LA RAGAZZA DEI LIBRI

Come mille farfalle in volo, come tante stelle colorate, le parole che ogni giorno leggeva per lei era oro colato, il profumo dei libri per lei era come un tocco magico d’un bambino che impara a volare da solo, era essenza per le stanze della biblioteca dove lavorava, per aiutare i suoi genitori nelle spese universitarie.

Martina lavorava da un paio di anni alla biblioteca universitaria si soffermava oltre l’orario di lavoro per leggere i libri di autori antichi e di autori stranieri e di ogni libro che leggeva, trascriveva in un piccolo quaderno le parti che la colpivano di più, così le sere che non riusciva a dormiva le rileggeva.

Era periodo di esami in università e i suoi colleghi le chiedevano spesso di riunirsi in gruppo per studiare essendo la più veloce a prendere appunti durante le lezioni, così si vedevano in biblioteca.

Non amava stare in compagnia quando leggeva così si ritirava sul balconcino che dà sullo spiazzo dell’universitaria e le veniva facile immaginare tutti i luoghi che leggeva guardava il cielo il sole e le nuvole e viaggiava come se fosse realmente in quei posti, per questo era giudicata e derisa, la chiamavano la strana.

Spesso rileggeva gli stessi libri più di una volta, non si stancava mai di leggere.

Gregorio suo cugino e compagno di università le chiedeva spesso di utilizzare questa sua passione scrivendo una storia che immaginava quando spiazzava con la mente sul balconcino, ma lei rispondeva sempre che le sue parole erano sassi buttate in un mare infinito in tempesta e che quelle degli autori che lei leggeva erano parole che diventavano petali profumati sui fogli bianchi.

Da giorni trovava dei strani bigliettini nei libri che leggeva come dei rebus con inviti a recarsi in alcune stanze dell’università, li considerava come scherzi e li cestinava, ma essi continuavano a comparire.

Un giorno decise di risolvere i rebus e recarsi in una di queste stanze che da tempo tenevano chiuse e per lei fu l’ultima, un pugnale dal buio le penetrò il petto.

Gregorio non vedendola da giorni sul balconcino si preoccupò e con altri tre compagni cominciarono le ricerche, quando trovarono il corpo di Martina era morta da almeno tre giorni.

In tanti piansero la “strana” durante il suo funerale.

Gregorio si ripromise di scoprire chi fosse stato l’assassino di Martina.

Nessuno conosceva la vita passata di Martina, non parlava mai di sé le importava solo del profumo dei libri. Gregorio si ricordò di una sua frase il mondo lì fuori mi fa paura è come l’uomo nero delle favole, così cercò il suo quaderno dove scriveva ciò che leggeva e non lo trovò da nessuna parte.

Un mattino arrivato presto all’università per le sue solite indagini trovò Matteo professore di filosofia con la sua compagna Alice in atteggiamenti confidenziali tanto da scappare appena lo videro. Così insospettito cominciò a tenerli d’occhio.

Sul suo posto all’università trovò adagiato il quaderno di Martina e cominciò a leggerlo con la speranza di trovare qualcosa che lo aiutasse a capire, nel mese precedente la sua morte non scrisse più nulla Martina e questo lo incuriosì molto, e conservò il quaderno nel suo zaino, non sfogliando più il quaderno.

Sebastiano poliziotto accorso durante il ritrovamento del corpo di Martina chiamò Gregorio per domandargli com’era il rapporto della cugina con i suoi genitori. Gregorio gli rispose che aveva avuto, dai racconti di sua madre, saputo che da piccola ebbe forti litigi col padre e che per questo frequentò le scuole da interna al convento delle suore, loro le aveva inculcato l’amore per i libri. Con queste parole furono interrogate le suore e la madre di Martina nulla lasciò intendere nulla che avesse un legame con la sua triste fine.

Gregorio non contento volle fare chiarezza e si recò al convento lì suor Margherita le raccontò la triste storia di Martina, suo padre abusò di lei all’età di dieci anni e la madre per evitare scandali volle tacere tutto e proteggere la figlia e la rinchiuse tra quelle mura, fu seguita da uno psicologo fino alla maggiore età. Ora per lui era tutto più chiaro, ecco spiegato il suo rinchiudersi sul balconcino e escludersi dalla massa.

Nei giorni a seguire Matteo lo chiamò e gli spiegò che con Alice non c’era nulla che lo stava ricattando perché aveva scoperto la sua storia con Martina e gli chiese di non dire nulla per non essere buttato fuori dall’università.

Scoperta quest’altra parte della vita di Martina era ormai demoralizzato e deciso ad abbandonare ogni ricerca della verità, raccontò tutto a Sebastiano dicendogli che quello che riteneva giusto era lasciare riposare in pace Martina.

Alice chiese più volte a Gregorio di uscire ma lui si opponeva tutte le volte, dopo averla vista con Matteo.

Un giorno arrivò una strana telefonata a Gregorio in cui asserivano di sapere chi fosse l’assassino di Martina ma per conoscere il nome doveva recarsi in quella stanza maledetta. Giunto lì anche lui nel buio ricevette una pugnalata.

Sebastiano accorso sul posto riuscì solo ad ascoltare un bisbiglio di Gregorio che diceva è donna e poi lui gli spirò tra le braccia. Al rientro in caserma prese il quaderno di Martina e cominciò a leggere il suo ultimo libro riportato fu Alice nel paese delle meraviglie, nessuno aveva compreso perché lei scrisse Alice colei che tra le meraviglie si insinuò e come la regina di cuore ambiva a tagliarmi la testa, ecco svelato il mistero fu Alice.

Corse all’università per arrestarla e la trovò alla biblioteca col pugnale in mano e con le lacrime gridò volevo essere io la ragazza dei libri tanto amata e cercata non volevo essere la piccola fiammiferaia non calcolata, e si pugnalò.

Troppo tardi per salvarla, anche Alice era stata dallo stesso psicologo di Martina per disturbi della personalità, la gelosia la portò ad odiarla e la seguiva dovunque andasse.

Da quel giorno la biblioteca fu intitola alla ragazza dei libri, a Martina in una targa fu scritto Martina e il suo oro colato.

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Discussioni

  1. Bel racconto. L’ho trovato in parte commovente e in parte angosciante per i colpi di scena thriller. Ho apprezzato tanto questa storia anche perché anche io ho voluto raccontare una storiella thriller sugli studenti universitari. Chissà perché a noi gli ambienti di studio ci fanno pensare a queste vicende XD

  2. Cara Gianna, ti faccio i miei complimenti per la tua fantasia. La capacità di immaginare intrecci e misteri è una cosa che personalmente mi manca e ammiro molto chi lo sa fare. Tu lo sai fare. Come ti hanno suggerito @massimotivoli e @martaborroni91 che sono due scrittori bravissimi ed esperti anche nella forma oltre che nei contenuti, un po’ di malizia e attesa in più nello svelare le soluzioni al lettore avrebbe reso il racconto ancora più intrigante, anche se mi rendo conto che lo spazio di un librick è limitato…tieni presente anche la possibilità di dividere le tue storie in più puntate, dando vita ad una serie. Se sei nuova alla narrativa, allora insisti perchè hai buone idee! Questa trama potrebbe anche diventare la bozza di un bel romanzo giallo! A presto e brava!

  3. Ciao Gianna, piacere di ritrovarti!
    Anche io come @massimotivoli penso, almeno a mio parere, che la punteggiatura vada un pò riallineata per dare maggiore scorrevolezza e perchè no, suspense, al racconto che effettivamente può sembrare quasi lo “scheletro” base per una storia più lunga, la trama c’è tutta, complimenti per la fantasia, continua a sviluppare sempre di più queste tue idee!

    1. Grazie lieta d’avere queste critiche al mio dire costruttive perchè io nasco poetessa e il mondo della narrativa mi è entrata dentro da poco e voglio coltivarla e accrescerla con voi che mi date consigli e che leggete attentamente tanto da accorgervi di tutto.Grazie ancora

  4. La storia ha del potenziale per essere un bel racconto thriller o giallo, dipende dal taglio che gli si vuole dare. La narrazione è molto “raccontata” e, di conseguenza, più che un racconto vero e proprio sembra un po’ una bozza di trama. Tutto viene spiegato nella timeline della fabula, non c’è un intreccio particolare, e di conseguenza è difficile emozionarsi, sebbene ripeto l’idea alla base potrebbe funzionare per un thriller/giallo. Tutti i misteri compaiono e poi subito svelati. Potrebbe essere utile, partendo da questa trama, ideare un intreccio più interessante, stravolgere un po’ il corso degli eventi, non spiegare tutto e subito, ma farlo emergere piano piano, a piccole dosi. E magari anche un uso più appropriato dello show don’t tell, soprattutto nei momenti cruciali, potrebbe aiutare a far palpitare di più il lettore. Occhio alla punteggiatura e a qualche refuso. A rileggerci, con piacere.

    1. Grazie per la tua attenzione nella lettura. Grazie per il tuo commento. Sì hai ragione viene svelato tutto subito, ma ha disposizione ci sono un numero ristretto di battute e dove essere un unico racconto con inizio e fine, ho dovuto attebermi a quello. Ho provato a correggere i refusi ma mi si blocca e non salva le modifiche. A rileggerci presto. Un caro saluto