La Pianura del Pianto

Serie: Storia di un personaggio secondario


“Da quanto fate questa vita?”

Stavano camminando da giorni oramai, immersi fino alle caviglie in una poltiglia di fango e foglie morte. Il caldo appiccicoso faceva venir voglia di strapparsi i vestiti da dosso, i nugoli di insetti furiosi faceva desiderare di ricucirseli al più presto. I dolci pendii della Vallata della Fine erano scomparsi quasi subito mentre risalivano il corso del Fatal Flow, in favore di una foresta fitta e impenetrabile.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo l’attentato al Ministero della Trama, Alfred fugge spaventato. I suoi passi lo riconducono dagli Antagonisti, che lo porteranno alla mitica Vallata della Fine dove le sue sicurezze sulla società perfetta del Narratore cominciano a vacillare

Strega, che guidava la spedizione, stava creando la strada tra la vegetazione. Alfred trovava affasciante la facilità con cui recideva liane grosse come braccia a colpi di machete. E anche inquietante.

“Non siete di molte parole, eh?” disse rivolto a Scagnozzo alle sue spalle.

“E’ una domanda stupida” rispose Strega.

“Sono giorni che vi seguo e non mi avete detto una sola parola su dove stiamo andando. Scusa tanto se il mio tentativo di conversazione non stimola abbastanza la tua intelligenza.”

“Dovresti ringraziare di essere vivo” disse.

“Eh no, adesso mi sono stancato.”

Alfred si fermò di colpo, sorprendendo Scagnozzo che lo urtò mandandolo a terra.

Si rialzò furente, era cosciente che la faccia sporca di fango e le foglie morte tra i capelli abbassassero l’impatto della sua rabbia, non se ne curò. “Non devo ringraziare proprio nessuno. La mia vita era perfetta, stavo per diventare un Co-prot. Avete fatto a pezzi la mia storia e dovrei anche essere riconoscente? Forse dovrei anche dispiacermi di non essere abbastanza acuto?”

“Non stavi per diventare Co-prot” disse Strega senza scomporsi. “Ti volevano cancellare.”

“Menti. D’altra parte è questo che fate voi Antagonisti, non è vero? Riempire il cervello di bugie.”

“Pensala come vuoi. Non cambia la realtà dei fatti. Stavi per essere cancellato.”

“Non è possibile, io ho sempre seguito le regole. Rispetto l’Intreccio, non ho mai spento il cellulare. Cosa ne sa una che vive da selvaggia?”

Strega si avvicinò al suo viso, lo fissò con una tale rabbia che per un attimo Alfred fu sicuro di essere diventato un rospo. “Quante volete hai fatto la richiesta?”

“Una decina, perché?”

“E quanto ci hanno messo a risponderti?”

“Un anno, a volte qualche mese di più.”

“E l’ultima volta?”

“Due settimane” disse sussurrando.

“Hai mai conosciuto, o anche solo sentito, di qualcuno a cui era arrivata la risposta tanto in fretta?”

“No, non mi sembra…”

“Appunto” lo freddò Strega, poi si voltò e riprese ad accanirsi sulla vegetazione. Alfred ebbe il macabro sospetto che quei colpi avrebbe voluto indirizzarli a lui.

Ripresero il cammino in silenzio, Alfred aveva un sacco di domande che gli ronzavano dentro la testa. Il che da una parte era un bene, perché lo distraevano dalle zanzare che gli ronzavano fuori dalla testa, ma di contro lo riempivano di incertezza.

“Non ho detto che sei stupido” disse Strega rompendo il silenzio. “Ho detto che la domanda era stupida.”

Alfred intontito dai ronzii interni ed esterni rispose con un mugugno.

“Non abbiamo scelto di essere così. Ce lo ha imposto il Narratore. È questo che fa, toglie il libero arbitrio. Visto che ci ha voluti cattivi, noi gli stiamo solo dando ragione.”

Per la prima volta in vita sua si immaginò come poteva essere nascere con il marchio di cattivo e non poter fare nulla per toglierselo di dosso. Aveva accettato il suo ruolo di Secondario perché alla fine non era così male. Avrebbe potuto nascere Comparsa o addirittura, che l’Intreccio non volesse, un Antagonista. Comprese che avere determinati privilegi non era questione di merito. Tutto dipendeva dalla fortuna, o peggio, dal capriccio del Narratore.

“Sì, capisco il tuo punto di vista. Ma io cosa c’entro? Io non sono uno di voi. Il Narratore non ha nulla da temere da me.”

Scagnozzo alle sue spalle grugnì. Non riuscì a capire se fosse una risata o un rimprovero.

“Tu sei molto peggio. Tu sei colui che può decidere del suo destino. Sei l’Io Narrante.”

La risata di Alfred rimbombò alta tra i rami frondosi, uno stormo di uccelli colorati e dal becco enorme volò via, gridando infastidito.

“Non dirai sul serio. La Prima Persona non esiste.”

Strega smise per un attimo di infierire sulla vegetazione. “Fino a ieri non credevi nemmeno all’esistenza della Valle della Fine.”

Alfred rimase di nuovo senza una risposta. Possibile che avesse ragione? Quei farabutti lo stavano soltanto prendendo in giro o davvero erano così ingenui da credere a un mito? All’esistenza di un essere che fosse personaggio e narratore insieme, un semidio dai poteri sovrannaturali?

Qualsiasi cosa pensassero erano armati e folli, conveniva che continuassero a crederlo. Almeno per il tempo che gli sarebbe servito per riuscire a fuggire.

“Quindi, qual è il piano?” domandò.

“Raggiungeremo il Santuario del Tempo dove reclamerai i poteri dell’Imperfetto. Poi ci aiuterai a rovesciare il regime del Narratore.”

“Ah, facile. Chissà che mi credevo. Saremo a casa per cena.”

Scagnozzo grugnì ancora, stavolta fu quasi sicuro si trattasse di una risata.

“Non fare lo spiritoso, per raggiungere il Santuario dobbiamo attraversare quello.”

Strega indicò con la punta del machete due torri grigie e diroccate, che sbucavano dal tetto della foresta.

“Cosa sarebbe?” chiese Alfred.

“Lo vedrai.”

La foresta finì dopo circa un’ora di cammino. Non diradò in maniera graduale, la vegetazione terminava di colpo. Come se gli fosse stato proibito di andare oltre da un incanto. I grossi tronchi si interrompevano a ridosso di una distesa pianeggiante di erba morente, al centro della quale sorgeva un vecchio castello con due torri diseguali.

“Eccoci alla Pianura del Pianto” disse Strega.

“Chi ci vive lì?”

“Nessuno” rispose l’Antagonista, Scagnozzo l’aveva affiancata. Alfred vide i suoi grossi bicipiti contrarsi dal nervosismo. Aveva estratto una pistola semi automatica.

“Ci sono molte presenze lì dentro” continuò Strega. “Ma nessuna di loro è viva veramente. Sono entità antiche e potenti. La loro non vita è tormentata da sogni infranti e speranze disilluse. Vagano su questo mondo alla ricerca di personaggi da ghermire e imprigionare in storie mediocri. Noi li chiamiamo gli Esordienti. Furono loro ad erigere questa fortezza, con lamentele e frustrazione. Il santuario si trova oltre il castello e noi dobbiamo riuscire a passare oltre.”

“Immagino che non basterà chiederglielo per favore.”

“Nessuno di quelli che ci hanno provato sono tornati per raccontarlo. Una volta che un Esordiente ti prende, non c’è scampo.”

“Voi siete armati, non possiamo sbarazzarci di loro? O sono forse immortali?”

“Possono essere uccisi, ma sono una moltitudine. Per ognuno che viene eliminato ne spuntano di nuovi e più agguerriti, sembrano non finire mai. L’unica nostra speranza è distrarli.”

“In che modo?”

“Vedi la Torre a destra? La chiamano la Torre della Lettura è sempre vuota non c’è mai nessuno, quella a sinistra la Torre della Scrittura è piena zeppa.”

“Allora è facile passiamo da destra…Ahia”

Mentre Alfred si massaggiava la testa, l’Antagonista continuò.

“L’unica uscita è a sinistra. Noi dovremmo riuscire a far spostare di là tutti gli spiriti.”

Alfred stava per chiedere come, ma desistette. Un bernoccolo era più che sufficiente.

“Gli Esordienti amano la carta, gli ricorda la loro illusione. L’unica forza che li tiene attaccati a questo modo. La conservano nella sala principale e la adorano come un Dio. Basta che ti intrufoli lì dentro, ne prendi qualche rotolo e la porti nell’altra torre. Loro ti seguiranno, sentono l’odore di carta da chilometri.”

“Rotoli?” chiese Alfred.

“Si, il formato della carta varia secondo le capacità dello spettro. Quella degli Esordienti è in rotoli.”

“Ma come faccio a entrare se lì, è pieno di quei mostri?”

Strega non rispose, fece qualche passo in avanti e portò entrambe le mani alla bocca.

“Ehi” urlò. “Il vostro stile è sciatto e la storia scopiazzata.”

Non successe nulla.

“La trama incongruente.”

Ancora nulla.

“I dialoghi scialbi.”

D’improvviso il castello esplose, una tempesta di anime disperate si riversò all’esterno. Vomitate da ogni finestra, da ogni anfratto. Visi e occhi si confondevano in un nugolo di tristezza e lamenti.

Scagnozzo grugnì, Alfred capì al volo. Era il momento di andare.

Mentre la nube avanzava verso Strega, la aggirò arrivando fino alla porta della torre, il portone era divelto e i cardini rosi dal tempo. C’era un solo corridoio buio e claustrofobico come un incubo.

Lo percorse senza voltarsi indietro, sicuro che se lo avesse fatto tutto la sua forza di volontà sarebbe sparita. C’era una stanza alla fine dal camminamento, era ampia e illuminata da decine di candele. Le fiamme tremolanti rischiaravano un altare in pietra con sopra una piramide di rotoli candidi, dall’aspetto soffice. Silenzioso scivolò dietro quell’idolo cartaceo e iniziò ad afferrare quanti più rotoli possibile.

Mentre si avviava verso l’uscita, con la sensazione che tutto fosse andato troppo liscio, una mano gelida si chiuse sulle sue caviglie.

“Leggimi” mugolò l’essere a terra. Il viso scarnificato lasciava intravedere le ossa del cranio, dove scarafaggi e chissà quali altre schifezze si dimenavano. “Leggimi, ti prego.”

Il freddo si impossessò del suo cuore e in quel momento fu sicuro che la sua vita fosse nient’altro che uno sciocco susseguirsi di metafore scadenti. Lottare era inutile. Tanto valeva lasciarsi andare a un finale senza carattere.

Serie: Storia di un personaggio secondario


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Discussioni

  1. Ahahah, io sono il peggiore degli Esordienti! Muahaha.
    Questa serie è sempre più “fuori di testa”, in senso buono.😃
    Alcune trovate sono geniali. Avanti così, Alessandro.😎💪

    1. Ciao Dario, grazie mille per aver letto e per aver apprezzato.
      Secondo me c’è solo un senso buono per “fuori di testa” :-.p
      Alla prossima

  2. Ale questa serie più che va avanti e più è surreale, ben scritta, diverte e anche coerente nella sua stranezza. Il passaggio degli Esordienti mi ha fatto davvero sorridere, idea fantastica inserirli come le anime perse della storia, bramosi di essere letti… e l’altra torre, quella della lettura deserta? 😂
    Bravo 👏

    1. Ciao Micol, sei sempre troppo buona con me, ma ti ringrazio.
      Mi piace giocare con le parole e le storie e a volte prenderci tutti in giro. GRazie per averl letto e commentato.
      Per tutto

  3. Ritorno sul commento.
    Questo racconto è geniale e scritto senza alcun cedimento di ritmo. Difficile da fare. Il finale è degno di tutta la costruzione. Chiedo scusa, non ho fatto attenzione (non mi è interessato) a capire se le parti della serie fossero congrue al Lab.
    Ribadisco che qui io ho trovato una narrazione diversa dalle altre tue che ho letto qui. Fossi in te terrei in considerazione questa serie. Complimenti e grazie per la lettura, interessante.

    1. Grazie a te, per aver dedicato tempo alla lettura di tutti gli episodi e per i commenti. Devo dire che quando scrivo favole ho uno stile leggermente diverso, forse per il pubblico a cui mi rivolgo, anche se su Open non ci sono bambini 😂😂😂
      Grazie ancora

    1. Ciao Davide, non ricordo se hai letto gli altri episodi, questo è il qarto di una serie, tutti legati al Lab del mese. Se ti va puoi dargli un’occhiata, per mantenere le giuste coordinate.
      GRazie per essere passato. Un saluto

    1. E’ l’Intreccio che ci guida. Grazie per aver letto il mio brano, se ti è piaciuto ti consiglio di leggere anche le puntate precedenti, in modo da comprenderlo meglio.
      Un abbraccio

  4. “Ci sono molte presenze li dentro” continuò Strega. “Ma nessuno di loro è vivo veramente. Sono entità antiche e potenti. La loro non vita è tormentata da sogni infranti e speranze disilluse. Vagano su questo mondo alla ricerca di personaggi da ghermire e imprigionare in storie mediocri. Noi li chiamiamo gli Esordienti. Furono loro ad erigere questa fortezza, con lamentele e frustrazione. Il santuario si trova oltre il castello e noi dobbiamo riuscire a passare oltre.”
    Plauso. Anzi, doppio plauso.

    1. Ciao Bio, grazie per aver letto il mio racconto. Se ti è piaciuto ti invito a leggere le puntate precedenti (ognuna legata all’argomento del Lab del mese) i modo da farti un’idea più completa.
      GRazie ancora. alla prossima

  5. Il castello degli esordienti con la torre di lettura deserta, la carta (rigorosamente igienica) adorata come idolo e il grido di battaglia “Leggimi” sono il genere di dettagli, geniali, che mi incollano a un testo: recupererò presto il resto della storia. Leggendo l’inizio del capitolo non capivo come potessi aver incluso il video dei rotoli in questa storia, invece è perfettamente coerente! Ti consiglio una rilettura, perché ci sono diversi, piccoli, errori di battitura. In ogni caso è piaciuto davvero tanto

    1. Ciao Berenice, che piacere trovarti qua sotto. Sono molto contento che la mia storia ti piaccia.
      Io li cerco i refusi, ma quei maledetti mi sfuggono. Se ne vedi qualcuno segnalamelo pure, mi fai un gran favore.
      GRazie ancora a presto