La palude maledetta

Serie: Il viaggio dell'eroe

Jeanpuc si svegliò di soprassalto tutto sudato.

– Che incubo terribile che ho avuto – si lamentò mentre usciva. Fuori la notte era serena e stellata e lì, sull’erba, era seduto Pegáso. Guardava l’orizzonte.

– Domani mi aspetta una lunga giornata, la montagna del maestro non è vicina. Tu vieni con me? – disse Jeanpuc.

– Va bene – rispose Pegáso senza esitazione.

– Ti ringrazio per oggi. –

– Di niente. –

Dopo un minuto di silenzio Jeanpuc riprese. – Ma tu come fai a parlare? –

– Con la bocca – ribatté Pegáso, ridendo.

– Come sei spiritoso, un cavallo giullare – disse Jeanpuc.

– La verità… – e Pegáso prese a narrare – è che sono un mezzosangue, figlio di una femmina di unicorno. Mia madre fece l’unico sbaglio di innamorarsi perdutamente di un cavallo stallone che si ingroppava tutte le cavalle che incontrava. E siccome era ai confini della nostra magica foresta, lo fece entrare e dalla loro unione sono nato io. Non sono però stato accettato dagli altri, come mia madre invece ha fatto con tutto il suo amore. Un giorno dimostrerò gli altri unicorni che sbagliano sul mio conto. –

– E tu invece? –

– Io sono principe di un regno chiamato Arville, purtroppo è stato preso da un guerriero stregone potentissimo e, nonostante le mie abilità, mi ridurrebbe in cenere in un instante come nel mio incubo – Stette brevemente in silenzio, sospirò e riprese. – Solo uno dei dodici maestri mi potrà aiutare, in questo caso quello del Gallo di fuoco, che una notte passò di qui e ci chiese se volevamo poi diventare suoi allievi. Ora come ora sarebbe un suicidio affrontare il guerriero stregone. Per catturarlo, l’ultima volta sono state sacrificate molte vite, e mi domando come mai – E così dicendo digrignó i denti e strinse una mano in un pugno – Che sia libero di nuovo. –

Jeanpuc e Pégaso parlarono tra di loro sino a che albeggiò, allora salutarono i loro amici e partirono. Pegáso, essendo per metà cavallo stallone, correva veloce come il vento.

– Non ti fermerai anche tu ogni volta che vedi una cavalla come tuo padre? –

– Spiritoso, dal morir dal ridere. – rispose Pegáso.

– A proposito, non ti ho chiesto una cosa – disse Jeanpuc – Cosa facevi vicino alla grotta degli orchi? –

– Mi ero fermato – spiegò il cavallo – Avevo visto un gruppo di miei simili che pascolavano… – Jeanpuc fece un sorrisetto – …e così mi sono fermato anche io. Sapevo inoltre che si erano già mangiati un cavallo, quei mostri. Ci stavamo per spostare, quando ho visto te che andavi contro gli orchi. Due giorni prima avevo visto rapire il tuo amico, e così ho aspettato e ho fatto bene – spiegò ridendo.

– Oltre a essere un gran chiacchierone – disse Jeanpuc sorridendo – hai qualche potere? –

– Parlare con gli umani e gli animali. –

Nel frattempo arrivarono alle paludi dei miasmi infernali.

– Se non stiamo attenti – disse Jeanpuc – la nostra avventura rischia di finire ancora prima di iniziare. –

– Dobbiamo sbrigarci a uscire da queste paludi, c’è una puzza incredibile – osservò l’elfo – mi ricordano tanto i tuoi peti – si rivolse a Pegáso ridendo.

– Perché tu mangi saponaria, no? – ribatté l’altro.

Pegáso correva per uscire il più velocemente possibile da quella palude, ma a un certo punto sentirono un rumore in lontananza avvicinarsi sempre di più.

– Che accade ora? –

Un’enorme bestia simile a un cinghiale gigante, con enormi zanne, avanzava verso di loro furiosamente.

– Oh no – disse Jeanpuc – come se non ci bastasse questa latrina di palude, pure questo ci mancava! So anche che è molto pericoloso, le zanne e il respiro sono impregnate di un veleno potentissimo. Dividiamoci e cerca di distrarlo – disse Jeanpuc.

– E con cosa, con una barzelletta? – rispose Pegáso.

I due amici si misero ai lati della bestia, che dalla bocca vomitava una sorta di fumo verde e nauseabondo. Pegáso saltava di qua e di là, mentre Jeanpuc cercò di colpirlo; ma la bestia, che non era poi così stupida, parava tutto con le sue poderose zanne.

A un certo punto Pegáso venne ferito da una delle zanne, così l’elfo si distrasse quel tanto che bastò per prendersi in pieno il soffio mefitico dell’orrida bestia. Tutti e due erano avvelenati ora, e i loro sensi cominciarono pian pianino a scemare.

Jeanpuc e Pegáso si guardarono negli occhi e il primo gli fece un segno con la mano, allora il cavallo cominciò a saltare urlando alla bestia: – Fammi vedere come mi colpisci con quell’alito puzzolente! –

Quest’ultimo caricò per un attimo il suo alito aprendo la bocca quel tanto che bastò da ritrovarsi una palla di fuoco dritto in gola. Saltò per aria e, quando ricadde a terra, Jeanpuc gli trapassó il cranio ammazzandolo definitivamente.

– Stai bene, amico mio? –

– Un po’ confuso, ma bene. –

– Corriamo allora al primo villaggio a cercare dell’erba contro il veleno, sennò moriremo nel giro di poco tempo. –

Con questa nefasta prospettiva, Pegàso corse veloce come il vento e nel giro di poco tempo stavano quasi raggiungendo la fine di quella palude mortale. Tuttavia, con i colpi inferti dal cinghiale e i miasmi della palude i due amici avevano i sensi sempre più ottenebrati, data la confusione. Usciti dalla palude, mentre percorrevano una strada stretta, il terreno sotto di loro cedette all’improvviso e si trovarono in un grande fosso. Erano caduti in un’imboscata, da sopra spuntarono degli orchi.

– Bene bene – disse uno di loro – il cavallo lo squartiamo, quello lo spogliamo, e poi ce li mangiamo. –

I due erano troppo confusi per reagire.

– Scendete e ammazzateli. –

Serie: Il viaggio dell'eroe
  • Episodio 1: Jeanpuc, l’elfo senza Terra
  • Episodio 2: Un amico da salvare
  • Episodio 3: La palude maledetta
  • Episodio 4: Nuovi incontri
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Giovanni, l’ironia la fa da padrona! Penso che la tua serie possa essere letta anche da bambini, si divertirebbero un mondo. Eleggerebbero Pegàso loro paladino! Pensaci. Per ora, non mi resta che attendere di scoprire cosa accade ai tuoi “annebbiati” eroi 😉

      1. Giovanni Pignataro Post author

        Grazie, è un idea da non sottovalutare essere letta anche dai più piccoli, appena potrò metterò il nuovo capitolo.

    2. Antonino Trovato

      Giovanni, hai proprio creato una bella coppia, con loro due non ti annoi mai! Sta venendo su proprio un bel racconto, tra il serio e il faceto, un fantasy un po’ pazzerello e fuori dai soliti schemi! Mi piacccce!!! Attendo le prossime tragicomiche avventure del tuo Jeanpuc e del suo fido Pegaso!