
La luce di un Sogno
Vagava nella brezza fresca mattutina, senza una meta. Veniva trasportata dal dolce vento. Quella bolla di sapone, nata da chissà quale soffio di bambino, adulto o anziano, rinchiudeva in sé i colori dell’arcobaleno. La luce, illuminandola dava vita a tutte queste meraviglie.
Guardando entro la bolla, non si carpiva semplicemente una mistica trasparenza, ma, fissando lo sguardo, ci si lasciava cullare da quella deliziosa sensazione di benessere.
Non era, non è, e non sarà mai, agli occhi puri, solo acqua e sapone.
Attraverso la luce benigna del sole, compaiono miriadi di colori in quella bolla. I colori dell’arcobaleno.
L’arcobaleno, figurato sempre come un arco dai sette colori, compare dopo la pioggia, al ritorno del sole.
In un’interpretazione più magica e più intima, l’arcobaleno rappresenta il ponte tra l’essere umano ed il mondo fatato.
Secondo un’antica leggenda irlandese, se si segue l’arco colorato e luminoso fino al suo termine, vi si troverà uno gnomo che protegge e custodisce una pentola traboccante monete d’oro, le quali simboleggiano un bagliore, una luce immensa e chiara. Finalmente l’entrata in un mondo magico, incantato; una ricchezza non materiale, ma bensì dell’anima.
Probabilmente nessun essere umano è mai riuscito a trovare lo gnomo con la pentola, e di conseguenza a varcare la soglia del mondo fatato, ma almeno una volta, questo sogno ha oltrepassato la mente di ogni persona. È proprio questo che si rispecchia nella bolla di sapone.
Al suo interno custodisce un sogno, un desiderio, la luce di un sogno che mai si spegne.
Vagando, la bolla di sapone passava davanti alle finestre delle case, vicino agli alberi i cui rami appuntiti e talvolta rigogliosi avrebbero rischiato di farla scoppiare. Ma non accadde mai. Sembrava avesse un obiettivo, un compito da portare a termine ad ogni costo.
Arrivò in prossimità di un terrazzo. Un terrazzo grazioso, ricoperto di fiori colorati e profumati. Le piante erano molto rigogliose e verdeggianti.
In terrazza uscì un bambino, ridendo. Aveva in mano una brocca d’acqua. Cominciò ad annaffiare le verdi piante. Quando, ad un certo punto, volse lo sguardo verso l’alto, e i suoi occhi si persero nella bolla di sapone.
L’acqua della brocca uscì, come una cascata, senza una guida.
Gli occhi del bambino, sognanti, vedevano mondi nei colori della bolla. Desideri che prendevano forma, i sogni che nascevano.
Uscì in terrazza un anziano signore, il nonno del bambino, e gli prese la mano.
Anche lui fissava la bolla.
Quattro occhi, mondi diversi, ma legati da un filo indissolubile.
La bolla di sapone si muoveva leggermente, cambiando luce e quindi mutavano anche i colori, raggianti e luminosi.
Poco dopo, gocce d’acqua cominciarono a cadere dal cielo. La bolla si dissolse, tornando al suo stato naturale.
Nonno e bambino tornarono in casa, mano nella mano. Quando, dopo un po’ di tempo, tornarono ad uscire in terrazza, si incantarono: nel cielo vi era l’arcobaleno.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Veramente piacevole come racconto, dai toni dolci e delicati come si addice ad una fiaba.
Cara Mary, grazie per aver letto il mio racconto e mi fa veramente piacere che tu lo abbia trovato colmo di toni dolci e delicati! Grazie per il bellissimo commento!
“di conseguenza a varcare la soglia del mondo fatato, ma almeno una volta, questo sogno ha oltrepassato la mente di ogni persona.”
Mi è piaciuto molto questo gioco di parole. 😸
Mi fa moltissimo piacere, grazie ☺️
Ciao Beatrice, questo tuo scritto ha il dolce sapore di una fiaba antica che porta l’anima a congiungersi con l’essenza più profonda del nostro sentire. E’ un racconto che fa sognare e sperare in un mondo più felice per tutti, giovani e anziani. Brava!
Grazie di cuore! È proprio una delle cose che vengono racchiuse in questo racconto. Un sentimento che lega bambini e anziani. Grazie di cuore!
Ciao Beatrice, un racconto davvero delizioso, ti mando un messaggio privato.
Grazie del tuo commento! Ora vado a leggere😃
Che bel mix di favola e leggenda. Le parole che vanno su e giù come se ci portassi su un’altalena. Veramente brava ☺️
Grazie Cristiana! Davvero un bellissimo commento. Credo che mettere un pizzico di leggenda renda il racconto più vivo! Grazie 😀