La Fuga

Serie: All'Isola del Tesoro


Il grande orologio, da qualche parte in mezzo alle navi che si tenevano insieme per le assi tutto intorno all’isola e giù fino al molo a farne una città, tuonò limpidissimo per il circondario un rintocco di mezzanotte.

C’era pieno di navi che andavano e venivano: parlavano tutte le lingue del mondo e battevano le bandiere di ogni paese; sicché sembrava una festa di luci per tutto il largo. Sbarcavano in pellegrinaggio i maledetti dal cuore a pezzi, che cercavano la libertà e la guarigione dal grilletto facile; si tenevano il cappello in mano salendo le scale fino alla Pozza dei Miracoli.

Dall’altra parte del colle, dove scendeva e s’aggrovigliava tutto il molo fino in cima e poi scendeva in mezzo alle baracche, c’era un pescatore appena tornato da un viaggio allucinante, che si tirava dietro a spalle una creatura più trofeo che pasto; tirava a stretto gli occhi -perché non ci credeva, a quello che vedeva: appresso a un polverone correva un pirata acrobata, che scimmiava sopra le ringhiere e i tetti, sparava di spalle senza manco guardare e lanciava in strada bombe e coltelli nella fuga, si rigirava un barile sotto la gamba di legno a velocità folle giù per gli scalini per evitare gli spari di quelli che, alle sue spalle, lo minacciavano di morte.

In un salto a testa in giù appena sopra i galli segnavento in punta di tetto, Desto vide la Bagliore di Capitan José Maria issare le vele.

Ora, siccome tutto quel trambusto si stava avvicinando a volo d’aquila, il pescatore se lo vide arrivare addosso ed era indeciso se darsela a gambe o meno, per via di quella bestia che aveva catturato -tutto è vanità.

Ma tempo non ce n’era più: il poveraccio cadde in acqua a spintoni, Desto si fece esplodere dei petardi sotto ai piedi e i due tizi che gli tenevano dietro finirono nelle fauci della bestia e poi di nuovo in mare -ed ebbero di che brontolare, poi, per quell’affare.

Il giocoliere cadde in acqua poco vicino a una grotta. Nei riflessi delle luci tremule sull’acqua si specchiava una navetta: chiunque la vide da quel momento in poi pensò che fosse un galeone, ma troppo, davvero troppo piccolo.

C’era posto per una persona soltanto.

E Desto pensò che non fosse una cattiva idea levare l’ancora.

Serie: All'Isola del Tesoro


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. La dovizia di particolari va di pari passo con un livello di sintesi che rende, per quanto mi riguarda, avvincente la narrazione. Sul linguaggio ricercato…mi sono già espresso.
    Attenderemo il seguito.

  2. Aggiungi nuovi elementi che fanno il racconto avvincente. A proposito, mi piace come concludi i tuoi episodi, lasciando chi legge in attesa del seguito.