La Mantide

La cena era pronta e Sara stava aspettando il suo uomo.

Da qualche tempo si era iscritta a un sito per incontri al buio. Era simpatico chiacchierare un po’ in anonimato con persone della sua stessa città, comodamente dal proprio salotto e se c’era feeling ci si organizzava per un incontro.

Questa era la sua quarta volta, ci aveva preso gusto. Inizialmente era scettica, ma da quando aveva assaporato quel gusto di erotismo e adrenalina per lei era diventata come una droga. Si sentiva una vampira in cerca di sangue giovane.

Ogni qualvolta finiva l’appuntamento sentiva un senso di vuoto che la portava a rifarlo.

Erano le 9 e la tavola era imbandita, per quella sera aveva preparato il polpettone, come quello che gli aveva insegnato a fare la nonna, per accompagnarlo aveva comperato al supermarket sotto casa un vino rosso d’annata, non se ne intendeva ma così gli avevano consigliato.

Din-dong. Era arrivato, si avviò alla porta in vestaglia sexy semi trasparente, sotto portava solo un paio di mutandine bianche come il cielo dove l’avrebbe portato.

Aprì la porta e un uomo giacca nera apparve sulla soglia. La prima cosa che la colpì fu il cappello nero stile anni della ‘20 mafia italo americana.

“È un piacere vederla dal vivo” ed effettivamente lo era, lo sguardo si bloccò sui seni tondi, si intravedeva che non portava il reggiseno, e quelle due bombe che lo avrebbero portato alla morte stavano su comunque.

Alzò lo sguardo da quella meraviglia e si accorse che lo aveva beccato, con quei bellissimi occhi lucenti.

Non poté far altro che distogliere lo sguardo “dove posso poggiare il cappotto?” chiese con la voce che gli tremava come le gambe.

“Lasci, faccio io” con un movimento sensuale gli passò le braccia al collo, sfilandogli la giacca, i seni gli sfiorano le mani.

Mentre lei andava verso l’attaccapanni pensò che non sarebbe  riuscito a mangiare. Comunque si accomodò a tavola.

Dopo due chiacchiere qualche boccone pesante da mandar giù e un bicchiere di vino riuscì a rilassarsi.

La conversazione scorreva veloce come le lancette dell’orologio sul muro alla sua destra.

La cena era finita e anche la prima bottiglia di vino, “che facciamo, apriamo anche la seconda?”

Lo sguardo di lei lo folgorò “no, questa è per me, la berrò dopo, quando lei sarà andato. Mettiamoci sul divano a continuare la conversazione.Di cosa stavamo parlando?”

Mentre si sedeva si accorse che non ricordava ” ho perso il filo del discorso, colleziona qualcosa?”

Si accorse velocemente che la domanda l’aveva messa in imbarazzo e non poco “fa niente, comunque si! colleziono qualcosa, ma questo non mi sembra il momento, dopo le farò vedere”  per non destare sospetti riguardo alla domanda gli cinse il braccio intorno al collo.

Il profumo che sprigionava la scollatura era ancora meglio del vino, e non riuscì a resistere. Gli accarezzò il seno e lei subito si lasciò andare.

Il vino stava facendo effetto e la stanza cominciava pian piano a roteare, lei si tolse la vestaglia e con in dosso solo le mutandine gli fece segno di seguirlo.

Si alzò dal divano a fatica, era come se avesse il paraocchi, vedeva solo in avanti, i lati erano offuscati, sul letto sdraiata c’era lei, si lanciò al suo fianco.

“Facciamo un gioco?” lo guardò con uno sguardo da psicopatica e delle manette luccicanti nella mano destra.

“Certo”  come poteva resistere, in pochi minuti era legato alla testiera del letto, e lei si allontanò.

“Arrivo subito, vado a prendere una cosa.”

Legato al letto non poteva credere che un appuntamento al buio rimediato su internet lo avrebbe portato ad andare con un simile splendore, gli spuntó un sorriso enorme a 32 denti, ma durò veramente poco quando vide sulla soglia la donna con un’accetta. Spostò lo sguardo di lato e si accorse con raccapricciante sorpresa cosa collezionava la donna. Non ebbe tempo per riflettere che la testa gli rotolò sotto il letto.

La vasca da bagno era piena del sangue di lui e lei comodamente adagiata dentro era intenta a finire la seconda bottiglia di vino meditando sul prossimo incontro.

 

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Discussioni

  1. beh La lettura del mio primo lab mi ha affascinata. Mi è piaciuto. Mi ha intrigato tanto. Anche se donna, mi ha ricordato sul finale Il governatore di The walking dead che ho amato/odiato per tutta la sua “esistenza”. La tua mantide è un’adorabile psicopatica. Bravo. 😀

  2. Anch’io ho avvertito la tensione fin dalle prime battute. Mi chiedevo: cosa mai accende l’entusiasmo di questa bella signora? Il tuo racconto mi ha tramesso la sua “fame”, non vedevo l’ora di comprenderne la natura. Bravo!

    1. Eppure, il titolo avrebbe potuto darmi un buon indizio… 😉

    2. non saprei magari si sentiva sola.
      o ha un passato di delusioni
      o è semplicemente un assassina
      scegli tu.. 🙂