La magia del palazzo.

Serie: Uhniere


Mi svegliai rilassato, ma un grande mal di testa percuoteva il mio povero cranio. 

Era come se quel posto avesse influssi negativi su di me. Non riuscivo a capire se Uhniere fosse davvero brava o mi avesse tratto in inganno. 

E se fosse stata anche essa una strega e non la regina dei Balcani? Decisi di non muovermi più, di non prendere il treno e di non fare stupidaggini. Dovevo rimanere calmo. 

Qualcuno bussò alla porta della mia stanza. Non aspettò che diedi il permesso per entrare, la chiave fu tolta dall’altro lato e poi spinta la porta. 

Era il fenicottero che mi portava da mangiare.  Non avevo appettito perciò gli dissi di andar via. Stavo iniziando a sentirmi un vero e proprio prigioniero. Non mi piaceva quella sensazione di apprensione e fastidio, era così soffocante! 

-Se non hai fame porterò il cibo altrove- 

Gracchio’ come un corvo e io aggrottai le sopracciglia. Non capivo come facesse ad imitare quel pennuto così diverso da lui. 

-Si portalo via. Vorrei uscire un pochino se possibile. Mi fa male stare chiuso qua, soffro di claustrofobia- 

-Non si può mi spiace- 

-E perché mai?- 

L’animale roteò il collo e spiegò le ali, enormi.

Ero certo che quell’indicazione era stata voluta da Uhniere, colei che si stava dimostrando fredda e cinica. 

Una vera strega nera. 

Dovevo scavalcare il muro per poter andare via, ma come? Era altissimo e mi sarei fatto male, o addirittura morto. 

Ero in trappola. Il fenicottero mi chiuse a chiave e iniziai ad imprecare con il batticuore. 

Era pura magia  nera, ed ero sicuro che Uhniere si fosse inventata tutto solo per trarmi in inganno e rinchiudermi lì con lei. 

Mi stesi a letto e sognai la mia ex moglie, morta quando avevo solo 29 anni e lei 26.

Un male se l’era portata via.

Mentre pensavo a lei sentii di nuovo la porta aprirsi e stavolta divenni rosso in volto dalla rabbia perché Uhniere teneva in mano un libro alquanto strano. Era nero e rilegato in pelle. 

Forse lo avevo visto da qualche alchimista o profeta sacerdotale ma non mi incuteva sensazioni positive. Nient’affatto. 

-Straniero. Non mi hai detto il tuo nome ieri- 

Si sedette sulla sponda del letto, incutendomi timore. Non volevo però dimostrarle che avevo paura. Non mi conveniva, assolutamente.

-Mi chiamo Pavel Derin-

-Bel nome- 

Mi accarezzò la fronte ma le sue mani erano viscide. Io ero consapevole del fatto che fosse una strega a tutti gli effetti, non c’era alcun dubbio.

-Sei molto bello. Giovane e prudente  ma dovresti… lasciarti un po’ andare sai?- 

-Sono un ladro. Io non capisco cosa tu mi abbia fatto davvero. Non voglio avere questo peso sulla testa, mi fa malissimo- 

-Shh presto passerà tutto- 

Iniziò a intonare un canto lugubre nonostante l’armonia. Mi vennero i  brividi e lei mi diede da bere un intruglio bianco e verde, che mi vidi costretto a inghiottire tutto d’un sorso.

Vidi tutto nero. Ma prima di svenire, poco prima vidi che la sua faccia era diventata blu cone quella di un mostro marino. 

Non avevo scampo… 


Serie: Uhniere


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