La frustrazione

Sognava campi assolati, una battaglia contro i nemici, l’odore del sangue mescolato a quello della terra, ma invece…

Olivier guardò verso il basso, sotto il torrione sul quale si trovava. Se attorno c’erano i bastioni pieni di soldati con il cappello d’arme che bollivano l’olio nelle bacinelle e i calderoni, in basso c’era il nemico.

Il nemico.

Come lo odiava, eppure non poteva farci nulla: avrebbe dovuto affrontarlo.

Ma almeno una sortita…

Aveva pregato il major domo di fare qualcosa di simile, ma lui aveva ribattuto: “Il castellano non vuole. Dobbiamo resistere e basta”.

“Possono costringerci alla fame”.

“Può darsi, Olivier, ma noi resisteremo. È tutto”. Con la sua solita spocchia, il major domo l’aveva congedato.

Adesso Olivier era sul torrione con gli altri cavalieri. Invece di cavalcare a spron battuto incontro al nemico, falcidiarlo con lancia e spada con le frecce dei longbow che gli si spezzavano contro lo scudo, l’elmo e la corazza, doveva rimanere lì.

Quand’era che avrebbe combattuto come comandava il codice della cavalleria?

«Arrivano!» fu un urlo corale.

I nemici si erano attivati. Più in basso sembrava esserci un mare in tempesta, ma più che quello di cape Finistère c’era un mare di teste che urlavano, elmi aguzzi, lance e spade che si agitavano. No, non un mare, ma un campo di grano sul quale soffiava il vento e gli assedianti, erano loro, volevano entrare, stuprare e distruggere.

Olivier non l’avrebbe permesso: anche se era senza cavallo, avrebbe difeso la città.

Le scale degli attaccanti picchiarono sui bastioni e i soldati iniziarono a salirci sopra come mostruose formiche.

Olivier e gli altri soldati corsero ai merli e rigettarono indietro le scale, le quali sembravano flessibili come i capelli di una dama.

I primi soldati arrivarono in cima e Olivier improvvisò un duello con un gallese dall’alito fetido.

Dopo uno scambio di colpi, Olivier gli mozzò una parte della mano e il gallese si agitò per poi precipitare a terra. Sarebbe finito trafitto da tutte le armi che scrutavano il sole.

Olivier continuò a combattere, ma era in vantaggio, e questo lo frustrava in maniera enorme. Forse, però, era il suo destino. Dopo avrebbe chiesto al major domo di fare una sortita: solo così avrebbe placato la frustrazione.

Ma forse.

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