La più potente

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Non esiste un manuale che spieghi come comportarsi in caso di battaglia magica, ma se dovesse capitarvi di vedere centinaia di folgori liquide scagliarsi su una strega, voi non fatevi prendere dal panico e restate fermi o tornate sotto le coperte.

Juno arrivò saltellando e scendendo in mezzo a pareti crollate e strade dissestate.

«Ma avete fatto la pace? Che è successo?»
Guardava prima la sua nuova padrona e poi la causa di quel terremoto distruttivo.
«La strega nera. È arrivata Matilda.»
Nel pronunciare ad alta voce quelle parole Nadille venne travolta da una tristezza nostalgica che non riusciva a spiegarsi.
Dentro avvertiva un singhiozzo strozzato, le pareva che Nadine avesse ceduto allo sconforto, ma non per la paura di morire.
«Che hai Nadi? Cioè Vainilla… oh che gran casino.» Juno era in piena crisi.
«Dov’è Matil—» La cupola sprofondò in una voragine enorme che aveva inghiottito parte della strada e del marciapiede.
«Come non detto, eccola.» La furetta salì con destrezza sulla spalla di Vainilla.
Dal buco spuntarono una decina di strisce tentacolari simili a della stoffa nera, che si piantarono sul bordo del cratere per poter sollevare il corpo di una Matilda sorridente che veniva portata teatralmente come una Zenobia in parata trionfale in un finale alternativo dell’opera di Rossini.
«Oh, addirittura due streghette da divorare. Arriverei così alla cifra record di cinque Libri in mio possesso. Ciò significa che diventerei la strega più potente mai esistita. Ve ne rendete conto?»
A Ingrid saltò via il braccio sinistro all’altezza del gomito, insieme al suo enorme guantone corazzato che cadde a terra con il rumore di un incudine battuta da un martello da forgiatura.

«Merda secca!» grugnì scansandosi e tenendosi il moncherino sanguinante, la strega Spaccaossa non aveva proprio visto partire quel colpo, si rese conto solo dopo che non doveva guardare davanti a sé, ma rivolgere la sua attenzione a dove poggiava i piedi.
«I colpi arrivano da sotto!» Urlò alla nuova alleata.
Vainilla fece appena in tempo a creare dei cuscinetti d’aria sotto mani e piedi per potersi sollevare ed allontanare dalla zona pericolosa, che due lame d’ombra sbucarono dal marciapiede e tagliarono una grossa ciocca dei bellissimi capelli castano scuri e rossi, parte dell’anulare e l’intero mignolo della mano sinistra.
Il cielo intanto aveva assunto il chiarore di una spessa nuvolosità arrivata improvvisamente da oriente. Il vento aveva iniziato a rinforzare il suo moto, riuscendo a spostare la terra più sottile e sollevando cartacce e foglie secche che avevano iniziato a danzare attorno al teatro dello scontro magico.
Dai balconi, qualcuno si era affacciato cercando l’origine dei rumori molesti e dei colpi simili a petardi fuori orario.
«Che casso sito drio fare? Xe mezo notte, domani go da laorar!»
Un omaccione corpulento stava urlando la sua frustrazione dal balconcino di casa sua in canottiera bianca e boxer azzurri. Venne silenziato in meno di un secondo con un lunghissimo ago nero che penetrò attraverso l’occhio destro, fuoriuscì dall’osso parietale e si piantò sulla plafoniera sopra la portafinestra, frantumando una vecchia lampadina a bulbo, spegnendone la fioca luce.
Nessuna delle streghe parve mostrare il minimo interesse.
Malanippe raccolse il moncherino tagliato, liberando il maglio corazzato e gettando via il vecchio braccio ormai inutile, allacciò saldamente le due cinghie in cuoio al nuovo arto mentre il cielo aveva iniziato a brontolare cupamente e ad illuminarsi di allarmanti flash viola.
«Chi è che vuole farsi avanti? Potete anche attaccarmi contemporaneamente se vi fa sentire più tranquille.» Matilda aveva un sorriso distorto, il suo corpo nudo da adolescente raccoglieva la poca luce, assumendo una colorazione tetra, quasi statuaria.
I fulmini le piombarono addosso come una cascata liquida, si schiantavano sulla ragazzina con una forza e una potenza che nessuno dei testimoni di quella strana nottata aveva mai visto nella sua intera vita. Le onde d’urto ed il fragore dell’espansione violenta dell’aria attraverso il canale del lampo avevano assunto dei connotati simili al rabbioso spezzarsi di grosse tavole di legno, un “crack” talmente acuto e furioso da ferire le orecchie.

La strega nera era stata pressata e colpita tanto da venire sospinta all’interno della voragine che lei stessa aveva creato.
Ingrid aspettò pazientemente la fine di quelle terrificanti scariche elettriche e accese i suoi magli chiedendo a Otto di sforzarsi un po’ e aumentare la dose di mana necessaria.

Non appena l’ultimo lampo illuminò le facciate dei palazzi e fece tremare le poche finestre rimaste integre, i suoi pugni corazzati colpirono il terreno sottostante.
I bordi del cratere iniziarono a muoversi, a ruotare e sollevarsi e ad attirare a sé una enorme quantità di materiale, creando due gigantesche pareti distinte, con uno spessore di quasi un metro e l’altezza di una palazzina di un paio di piani, massicce, imponenti e pesanti.

Due nastri neri attentarono l’integrità delle gambe della strega delle tempeste e altre due strisce di quel letale tessuto oscuro cercarono la testa di Ingrid. Entrambe le streghe riuscirono ad evitare l’attacco e non appena dal bordo del cratere fece capolino la testa della nuova nemica non invitata, le due pareti si chiusero con una potenza tale da causare un piccolo sisma localizzato che scosse i palazzi circostanti.

La strega Spaccaossa mosse le sue enormi mani come a spingere il suolo davanti ai suoi piedi. La conseguenza fu un appiattimento del cumulo che le pareti avevano formato. La pressione era tale che tutto si accese di un’incandescenza arancione dapprima tenue e via, via sempre più intensa, come se quei detriti venissero scaldati per essere trasformati in magma rovente.

Ingrid guardò in direzione della sua ex nemica:

«Che ne dici? Le sarà bastata come lezione?»

«È una posseduta. Non so contro cosa stiamo lottando. Ma ho il timore che dietro ci sia un demone o uno spirito elementale, sai che cosa vuol dire questo Ingrid…»

«Che non le abbiamo fatto neanche il solletico e che moriremo male questa no—»

Il terreno sussultò come se una vecchia bomba inesplosa della seconda guerra mondiale venisse fatta brillare nelle profondità del sottosuolo.

Melanippe fece qualche passo indietro per non perdere l’equilibrio.
Due lampioni stradali si piegarono appoggiandosi docilmente sulla parete del palazzo vicino.
Nel punto in cui la strega nera era stata seppellita, il suolo svanì, tanto rapidamente che Vainilla pensò ad un effetto di liquefazione del terreno, ma i migliaia di tentacoli di un nero talmente denso da non emettere alcun riflesso, le fecero cambiare subito idea. 

FINE.

Serie: Wiccats.


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Young Adult

Discussioni

    1. Io sono un amante di quasi tutti gli animali Kenji, che siano antropomorfi o mantengano il classico portamento da quadrupedi, bipedi o apodi… I topi o i roditori in genere, li consideri intellettualmente avanzati, ma come avrai notato ho un debole per l’eleganza e l’aerodinamicità felina 😀 , il loro sbattersene totalmente dei desideri affettivi del padrone e la capacità di dormire ovunque. Grazie per essere passato da queste parti! ♥