amore…

“Già…” sussurrai fra me e me, intanto che loro continuavano a parlare. Certo, io non ero esperto di donne, né tanto meno di ragazze. Pensai che forse un aiuto avrebbe potuto aiutarmi,  magari potrei chiedere qualche consiglio a Leonida, un collega che conoscevo da un po’, andavamo parecchio d’accordo, ma non più del dovuto, non ci eravamo mai frequentati fuori dall’ambiente scolastico. Lui anche se aveva la mia stessa età era più esperto di me in fatto di donne, mi aveva raccontato molte sue “esperienze stravaganti”. Lui a differenza mia era di bell’aspetto, gentile, simpatico, un galantuomo un po’ damerino . Anche se, a dirla tutta, era uno di quelli che piacciono a tutti sin da subito, e devo dire che sono sempre stato parecchio diffidente verso quei tipi.

Notai che le ragazze avevano finito di parlare, controllai l’orologio e mancava poco meno di un quarto d’ora per la fine, così mi complimentai e presi il registro per appuntare il voto “Bravissime, mi piacciono anche i collegamenti, un bell’otto ad entrambe”. Le due ragazze si guardarono fra loro, con espressioni un po’ sconcertate, chissà che diavolo mi avevano detto, ma avevo altro per la mente e non mi preoccupai più del necessario.

Appena suonò la campanella raggiunsi in fretta Leonida, era in sala professori, forse stava correggendo dei compiti.  Fortunatamente era solo, così potevamo parlare senza troppi problemi.

“Leo! Ti racconto una cosa, tu dimmi quello che pensi, senza pudore d’accordo?” mi premurai di dire, controllando un’ultima volta se i corridoio fossero ancora vuoti e poi chiusi la porta alle mie spalle.

“Che cosa faresti se una ragazzina volesse scoparti? Ma tu hai il doppio della sua età, e questo ti preme parecchio, in più è bella come una dea, con i suoi capelli lunghi e il viso da bambolina… Ed invece tu sembri solo un rude maniaco…” feci un amaro sospiro, andando a sedermi di fronte a lui. Era una strana situazione, quello lì poteva essere semplicemente il sogno di parecchio uomini, che a differenza sua non si sarebbero rammaricati tanto per far propria la ninfetta, ma la verità era più complicata di così, io avevo una fitta insistente al cuore, a cui ancora non sapevo dare una spiegazione.

A Leonida cadde la penna dalla mano, smise di fare ciò che stava facendo e mi guardò con bocca ed occhi sgranati “C-chi te l’ha detto?” balbettò, le mani perfino gli cominciarono a tremare.

Io inarcai un sopracciglio, non comprendendo cosa intendesse e soprattutto il perché di quella reazione. Era tanto strano invaghirsi di una più giovane? Ignorai quella reazione, e continuai a dire “Chi vuoi che me l’abbia detto? La mia vita? Sto ospitando una ninfetta, ed a causa sua ogni notte vado a letto con un fastidio nelle mutande” gli spiegai senza troppi giri di parole ed intanto mi misi più comodo poggiando le scarpe sulla cattedra.

Notai che lui fece un sospiro di sollievo mettendosi una mano sul cuore, chissà a cos’era andato a pensare “Quanti anni ha? Una ventina?” mi chiese poi.

Io annuì, e lui continuò “Sai, credo che questa lolita non vuole solo scoparti come dici tu. Le ragazze giovani vogliono l’amore, una sicurezza, un futuro… Vogliono una persona che stia al loro fianco, che le coccoli e che le dicano soltanto la verità, non vorrebbero mai soffrire… Non è facile stare con una ragazza giovane, se lei fa sul serio ti consiglio di lasciare in pace questa lolita” mi suggerì lui, con un tono strano.

Io mi misi a ridere, mi aspettavo qualsiasi risposta da lui tranne quella “Ma tu guarda! Parli come un esperto di ninfette quando hai in moglie un vecchio formichiere! Aspetta…” in quel momento realizzai, pensando anche alla reazione che aveva avuto, e mi sporsi verso di lui parlando a voce bassa “Non dirmi che ti fai le alunne? Brutto porco! Quante ne sono? Sono belle almeno o sono quei sacchi di merda? E scommetto che alla fine una disgraziata si è anche innamorata vero?”.

Notai come lui arrossì e scattò in piedi, recuperando in fretta il materiale cercando di non guardarmi negli occhi “Fabio, fanculo!” mi disse soltanto, andandosene via senza darmi una spiegazione. Io rimasi parecchio scioccato ad essere onesto, ma dopotutto chi sono io per giudicare?

Io in quel momento mi resi conto di essere caduto nella trappola della mia ninfetta, e che non mi avrebbe mai lasciato se non avessi soddisfatto le sue voglie. Alla prima occasione che avrò, farò mia Eva.

Serie: Le novelle della Luna: il lamento del mare


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Erotico

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Discussioni

  1. Mi piacciono molto i riferimenti ai protagonisti delle precedenti novelle, donano un senso di continuità che mi piace. Non mi rimane che scoprire, nel prossimo episodio, se questa coppia è destinata ad avere un futuro assieme

  2. Forse Fabio avrebbe dovuto farsi questa chiacchierata un po’ prima. Il dialogo tra i due prof è condito con un pizzico di ironia che alleggerisce la lettura e non guasta mai. Insomma, ora il nostro protagonista si è deciso ad affrontare il suo destino che lo attende sotto le sembianze di una ninfetta. Termine, ninfetta, che, nonostante l’opinione di @alessandroricci , non trovo affatto volgare, anzi, mi sembra il modo più elegante che esita per definire una giovane disinibita provocatrice. D’altronde lo stesso Nabokov in Lolita gioca spesso su questo termine. A me in pià fa ridere, evoca un linguaggio arcaico in cui le giovani donzelle aleggiavano fra i boschi coperte da poche vesti svolazzanti.

    1. Grazie per il commento ❤. Esatto, Nabokov si riferiva alle undici-dodicenni, Eva ovviamente è po’ più grande, e ovviamente tralasciando tutti gli aspetti della depravazione del protagonista di Lolita che nella mia storia è assente, il senso grossomodo è lo stesso, una giovane che seduce un uomo maturo 😊

  3. “Ne ero attratto, forse ossessionat”
    Questa è una bella riflessione. In confine tra attrazione e ossessione può essere molto sottile. Essere bravi ad individuarlo risparmierebbe tanti equivoci

  4. Ciao Luna, mi piace molto il croos over che fai coi tuoi personaggi è divertente.
    Solo una cosa, solo in questo brano hai usato quattro volte la parola ninfetta, oltre ad evitare la ripetizione è anche un termine molto brutto, visto che i tuoi racconti parlano anche di sentimenti e non solo di scopate. Io cercherei di limitarlo.

    1. Grazie mille per questo avviso! Ammetto di non averci fatto caso, hai ragione, cercherò di aggiustarlo e terrò a mente questa cosa anche per i prossimi capitoli, grazie ancora ❤

  5. ““Bravissime, mi piacciono anche i collegamenti, un bell’otto ad entrambe”. Le due ragazze si guardarono fra loro, con espressioni un po’ sconcertate,”
    Bello questo passaggio, perchè in prima battuta fa sorridere, con lui che non ascolta minimamente le ragazze e butta là un bel voto a caso; ma riflettendoci un po’ di più, invece, è un bell’esempio dell’ossessione che Fabio ha sviluppato verso Eva, che gli occupa la mente e lo distrae da tutto il resto