La principessa e il cavaliere

Serie: Sognando la metro


«Che giornata, sono distrutto» pensò Arthur, mentre prendeva posto in fondo alla metro.

«Non ne è andata giusta una oggi, sono talmente stanco che rischio di addormentarmi.»

Mentre pensava, i suoi compagni di viaggio iniziarono a salire e prendere posto sul convoglio.

La prima a salire fu una signora di mezza età, ben tenuta, non bella, un po’ grassottella ma affascinante. «Secondo me fa la dottoressa» pensò Arthur.

La seguì un giovanotto, vestito da rapper, skater, writer, boh insomma quelle cose moderne. Mai lui aveva capito la differenza fra queste mode di tendenza.

Salirono poi un uomo d’affari, un imbianchino, uno studente, una mamma con due bambini, i soliti pendolari da metro, come lui stanchi e assonnati.

Per ultima salì LEI: bella bionda, soavemente vestita, con un abito di chiffon, sui toni del pesca.

«Che farà una ragazza così bella?» pensò Arthur «Sicuramente la principessa, perché le ragazze come lei appartengono solo alle fiabe» e mentre pensava, si ritrovò catapultato in una verde radura, a cavallo di un magnifico destriero. Davanti a lui, in lontananza, ecco ergersi una rupe, buia, tetra, terrificante, ma lui, imperterrito cavalcava, perché ne era certo, quello era il suo destino. Spronato il suo fido Cavallo, si diresse al galoppo verso l’ignoto, perché lì, lui lo sapeva, lì si trovava la sua Principessa, in pericolo, prigioniera del Malvagio e lui doveva salvarla!

Arrivato nei pressi della rupe, Arthur vide librarsi in volo un maestoso drago, veniva verso di lui, sputando fuoco. Arthur estrasse la sua spada dal fodero e la impugnò, fermò Cavallo e attese il drago. Con un colpo secco lo trafisse e il drago cadde a terra esanime.

Arthur senza esitare, si diresse rapidamente verso la rupe, doveva liberare Principessa. Quello era il suo solo, unico scopo.

Solo il vento fra i capelli e un impervio sentiero lo dividevano da Lei. Arthur spronò nuovamente il suo destriero. Veloce, sempre più veloce, doveva arrivare in cima e liberarla. I sassi franavano al suo passaggio, l’impervio sentiero si disfaceva dietro di lui, ma non importava, Arthur doveva arrivare in cima, raggiungere il castello, posto alla sommità e spalancare il portone, perché lui era lì per Principessa.

Un rumore, come un colpo secco ed ecco spalancarsi la porta scorrevole, davanti a lui vide un muro e capì che era l’uscita della metro, no non quella di casa sua, ma quella del capolinea. Era successo di nuovo, si era addormentato.

Nella metro non c’era più nessuno, soltanto lui, nessun cavallo, nessun drago, nessuna principessa.

Arthur si destò e si diresse verso l’uscita, girò a destra e a sinistra il capo, a cercare la sua Principessa o almeno il sogno di lei. Più nulla, tutto era svanito. Salì le scale mobili, nessun castello, lassù in cima, ma soltanto una pioggia leggera ad attenderlo.

Arthur sconfitto e rattristato, andò a comprare un nuovo biglietto e ridiscese nella metro, per riprendere il convoglio che l’avrebbe riportato a casa.

Varcate le porte scorrevoli fece per sedersi e la vide.

LEI era lì, bionda, bellissima, con il suo vestito di chiffon pesca. La sua Principessa.

Lui ora lo sapeva, lui era lì per lei, il suo destino era conoscerla.

Serie: Sognando la metro


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Discussioni

  1. Bellissimo, impastato ad arte un po’ di moderno e un po’ di antico fiabesco e il risultato è un racconto decisamente delizioso, dove non ci starebbe male una seconda sfornata ?

  2. Ciao Lorenza, davvero una bella favola moderna, incastonata egregiamente tra il reale e il fantasy, davvero un quadretto fiabesco ben dipinto! A questo punto, però, non puoi lasciarci in sospeso… DEVI SCRIVERE IL SEGUITO!!! Da quel che ho letto, non sono solo io quello curioso di come si evolverà questa rincorsa ad un amore chissà, magari sfuggevole sino alla fine? Bah, per ora ti faccio i miei complimenti per il lab ben condotto, in attesa di sviluppi…

  3. Ciao Lorenza, anch’io sono curiosa di sapere che Arthur farà conoscenza della principessa. Mi frena pensare che la favola potrebbe trasformarsi in una realtà opaca, così che preferisco che il nobile cavaliere incontri la principessa nei prossimi sogni in metropolitana. Ecco… sì, me lo immagino mentre lui sogna lei, lei sogna lui, ed improvviso, dopo un paio d’anni, decidono di avvicinarsi. Mi piace il finale aperto, ognuno può “sognarci” del suo. 😉

    1. Ciao, come detto prima, neppure io ho idea di come continuerà (non avevo pensato ad un seguito) però adesso mentre leggevo i vostri commenti, anche a me è venuta l’idea di rifar addormentare qualcuno. Vediamo…

  4. Bellissimo quadro di una fiaba romantica o altro in divenire… Non vedo l’ ora di sapere se il protagonista riuscirà a parlare con la sua principessa.

  5. La metro, Arthur, la Principessa… i perfetti ingredienti di un librick che non può passare inosservato! Adoro le storie come questa, dove ci sono un lui e una lei e tutto può succedere. Le fantasie di lui rendono il tutto più vero perché, dai, a chi non è mai capitato di fantasticare su persone appena saliti in metro o in autobus?
    Complimenti, spero vivamente in un seguito. Ora DEVO sapere se Arthur le parlerà o no, è fondamentale saperlo! Ti ringrazio per questi piacevoli minuti di lettura 🙂