La Prima Pietra

Serie: L'Ultimo Desiderio


Un ultimo desiderio, una seconda possibilità. Per salvare la persona che ama, Leia dovrà riscrivere il futuro rispettando il passato: fino al momento giusto.

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: La Prima Pietra

Desidero… che il mio amore viva


L’ultimo pensiero lucido prima che il maglio calasse sul suo collo. Sentì la lama affondare la carne per istanti che gli parvero interminabili, nei quali si tenne aggrappato a quel desiderio come a un appiglio in grado di infondergli speranza. Speranza in una vita a divenire, dove il suo amore avrebbe potuto essere felice. Chiuse le palpebre, sentendo una lacrima scivolare dall’unico occhio rimasto per rigargli la guancia.

***

Caldo… troppo caldo… Quando riaprì gli occhi si trovò avvolto dal vapore sprigionato dall’acqua della tinozza in cui era immerso. A contatto con l’aria fredda della stanza aveva formato una nube tanto densa da ostruirgli la vista. Il dolore al collo si fece più intenso, raspante.

«Stai fermo!»

Conosceva quella voce. Era quella di sua madre.

Sentì le lacrime tracimare da entrambi gli occhi. Lacrime di dolore. La donna lo sfregava con una spazzola di saggina intrecciata, quasi a volergli levare di dosso la pelle, oltre che la sporcizia. Prima di buttarlo nella vasca lo aveva spidocchiato e gli aveva lavato i capelli con l’acqua di rose che riservava per le occasioni importanti.

Obbligò se stesso a rimanere immobile; a non produrre un fiato. Non sapeva come, ma sapeva quando. Aveva fatto ritorno il giorno della festa: il giorno in cui avrebbe perso anche quella briciola di calore che gli riscaldava il cuore e gli permetteva di cercare la bellezza nelle semplici cose che erano parte della sua vita. Un sorriso, un pezzo di pane regalato da una serva gentile, il biscotto caduto per terra, dalle mani di un altro bimbo, che era riuscito a sottrarre alle formiche.

Tremò solo quando fu sollevato dalla vasca per essere messo con i piedi a terra. Sperò che la donna, sua madre, equivocasse, pensando ad un brivido di freddo. Mentre veniva asciugato con un telo ruvido, chinò lo sguardo fissando le dita dei suoi piedi. Dieci in tutto. Erano ancora tutte lì. Tenne gli occhi abbassati per paura di cosa potessero rivelare. Uno sguardo di un uomo di quarant’anni celato nel corpo di un bimbo di dieci.

«Stai dritto! Così non riesco ad asciugarti la faccia e il collo.»

Obbedì, come aveva sempre fatto. Boucha non amava ripetere due volte la stessa cosa. Non lo frustava da almeno un paio di mesi, per preservarlo intatto per la festa, ma preferì non rischiare. Si lasciò asciugare, vestire, pettinare, con lo stesso distacco di una bambola di stoffa.

«Sì, può andare.» Boucha aveva fatto un passo indietro.

Sentì il suo sguardo scrutarlo da capo a piedi, come se cercasse qualcosa da sistemare.

«Dovevo chiedere di più» il tono della donna si fece stizzoso «con due perle non ci faccio nulla.»

Ricordava gli orecchini di perla; un ornamento di basso valore, acquistato in una bancarella del mercato da un servo del secondo principe. Al pari di Boucha, quando Lodin li aveva mostrati a entrambi, gli erano apparsi come un tesoro dal valore inestimabile.

«Rimani qui. Vado a dire a Lodin di venire a prenderti.»

Annuì, attendendo che la madre scomparisse oltre l’uscio. Non appena accadde, permise al suo sguardo di riacquistare consistenza. Lodin, il servo del secondo principe, non sarebbe tardato ad arrivare: aveva a disposizione circa metà candela piccola per trovare un rifugio sicuro. La festa organizzata dal nobile, dove era atteso per fare da trastullo alla compagnia riunita di proposito, non era che la prima pietra di un cammino che lo avrebbe portato a una vita da puttana fatta di abusi, percosse, malattia. Non intendeva mettervi piede.

Aveva ben altro a cui pensare. Un destino, non il suo, da cambiare.

Si diresse verso la porta con sicurezza: sapeva dove andare.  

Continua...

Serie: L'Ultimo Desiderio


Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. L’incipt che hai messo è un gancio potente, che ci fa leggere tutto il racconto con determinate aspettative. Così come il momento dell’esecuzione e quello in cui capiamo che ci troviamo di fronte finalmente ad un passato pronto ad essere cambiato.
    Seguirò questa serie con molto interesse.

      1. Temevo questa cosa, ma il discorso non è che ho aspettative alte, quanto invece che adoro leggere quello che scrivi. E poi in mezzo a tutti questi commenti di non lettori di fantasy, ce ne voleva uno amante dello slow fantasy no? 😁

  2. Nonostante sia breve, dà molte informazioni questo primo capitolo. Ma solleva anche domande. Col fantasy ho un rapporto un po’ strano: tipicamente lo apprezzo, al tempo stesso non l’ho mai approfondito per bene come ho fatto con altri generi. Non mi immagino ancora cosa troverò, ma comincio e proseguo la lettura pronto a farmi stupire.

    1. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere delle domande e quindi curiosità. Come sai (Etimmè ne è la prova) il mio fantasy è considerato “slow”; niente adrenalina fisica, ma sperdo di riuscire ad emozionare grazie ai fili intessuti dai miei personaggi. Spero davvero di poterti stupire.

      1. L’adrenalina è sopravvalutata, lasciamola al cinema quella!
        Pareri personali a parte, se le emozioni passano attraverso le relazioni – i fili, appunto – tra i personaggi, allora ci siamo, avanti tutta 🙂

  3. Cara Micol, ammetto che col fantasy sono un disastro e per questo di solito non lo commento. Ma questo in questo primo capitolo ho trovato un clima perturbante, un non-detto, l’apparire di uno scenario osservato da una fessura: insomma qualcosa del genere, che trovo molto attraente. Oltre a ciò è scritto perfettamente, ma questa non è una novità. Alla prossima.

    1. Ciao Francesca, spero che questa storia possa avvicinarti a questo genere anche se, forse, non è quella ideale. Dico così perchè questa storia d’amore, di tradimento, infanzia rubata, potrebbe essere raccontata in mille altre ambientazioni e mille altre epoche. Scrivo fantasy perchè mi sento a mio agio nel creare mondi (forse nella speranza di allontanare le brutte cose dal nostro), ma le mie storie non sono “adrenaliniche”: niente combattimenti, niente guerre vissute, niente maghi e guerrieri che cacciano mostri. Nelle mie storie sono gli animi a parlare. In verità, leggendomi, i puristi del fantasy classico potrebbero annoiarsi. Se avrai voglia di continuare la lettura, mi piacerebbe conoscere il tuo parere. Per ora, ti ringrazio per averlo fatto.

  4. mi hai fatto ballare sulle montagne russe dell’apprensione. inizialmente credevo che stesse subendo delle torture, poi ho compreso che fosse solo un semplice bagno e infine mi hai gettato nella fossa di questo mondo crudele che hai appena accennato. Resto col fiato sospeso ad attendere la prossima puntata

    1. Ciao Laura, spero che tu non ne abbia a male, ma sono contenta di averti gettata sulle montagne russe 😀 Se un racconto riesce a trasmettere delle emozioni (qualsiasi siano), significa che è riuscito a conquistare un piccolo pezzo di cuore. Magari per la durata di un battito di ciglia, ma intanto è lì.

  5. Ciao Micol, primo episodio molto interessante. L’incipit cattura subito l’attenzione e lascia addosso parecchie domande, spingendo a proseguire la lettura. Mi è piaciuta in particolare l’atmosfera, dura e inquietante, e il modo in cui il passato e il presente sembrano intrecciarsi sin dalle prime righe. Un inizio che promette bene e che riesce a incuriosire senza svelare troppo.

    1. Ciao Daniele, grazie mille per aver iniziato a leggere la mia serie. Il mondo narrativo è parecchio duro, non lascia sconti, e tutta la storia sarà gravata da questa atmosfera. Non potrebbe essere così dato il passato (o i due passati?) del protagonista apparso in questo episodio. Spero di mantenere viva la tua curiosità molto a lungo.

  6. Complimenti per il bellissimo inizio della tua nuova serie. Lʼepisodio mi è piaciuto molto, mi sono immersa completamente nellʼatmosfera. Non vedo lʼora di leggere il prossimo episodio. Brava!