La materia degli incubi

Serie: La Buonanotte di Caino

Siete condannati.

In cuor vostro lo sapete, anche se fate finta di niente.

Siete una biglia di vetro, lanciata a tutta velocità lungo il piano inclinato dell’estinzione.

Non guardate in alto, i meteoriti non c’entrano, e non è nemmeno questa cosa del surriscaldamento globale.

Non dovrete aspettare che gli oceani si asciughino o che si spenga il sole.

Anzi, se vogliamo dirla tutta siete già in ritardo: avrebbe dovuto accadere molto tempo addietro.

L’essere umano è uno scherzo di Natura o, se siete credenti, un errore di valutazione del Padre Nostro. 

Più lenti delle vostre prede, più deboli dei predatori.

Niente zanne, né artigli, nessuna corazza, né carapace; fate schifo ad arrampicarvi sugli alberi e imparate a nuotare tardi e in modo goffo.

Il mondo non è mai stato posto per voi, eppure siete arrivati sin qui, al punto di credervi la razza dominante.

Come è accaduto?

Credeteci oppure no, è tutto merito della gentilezza.

Della solidarietà.

DI quella cosa che sentite dentro quando vedete un vostro simile star male o essere in pericolo, quel giro di vite nello stomaco. 

Tutto qui.

Siete sopravvissuti a un ambiente ostile stando insieme, aiutandovi gli uni con gli altri.

Avete inventato questa cosa chiamata famiglia e ne avete fatto il mattone su cui edificare ogni altra conquista: avete iniziato con le tribù e finito con gli imperi.

Siete stati bravi, ma più avanzavate, lungo la catena alimentare, più quella strana parola cominciava a sembrarvi inutile, persino dannosa.

Ve la siete mangiata, la solidarietà, assieme a tutto il resto.

A poco a poco, siete diventati l’uno il contrattempo dell’altro.

Quella meravigliosa qualità, incisa nei vostri neuroni specchio, che vi aveva donato l’empatia e l’amore, l’avete barattata per qualche metro cubo di muri, per confini solidi e conti blindati.

Vi siete scordati tutto.

Ricordate solo quando è tardi, sul letto di morte, riunite in tutta fretta le persone per le quali dovreste contare qualcosa e vi scambiate parole di perdono.

Forse per questo i vostri sogni mi affascinano.

Gl’incubi, soprattutto, quelli che vi lasciano con la gola secca e ghiacciai di sudore sulla pelle.

Quelli che gli analisti vi dicono di annotare su un diario.

Forse non ci crederete, ma nessuno ha ancora davvero capito perché li avete, gli incubi.

Alcuni dicono che sono manifestazioni dei conflitti inconsci, per altri sono pure collisioni neurochimiche.

La teoria che preferisco è quella secondo cui dipende dal fatto che avete mangiato pesante.

Credo sia quello il problema: mangiate pesante, voialtri, e mentite pesante.

E tradite pesante.

E voltate le spalle al prossimo, pesante.

E’ pesante tutto quello che decidete di fare o di non fare.

Quando cala la notte, digerite tutto lo schifo che vi siete fatti l’un l’altro e ruttate incubi che infestano l’aria per un po’.

Poi vi svegliate e ricominciate daccapo.

Dovesse mai esistere un incubo abbastanza appiccicoso da restarvi attaccato addosso per sempre, forse quello sarebbe il momento in cui comincereste a svegliarvi sul serio.

Perché da qualche parte ce lo avete ancora, quel prurito di amare.

Se solo non fosse così tardi…

Serie: La Buonanotte di Caino
  • Episodio 1: Selezione naturale
  • Episodio 2: Il domani in tasca
  • Episodio 3: La materia degli incubi
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

    1. Martina Del Negro

      Mi piace molto il tuo stile: duro, forte, senza pietà. Geniale la trovata di far parlare il personaggio come fosse al di sopra di tutti e, al contempo, in mezzo a noi. È il demone che ci sputa in faccia le verità che tentiamo di seppellire, quello che ci fa vergognare di essere come siamo. Mi è arrivato dritto nella coscienza e, ti giuro, mi ha fatta sentire un po’ in colpa!

    2. Ferdinando Salamino Post author

      In realtà qui ho cucito assieme due micro-storielle che all’inizio erano distinte, forse la disarmonia che percepisci può dipendere da quello.

      Ho scritto due romanzi, di genere Noir.
      Il primo, “Il Kamikaze di Cellophane” è in pubblicazione con Prospero Editore, uscita prevista il 18 Aprile.
      Il secondo è al momento iscritto al concorso Dea Pianeta, poi si vedrà…
      Grazie per continuare a seguirmi!

    3. fpalexlamarca

      Questo pezzo lo trovo meno musicale degli altri, forse perché hai voluto trasmettere una certa rabbia. Non so, non essendo un esperto, provo a dirti ciò che mi trasmette una storia. Comunque sempre in gamba. Ottimo. Aspetto il prossimo.
      Che romanzi hai scritto?

      1. Ferdinando Salamino Post author

        In realtà qui ho cucito assieme due micro-storielle che all’inizio erano distinte, forse la disarmonia che percepisci può dipendere da quello.

        Ho scritto due romanzi, di genere Noir.
        Il primo, “Il Kamikaze di Cellophane” è in pubblicazione con Prospero Editore, uscita prevista il 18 Aprile.
        Il secondo è al momento iscritto al concorso Dea Pianeta, poi si vedrà…
        Grazie per continuare a seguirmi!