
La fuga
Serie: Planavamo a stento
- Episodio 1: L’incontro
- Episodio 2: L’inizio della frequentazione
- Episodio 3: La nascita dell’amicizia
- Episodio 4: L’aeroclub
- Episodio 5: Il volo
- Episodio 6: Il gruppo storico
- Episodio 7: Le ragazze
- Episodio 8: L’appuntamento
- Episodio 9: L’impatto con gli esami
- Episodio 10: Il primo esame
- Episodio 1: La bottiglia
- Episodio 2: Secondo tentativo
- Episodio 3: L’esame
- Episodio 4: L’Interrail-La partenza
- Episodio 5: Interrail-Il viaggio
- Episodio 6: Si ricomincia a studiare
- Episodio 7: Il piano
- Episodio 8: Un’audace incursione
- Episodio 9: Il colpo di mano
- Episodio 10: Effimera tranquillità
- Episodio 1: Nuove difficoltà
- Episodio 2: La sconfitta
- Episodio 3: Il colpo
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Una specie di addio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Nei giorni successivi seguimmo sui giornali la notizia della nostra incursione notturna e del fatto che tutti gli uccelli della gabbia erano volati via ed erano ora irrecuperabili. Leggemmo che alcuni erano appartenevano a specie rare, anche di altre parti del mondo, ma quello che ci entusiasmava era che pensavamo di aver riportato un po’ di giustizia in un mondo in cui ci sembrava che mancasse disperatamente.
I giornali riportavano anche il breve comunicato che avevamo lasciato e che avevamo scritto a macchina stando attenti a non toccare mai il foglio a mani nude per non rischiare di lasciare impronte compromettenti.
Abbiamo deciso di compiere questa azione illegale, ma non illegittima, non per vandalismo ma perché non potevamo sopportare di vedere questi nobili animali umiliati e imprigionati e privati del dono più bello che un essere può avere, quello del volo.
Hanno ali per braccia, hanno il volo nel cuore, sono fatti per questo e che volino allora!
Ma non soltanto per loro abbiamo agito, ma per tutti gli animali che sono imprigionati nel mondo: per dare un segno di protesta per questa ingiustizia che deve cessare!
Firmato
il Gabbiano Jonathan Livingston
Lo leggevamo con entusiasmo e ci sembrava che il tono negli articoli dei giornali locali esprimesse, se non una approvazione del nostro gesto, perlomeno un riconoscimento verso il fatto che era stato compiuto con delle valide motivazioni e non solo come semplice atto vandalico.
Eravamo però preoccupati perché i giornali dicevano che i carabinieri del capoluogo stavano facendo indagini e che volevano a tutti i costi trovare i responsabili di quel gesto. Noi avevamo preso mille precauzioni, ma ora temevamo che in qualche modo potessero rintracciarci.
Decidemmo così che sarebbe stato meglio partire per una vacanza all’estero, approfittando della pausa estiva. Nelle nostre discussioni piene di esaltazione e situazioni immaginarie pensavamo che se le cose si fossero messe male avremmo potuto non tornare in Italia per in Italia per un certo periodo evitando così di essere catturati.
Nelle settimane precedenti all’esame si era parlato nel gruppo di fare una vacanza nelle isole della Grecia, con le sue mille isole, alcune piccole e recondite; questa meta ci sembrava perfetta per far perdere le nostre tracce: ci immaginavamo già nascosti in qualche villaggio di una remota isola dalle case bianche di calce e il mare azzurrissimo, a lavorare come pescatori o a imparare a fare i marinai. Nelle nostre fantasticherie ci trasformavamo in giovani Corto Maltese in fuga.
Io e Carlo partimmo con Andrea, Luca e Nicola con il traghetto direttamente dal porto del capoluogo dove frequentavamo l’Università diretti verso Atene. Avevamo i soliti grandi zaini che si usavano per i viaggi giovanili in quegli anni e una volta arrivati nella capitale greca girovagammo qualche giorno per visitare i famosi monumenti – acropoli in primis – ma ci stancammo subito dell’aspetto un po’ squallido che avevano i palazzi della città moderna e così ci imbarcammo su un altro traghetto diretto alle isole dell’Egeo. Lì trascorremmo alcuni giorni nella prima isola su cui eravamo sbarcati e poi ci trasferimmo via via verso isole minori, viaggiando su navi sempre più piccole.
Ci fermavamo in piccoli borghi affacciati sul mare alla base dei ripidi pendii di montagne coperte di macchia mediterranea. Non c’era la fretta e la frenesia del viaggio in Interrail di due anni prima e neanche quella precarietà degli alloggi: dormivamo in piccole stanze di affittacamere locali incastonate in case bianche o blu. Anche nei paesi più piccoli c’era un continuo via vai di turisti giovani con cui stabilivamo contatti intensi, ma effimeri, fatti di serate a cena nei locali davanti al mare e di bagni nelle piccole spiagge o nelle calette delle isole che via via visitavamo. Formavamo gruppi eterogenei ma affiatati, che sembravano non doversi separare mai, ma poi le partenze o i nuovi arrivi facevano mutare continuamente queste variegate compagnie.
Persi il conto delle isole e dei piccoli borghi che visitammo, finché non arrivò il giorno in cui dovemmo cominciare a ripercorrere all’indietro la sequenza di imbarcazioni per arrivare al grande porto in cui partiva il traghetto che ci doveva riportare in Italia.
Serie: Planavamo a stento
- Episodio 1: Nuove difficoltà
- Episodio 2: La sconfitta
- Episodio 3: Il colpo
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Una specie di addio
Divertente questa pausa dall’università e la complicità dei due amici, però forse questo episodio è troppo breve, potresti approfondire un po’ la vacanza in Grecia con qualche breve episodio come nel viaggio precedente, proprio per far vedere la crescita della loro amicizia e complicità
L’episodio è molto breve perché in realtà è la prima parte del capitolo finale della prima parte: purtroppo tutto il capitolo era di circa 1600 parole e quindi ho dovuto spezzarlo in due e quello era il punto migliore per fermarlo. Quì stiamo andando verso la conclusione di questa parte che finora tratta dello sviluppo dell’amicizia e della complicità fra i due amici tramite l’affinità intellettuale fra i due (tutta la descrizione delle loro chiacchierate), le difficoltà vissute insieme (quelle degli esami) e le cose fatte insieme (in crescendo le avventure amorose, la sostituzione del compito e ora questo colpo allo zoo). Ho quindi pensato che non servivano altri episodi per raccontare questa evoluzione, ma ora serviva andare verso una conclusione e per questo ho fatto questo stacco di ambientazione.
Chissà com’era la Grecia degli anni ’80. Nel decennio precedente c’era stata la dittatura, in quel decennio com’era?
Non te lo saprei dire, perché in questo caso siamo proprio nella finzione, tanto che io non sono mai stato nelle isole greche. L’episodio però serviva dopo quello del colpo e quindi mi sono solo basato sui racconti di amici che ci sono stati o su libri letti: proprio per questo la descrizione della Grecia non è molto dettagliata, ma molto veloce e rimane sullo sfondo.