La guerra dello stagno

Lo stagno poteva essere un buon luogo dove vivere, ma Bubo voleva dimenticare quel pensiero.

Nulla da fare, si era detto, dobbiamo fare la guerra!, aveva aggiunto.

Lui e gli altri rospi si erano armati di tridenti e mantici che spruzzavano veleno e avevano raggiunto lo stagno.

Adesso si sarebbe combattuto.

Le sezioni di rospi presero posizione nel canneto e Bubo diede gli ordini: «Mettete lì i cannoni, voi fate in fretta, il nemico può arrivare da un momento all’altro!».

I rospi obbedirono, erano bravi guerrieri, Bubo ne era convinto.

Guardarono arrivare i tritoni con le loro zampette e le assurde code che sembravano ventagli deformi. I tritoni avevano armi simili ma non identiche a quelle dei rospi.

Bubo attese, al momento giusto udì il comandante in capo gracidare: «Azione».

«Azione» ripeté Bubo abbassando la zampa palmata.

I cannoni spararono i dardi che trapassarono gli anfibi nemici, il veleno schizzò dappertutto provocando orribili ferite – era acido – e i rospi trafissero i nemici più vicini.

Scoppiò il corpo a corpo.

I rospi si avvolsero ai tritoni in lotte di veleno e morsi e artigliate. Avevano anche protesi appuntite, e zanne artificiali. Si massacrarono e di lì a poco le acque dello stagno si addensarono di sangue verdastro.

Bubo era felice.

Ma poi…

***

«Ora basta». Artemio era sicuro che rospi e tritoni, quei personaggi rissosi, gli avrebbero dato ascolto.

«Ora basta!» fecero eco gli altri gnomi.

Gli gnomi con i berretti blu sguazzarono nello stagno e divisero dalla lotta rospi e tritoni. Un ufficiale rospo, uno che se Artemio non sbagliava si chiamava Bubo, strabuzzò gli occhi: «Ma… perché?».

«Perché non si deve più combattere, lo vuole il consiglio dei re, quindi smettetela». Artemio lo minacciò con il suo schioppo.

Era chiaro che Bubo non ne era felice, comunque obbedì. «D’accordo». Si girò a guardare gli anfibi della sua unità. «Finiamola».

I rospi obbedirono, anche i tritoni deposero le armi. Ora lo stagno sarebbe diventato un buon posto dove vivere.

Gli gnomi si assicurarono che tutto fosse finito e Artemio mise le mani davanti alla bocca a mo’ di megafono: «E ora… armatevi tutti perché sta arrivando l’uomo, vuole distruggere lo stagno».

Gli gnomi li avrebbero sfruttati per i loro fini.

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Discussioni

  1. Incredibile. Non c’e` pace nei cieli, ne` in terra e neppure nello stagno.
    Scherzi a parte, l’ essere piu` razionale ed evoluto del pianeta che ancora combatte con le armi i suoi simili e rovina o fa disastri, ogni giorno, nell’ ambiente necessario alla sopravvivenza della sua specie. E se la razza umana non fosse stata tanto intelligente come si dice, cos’ altro avrebbe combinato?