La principessa abbandonata

Serie: La luna che risplende nella notte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una ragazza diventata principessa a causa dell'ambizione del padre e un principe costretto a sposare la figlia del suo peggior nemico.

“Principessa Consorte?” Chiese Selina guardando suo padre. “Hai capito bene, sposerai il Principe Ereditario e diventerai la Principessa Consorte. A breve verrai chiamata a Palazzo, fino ad allora preparati al meglio.” Il padre non aggiunse altro, né una spiegazione, né una sola parola di conforto verso la sua unica figlia. Selina, rimasta sola, uscì dalle sue stanze e vide Lily, la sua fedele serva, piangere in un angolo del giardino. Subito capì che aveva origliato la conversazione, si avvicinò, le mise una mano sulla spalla, con un sorriso forzato e una voce tremolante le disse: “Non ti preoccupare, andrà tutto bene…”.

Passò un mese e finalmente arrivò il giorno delle nozze reali. Come da tradizione, la Principessa Consorte doveva dirigersi verso l’altare da sola. Per Selina quella navata diede l’impressione di essere troppo lunga e troppo corta al tempo stesso. Era consapevole che quella che stava percorrendo era la strada che avrebbe dovuto evitare a qualunque costo, ma sapeva anche di non poter tornare indietro, solo andare avanti. Con gli stessi sentimenti di un condannato a morte che viene portato al patibolo, la ragazza si diresse verso l’altare, da sola.

Gli invitati ammiravano stupiti la ragazza, i suoi lunghi capelli color ghiaccio, i suoi occhi blu oceano, l’abito lungo e bianco come la neve, il suo passo deciso ma elegante, il suo sguardo limpido ma profondo, Selina sembrava essere la reincarnazione di una dea celeste. Ad aspettarla lungo la navata c’era il Principe Ereditario: Lantis Cornelius Van Der Bilt.

Il Principe Lantis aveva dei capelli neri come la notte e uno sguardo che sembrava poterti trascinare nel più profondo degli abissi.

Vederli assieme era come guardare la luna in una notte priva di stelle e priva di nubi, dove senza di essa verresti inghiottito nell’oscurità più totale.

Il Principe porse la mano verso Selina e sorrise. La ragazza mise la mano sopra la sua e sorrise.

I due infine si inginocchiarono davanti al Re Amedeus e la Regina Felicia per l’incoronazione. Quando il Re le mise la corona sopra il capo, Selina ebbe la sensazione di sentire un suono metallico: erano le catene che le erano appena state messe assieme a quella stessa corona.

Selina era diventata ufficialmente la Principessa Consorte del Regno di Fort.

I presenti gioivano, soprattutto suo padre, il Primo Ministro Johan Welmart, che guardava la figlia pieno di orgoglio, ma in quegli occhi colmi di felicità la ragazza non vide sé stessa, ma ciò che era appena diventata per lui: una marionetta.

Selina, che era stata cresciuta seguendo un’etichetta rigida propria della nobiltà, nascose tutte le sue emozioni, sorrise agli invitati, a suo padre e al Principe Ereditario.

Le cerimonia si concluse e Selina si ritirò nelle sue nuove stanze a Palazzo. Chiese alla servitù di lasciarla sola, aprì la finestra e fece un respiro profondo, il primo di quella lunga giornata. Guardò verso il cielo buio della notte, privo di stelle, privo di luna, solo l’oscurità. La sua vista iniziò ad appannarsi, ma decise di trattenersi, sapeva che se avesse versato anche una sola lacrima non sarebbe più riuscita a fermarsi.

Improvvisamente bussarono alla porta, era il Principe Lantis.

Nel regno di Fort la maggior età veniva raggiunta a 15 anni, Selina e Lantis ne avevano rispettivamente 15 e 16, quindi secondo le usanze la consumazione del matrimonio sarebbe dovuta avvenire quella notte stessa.

Lantis guardò Selina dritta negli occhi, lei non distolse lo sguardo nemmeno per un attimo, senza alcun timore e senza alcuna vergogna. I due si fissarono per qualche secondo che sembrò essere un’eternità, in quegli istanti infiniti non c’era alcun sentimento romantico, in quegli sguardi non vi era alcuna traccia d’amore, di affetto o di semplice attrazione. Ognuno di loro stava cercando qualcosa negli occhi dell’altro, ma nessuno dei due lasciava trapelare qualsiasi tipo di emozione.

“Avete ottenuto la posizione di Principessa Consorte grazie al potere della vostra famiglia…” – Lantis ruppe il silenzio – “Tuttavia non importa quanto sia potente vostro padre, accontentatevi del vostro titolo e non osate pretendere altro. Siamo sposati, ma non considerateci marito e moglie, siamo solo il Principe Ereditario e la Principessa Consorte.”.

“Come desiderate, Vostra Altezza.” Rispose Selina impassibile.

Quella fu la prima conversazione tra il Principe Ereditario e la Principessa Consorte.

Lantis uscì dalla stanza, lasciando così la Principessa Consorte sola fin dal giorno stesso delle loro nozze.

Serie: La luna che risplende nella notte


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Discussioni

  1. Un inizio molto interessante, si percepisce tutta la tensione e la tristezza della cerimonia, reppresentata bene dai colori opposti dei due consorti, chissà se il bianco e il nero troveranno mai un mediazione.

  2. L’incipit porta con sé molte promesse. Due giovani i cui polsi sono stati imprigionati dalle catene della ragion di stato, ognuno con le proprie ambizioni e desideri. Sapranno trovare la via del rispetto, se non quella dell’amore? Ho il sospetto che entrambi abbiano molto da raccontare ed attendo con impazienza di ascoltare la loro storia.

  3. C’e´ qualcosa che mi intriga in questa storia, spero di saperne di piu´ a breve. Mi piacciono gli aspetti contrastanti e contorti di una storia al contempo semplice e lineare. Una storia surreale che rispecchia la
    realta´delle contraddizioni e dell’ ambiguita´ umana. Non e´ mai tutto bianco o nero. E la navata
    puo´sembrare alla sposa “troppo lunga e troppo corta allo stesso tempo”.