
La mia dolce Clara
Serie: Del mio racconto di amore e amicizia per Camilla
- Episodio 1: La professoressa Camilla Mordelli
- Episodio 2: Io, Marta Zaia
- Episodio 3: La mia dolce Clara
- Episodio 4: Pomeriggi
- Episodio 5: Disegni a matita
- Episodio 6: Cartelle colorate
- Episodio 7: L’invito
- Episodio 8: Batte così forte
STAGIONE 1
L’ora di Disegno e Storia dell’Arte fu l’ultima di quel lunedì molto emozionante. La prossima volta sarebbe stata venerdì, alla prima ora. Martedì, mercoledì e giovedì; tre giorni avrei dovuto aspettare prima di rivedere la mia amata professoressa. O forse aveva altre classi e magari l’avrei rivista per i corridoi della scuola, durante qualche cambio dell’ora?
Martedì, mercoledì e giovedì; pensavo a quei tre giorni quando uscii dalla scuola con la voglia di saltellare come un passero gioioso, che zompetta qua e là prima di prendere il volo, disegnando traiettorie stravaganti e imprevedibili nel cielo. Non pensare a niente, ma lasciarsi guidare dall’istinto, andare ora da una parte ora dall’altra, oppure fermarsi e osservare un albero che ti sembra il più bell’albero mai visto prima. Sentire che tutt’intorno si rinnova ed è meraviglioso ai propri occhi come non lo è mai stato prima.
Pensai più volte al suo nome. Giocai con le lettere che lo componevano, divertendomi ad associare a ogni lettera il profumo di un frutto, o di un cibo goloso o di un fiore.
Cioccolata
Arancia
Miele
Iris
Lavanda
Lime
Albicocca
C… A… M… I… L… L… A
Il suo nome era composto dal giusto numero di lettere, non era né breve né lungo, e suonava armonioso quando lo si pronunciava. Il mio invece aveva poche lettere, era corto, quasi insignificante. Pensai a quelle due lettere in mezzo la R e la T, le trovai odiose.
I rischi dell’innamoramento. Inizi a sentirti inadeguata, non all’altezza. Del nome, tanto per cominciare, nel mio caso.
Arrivata a casa, come ogni giorno dopo la scuola, ad aspettarmi c’era la mia dolce Clara. Trovavo sempre la tavola apparecchiata con cura e il pranzo già pronto e servito. Clara aspettava sempre che mi sedessi io per prima, poi prendeva posto lei. Prima di iniziare a mangiare chiudeva gli occhi e sussurrava, credo, parole di gratitudine nella sua lingua madre. Sollevava poi il volto verso l’alto, sempre con gli occhi chiusi, e concludeva la preghiera con un solenne Amen. Io non pregavo o ringraziavo per il cibo. Clara non me lo avevo mai insegnato o detto che si dovesse fare. Pregava lei da sola, per brevi secondi per non essere invadente. Io semplicemente attendevo rispettosa, la guardavo e godevo di quel momento così intimo, mentre il profumo del cibo stuzzicava il mio appetito.
“Oggi a scuola abbiamo conosciuto la nuova professoressa di Disegno e Storia dell’Arte” dissi dopo aver gustato i primi bocconi del pranzo. Sentii il bisogno di condividere la mia gioia. Avevo voglia di parlare, desideravo essere ascoltata. E chi meglio di Clara poteva prestarmi attenzione.
“Ah, bene. Sarai contenta, finalmente riprenderai a seguire quella materia che ti piace tanto, vero?” mi sorrise.
“Si, Clara, finalmente. Disegno e Storia dell’Arte è la mia materia preferita” confermai.
Clara non disse niente. Intuì, credo, che sentivo la necessità di parlare ancora, solo io. E così fu, continuai a raccontare.
“E’ molto giovane e bella e ha un modo di fare così elegante. Pensa che siamo rimasti tutti incantati da come si è presentata. La sua voce è così coinvolgente, quasi ipnotica. Persino i miei compagni maschi sono rimasti in silenzio durante tutta l’ora mentre ci parlava.”
“Sono contenta per te, mio amor” mi disse accarezzandomi il polso che era appoggiata sul tavolo. Mi guardò con i suoi occhi neri e profondi, nei quali da quando ero nata, avevo sempre trovato conforto e rifugio. Ricambiai il suo dolce sguardo e strinsi forte la sua mano.
Clara era consapevole che la sua attenzione e il suo amore nei miei confronti non potevano essere come quello di una madre che ama sua figlia. Avevo sempre percepito il suo affetto nei miei confronti come misurato, alcune volte anche distaccato, ma non perché non mi volesse completamente bene; credo più perché voleva che non la percepissi come una figura simile ad una madre, se non addirittura come una madre stessa. Clara non mancò mai di sostenermi, ma mai si permise di invadere uno spazio che non poteva essere il suo. Ed era giusto così, perché la sofferenza che provavo per non essere amata da una madre, e mi faceva rabbia non poter dire da mia madre, perché mai l’avevo conosciuta, non poteva essere sostituita o sublimata. Era una condizione che avrei dovuto accettare, per tutta la vita.
Finimmo di pranzare e Clara si alzò per sparecchiare. Mi offrii per aiutarla. Ogni tanto ci provavo.
“Clara, lascia stare, sistemo io. Tu vai pure.”
“Piccina mia, tuo padre mi paga per fare questo lavoro. Tu sei una studentessa, devi solo pensare a studiare e a divertirti” disse mentre già iniziava a sistemare i piatti nella lavastoviglie.
Come capitava spesso, riusciva a commuovermi quando mi parlava così. Mi alzai e la cinsi da dietro in un forte abbraccio.
“Clara, grazie per esserci, sempre” le sussurrai con gli occhi umidi.
“Va tutto bene. Ci sarò sempre per te” mi rincuorò con la sua voce che sentii tremante, ma piena di amore. La strinsi ancora una volta, sentendo tutto il suo calore avvolgermi.
Poi la lasciai andare. Completò le sue faccende e si avviò verso l’uscita. Mi salutò con la mano, in silenzio, senza voltarsi. Capii che si era commossa anche lei.
“A domani Clara, ti voglio bene.”
Serie: Del mio racconto di amore e amicizia per Camilla
- Episodio 1: La professoressa Camilla Mordelli
- Episodio 2: Io, Marta Zaia
- Episodio 3: La mia dolce Clara
- Episodio 4: Pomeriggi
- Episodio 5: Disegni a matita
- Episodio 6: Cartelle colorate
- Episodio 7: L’invito
- Episodio 8: Batte così forte
Molto bravo!!! Lineare e pulito, scorrevole come un torrente primaverile, allegro e musicale.👏👏👏
Ciao Francesco, davvero molto scorrevole. Questo formato “breve” si lascia leggere con piacere e resto in attesa delle evoluzioni della trama. Un saluto!
Grazie Tiziano. Contento che tu abbia trovato le prime tre serie interessanti. Spero di non deludere con il seguito.
Belle le descrizioni, evocative e coinvolgenti. Riesci a comunicare molto le bene le sensazioni e le emozioni della ragazza.
Mi piacciono tantissimo queste figure femminili che si avvicendano nella vita di Marta. Descrivi molto bene, attraverso di loro, il senso di vuoto dato dall’assenza della madre e il bisogno di colmarlo.
Confermo le impressioni positive che avevo avuto nel leggerti: bello anche questo terzo episodio e magnifico come descrivi l’innamoramento.