“La fortezza inespugnabile”

Serie: Hikikomori


Lui non ha molta esperienza di ragazze però questa sembra carina dalla foto allegata. Scrive che lo ha conosciuto qualche settimana fa in un forum dedicato ai vecchi cartoni, ma che poi lui non si è più fatto vivo. Aggiunge che ha trovato proprio lì la sua e-mail e che soprattutto lo considera un ragazzo brillante. Profondi. È rimasta colpita da alcuni suoi commenti molto profondi sull’infanzia e sull’importanza dei cartoni per i bambini.

Si chiama Flavia – se non si ricorda – è di Marotta. Frequenta la quarta dello Scientifico a Senigallia ma non ama studiare.

P.S.: mi piacerebbe molto conoscerti di persona. Mandami anche una foto!

Conoscermi di persona… una foto?

Andrea fissa lo schermo a bocca aperta. Io brillante… Andrea è il primo a stupirsi nel leggere certe cose. Io brillante… forse… forse Flavia ha ragione.

Per la gioia si mette a saltellare e infila due forchettate di spaghetti al pomodoro.

Di persona comunque è una richiesta impegnativa. È una richiesta immensa quanto quella della foto. In una festa poi… troppa gente intorno… troppi occhi addosso… quasi impossibile, quasi impossibile anche solo a pensarci, perché quegli occhi rideranno di lui, quegli occhi lo disprezzeranno. Diciannove anni. L’ultima festa a cui ha partecipato. In spiaggia, d’estate, subito dopo la Maturità classica. Diciannove anni ed era finita a botte.

Andrea richiude la finestra perché ha freddo. Cammina gattoni sul letto. Parla prima con Wilson poi con Lady Gaga. Ma i compagni di stanza non gli sono d’aiuto. Nervoso, si accende una sigaretta.

La stanza s’impregna di altro fumo, lui si mette di nuovo davanti al Pc.

Rispondere ’sì’ o cancellare il messaggio?

Accettare l’invito o rifiutarlo?

Non sa decidersi. Vorrebbe essere una pianta, una pianta carnivora. Immobile. Imperturbabile.

Il suo ritiro sociale è in pericolo, lo sente. Difenderlo. Con le unghie e coi denti. A qualunque costo.

Non. Lasciare. La. Camera.

Non uscire. Non mettere il naso fuori. Non oltrepassare il confine. Restare dentro. Chiuso. Sigillato. Al riparo nella fortezza… la mia camera sì… la mia camera è davvero una fortezza… mi salverà da tutto, anche da lei e da Salvani… e se mi prendesse in giro? Se il mio aspetto la disgustasse? Niente foto. Per nessuna ragione. Lei non deve vedere, non deve vedermi.

L’ansia lo assale, lo punge, lo graffia. Andrea si morde le unghie, si guarda nello specchio dell’armadio, si odia. Guance, sottomento, pettorali, pancia… tutti i suoi chili di troppo, distribuiti per 177 centimetri d’altezza e già pochi capelli in testa. Brutto. Obeso. Puzzolente. Doccia. Fare assolutamente una doccia. Sono due settimane che rimanda. Tragedia. Lui è un’autentica tragedia, un perdente, un disgraziato, inutile girarci intorno, inutile illudersi del contrario.

Lui non vale nulla.

Si sfrega le mani, sputa, impreca.

Spiraglio, varco… per colpirmi, per angosciarmi. Il mondo alla fine lo trova sempre.

No! Non glielo permetterò!

Meglio allora continuare a nascondersi, meglio sparire oppure tornare alla finestra e sfracellarsi sull’asfalto. Se avesse il fegato sì, sarebbe proprio la cosa giusta da fare. Prima però un’altra sigaretta, un’altra imprecazione.

Un tonfo. Improvviso.

«Tutto okay, mamma?» grida dalla camera il ragazzo.

Nessuna risposta.

«Stai bene?».

Non un fiato dal lungo corridoio.

Dopo qualche minuto Andrea apre la porta, vede Vanessa riversa sul pavimento che dorme. Un filo di bava alla bocca, i capelli arruffati, scalza. Accanto a lei la solita bottiglia di vodka scolata per metà. Tuttavia lui non si scompone. È abituato allo spettacolo.

È quello che ti meriti brutta stronza… vacci tu dallo strizzacervelli… da quando papà ci ha abbandonato guarda come ti sei ridotta… zero assoluto… ecco quello che sei diventata!

Andrea ghigna compiaciuto, si mette carponi, allunga una mano verso la bottiglia. Dopo qualche sforzo riesce a prenderla senza uscire dal rifugio inespugnabile. Stavolta ha avuto fortuna.

Richiude la porta, inchiava. Adesso è di nuovo tranquillo. Può persino sbronzarsi.

Sballo. Sarà proprio uno sballo navigare nella Rete da ubriachi. Gli è già capitato un paio di volte e si è sempre divertito tantissimo. A Flavia e a Salvani penserà dopo.

Wilson e Lady Gaga sempre lì che lo aspettano.

Anche loro hanno voglia di divertirsi. Anche loro hanno sete.

Serie: Hikikomori


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Young Adult

Discussioni

  1. Ciao Simone, grazie per il tuo racconto. Credo che il web sia un effetto collaterale dell’essere Hikikomori, ciò che sigilla nella sua stanza un essere umano, ‘mettendolo in disparte’ penso sia una causa molto profonda, Vanessa riversa sul pavimento, per esempio? Interessante come Andrea sia scivolato nel mondo virtuale, anche se , pensandoci bene, è così virtuale? Lady Gaga è una creatura in carne e ossa. Una vita sospesa fra l’essere e il non essere… Sogno, morte, sonno..il Bardo: […] morire, dormire…
    nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine
    al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali
    di cui è erede la carne: è una conclusione
    da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.
    Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo,
    perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire
    dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale
    deve farci riflettere. È questo lo scrupolo
    che dà alla sventura una vita così lunga.[…]
    [WS, dal monologo “Essere o Non Essere”]

    1. confermo, pesce ottimo! io sono stato spesso in trasferta a Fabriano e zone limitrofe per lavoro, e Marotta è sulla via del ritorno.. il mare l’ho visto, ma non ci sono mai fermato per turismo, sempre di passaggio!