La nuova battaglia

Serie: Il cavaliere avventuroso


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Paperone sopravvive nonostante tutto

Nord Italia, anno Domini 1301

«Ci fa piacere».

Paperone Castiglioni accolse quelle parole senza battere ciglio.

«Mi sembra che tu non sia molto felice della tua scelta» osservò il comandante dei gonfalonieri.

«Certo che no. Sono un traditore» ribatté.

«Certo, ma adesso combatti per la giustizia».

Paperone alzò gli occhi al cielo.

Per il secondo giorno di fila, o forse era soltanto l’ennesimo, gonfalonieri e ruscatesi si sarebbero affrontati per le acque del Piccolo Olona. A Paperone non interessava molto la sorte del conflitto, al massimo che gli restituissero il suo feudo.

Adesso che gonfalonieri e ruscatesi si fronteggiavano, fino a un attimo prima in silenzio, adesso iniziarono a insultarsi e i nemici, senza più trattenersi, si lanciarono all’attacco con delle urla.

I gonfalonieri li fronteggiarono con picche e lance che si spezzarono e scoppiò il corpo a corpo.

Paperone, che era stato unito alla piccola forza di cavalleria, esitò.

Vedendo i commilitoni muoversi, li seguì.

Anche i cavalieri si diedero alla guerra.

Ora, era tutto un caos e Paperone si batté agitando la spada. Come il giorno prima, la bagnò di sangue. E trovò curioso che i gonfalonieri non si fossero fatti scrupoli ad accoglierlo. Avrebbero anche potuto credere che fossi una spia di Ruscate, pensò.

Si batté e dopo aver spiccato una testa e il destriero aveva calpestato a morte un paio di miliziani, notò là, in fondo allo schieramento avversario, una giovane che gli pareva famigliare.

Era la giovane che aveva salvato dalle molestie la sera prima.

Senza più curarsi della battaglia in corso, Paperone le venne incontro: «Che ci fai qui?».

Lei lo guardò un attimo, poi capì di chi si trattava: «Ti devo ringraziare?».

«Saresti dovuta scappare con me».

«No. Ruscate è la mia casa, e poco importa se i miei amici mi trattano in questo modo».

«“Tuoi amici”? Quelli non sono amici, visto come ti considerano. Come una…».

«Non importa. Sono miei amici. E tu non devi criticarli. Non osare». Quasi, avrebbe mostrato una lingua biforcuta. Quasi.

Paperone non la uccise perché era migliore dei suoi persecutori, allora vide arrivare gli “amici” della ragazza:

«Ti sta maltrattando?».

Paperone riconobbe la voce del capo dei molestatori.

«Sì, mio salvatore. Fa’ qualcosa» scoppiò in un pianto.

Paperone rimase sbigottito, andò via. Che quella giovane subisca la sorte che merita.

Serie: Il cavaliere avventuroso


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