La rete

Serie: Forse una storia


Quando la sensazione finisce di diffondersi anche all’ultimo organismo vivente, come l’odore acre delle uova marce che dopo un po’ pervade e sovrasta tutti gli altri odori in un sacco di immondizia, inizia a verificarsi un fenomeno completamente nuovo, che avviene con sorprendente velocità.

Tenui barlumi di autoconsapevolezza compaiono nelle radici delle piante, che comunicano mediante sottili messaggi chimici con gli organi di senso degli insetti. Le formiche cambiano in parte i loro percorsi, seguendo la scia: cercano l’origine del disagio. I lombrichi digeriscono il messaggio insieme alla terra, e i passeri li mangiano e lo ricevono; mentre cercano materiale per il nido, guardano senza soste dappertutto, elaborando le nuove informazioni. Le lucertole più veloci, quelle senza coda, hanno leggermente mutato i loro luoghi di sosta. Il bosco inizia a reagire. Il bosco, sorprendentemente, si coordina.

I topi, specie quelli più vecchi, che sono, insieme con l’occasionale volpe, i mammiferi più grossi del bosco, alla fine si inseriscono nella corrente divenuta ormai rete di percezioni e movimenti, e iniziano a cambiare le loro abitudini: all’inizio, semplicemente, fiutano. Fiutano con particolare attenzione. Fiutano e poi si radunano, sempre più spesso, sempre nello stesso luogo, guidati dalla vista dei volatili, dalle antenne delle cimici, dall’intelligenza delle ife dei funghi.

Le giornate si allungano, il sole diventa più caldo, gli odori si fanno più forti, gli istinti di tutti vanno verso l’accoppiamento. Ma quest’anno è diverso da tutti gli altri anni, si avverte un’urgenza più forte: nonostante tutto, il movimento non si ferma. Alcuni non resistono al carico delle nuove informazioni, si agitano senza costrutto: come impazziti, corrono, si feriscono, scappano di fronte a ogni foglio di plastica che si agita.

Ormai intorno ai pali è radunato in permanenza un piccolo gruppo di bestiole, come un assurdo zoo in miniatura, che convivono in spregio a tutte le leggi dell’ecologia, e annusano, guardano, ascoltano, concentrati solo su un obiettivo: i pali.

Una mattina, il primo topo inizia a rodere il legno.

Serie: Forse una storia


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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Discussioni

  1. In questo episodio si percepisce a pieno la grande conoscenza che l’autrice ha della materia. I particolari descrivono appieno i suoi sentimenti, mentre la sua fantasia faceva sbocciare questo fiore.

  2. Ciao Nicoletta, per me la tua serie è una boccata d’aria fresca. Ci dimentichiamo, la vita ci porta a farlo, di essere un tutt’uno:ogni cosa al mondo è interconnessa. Grazie per aver riportato Gaia nei miei pensieri.

  3. L’istinto della natura che inizia a muoversi, a rivoltarsi contro la brutale invasione dell’uomo… conosci bene la natura, credo che il tuo sia un sentimento viscerale, ci sei legata immagino… continuo con la lettura, con passione…

    1. Sì sono legata, molto legata. Da quando riesco a ricordare. Sono contenta che si capisca, che passi questa passione, non ero per niente sicura di riuscirci. 🙂