LA SACRA FIBBIA



Dal libro del profeta Hermés

Capitolo Primo

1 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
2 Il Sarto vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce “scenografia” e le tenebre “passerella”. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
3 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne.

4 Il Sarto chiamò le acque, “piscina”, e l’asciutto, “vip lounge”. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
5 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie.
6 Il sarto vide che era cosa buona. E abbigliò i germogli di rugiada, le erbe di steli che frusciavano al vento e gli alberi di chiome di foglie, secondo la propria specie. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
7 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne.
8 E il Sarto vide che era cosa buona. Fece due luci grandi, la luce maggiore per illuminare la passerella e la luce minore per illuminare gli spettatori. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
9 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
E il sarto vide che era cosa buona. E vestì di corazze sfolgoranti i molluschi e i crostacei e di mantelli di squame iridescenti i pesci, secondo la loro specie, e di arcobaleni di piume tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
10 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne.
11 E il Sarto vide che era cosa buona. E agghindò il bestiame e le bestie selvatiche di morbide pellicce, e per i rettili fece paillettes da ogni minerale.
12 Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; uomo e donna li creò.
13 Il Sarto vide che la donna era cosa BBONA. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Capitolo Secondo

1 Il settimo Giorno Dio riposò.
2 Il Sarto, invece, non si dava pace, continuava a pensare alla donna e a come abbigliarla ma nessuna idea andava bene anche per l’uomo. Allora decise di nasconderne le intimità per cessare di esserne distratto e potere concentrarsi sul resto. E fu la lingerie.
3 Il sarto benedisse la lingerie e la consacrò, perché  essa lo dispensava da ogni pensiero.
4 Ora l’uomo si recò da Dio e disse: «Signore, vedi tu che il Sarto ha creato la lingerie per la donna? Perché io devo andare in giro scampanando? »
5 Dio rispose: «Chi è questo Sarto che osa dividere quello che io ho unito?»
6 E così Dio creò la mutanda da uomo. Bianca, così che qualora l’uomo si fosse allontanato della purezza, sarebbe stato subito evidente.
7 E l’uomo fu felice.
8 Il Sarto, invece, ancora non si dava pace, perché la lingerie, invece di nascondere gli inviti femminili, li evidenziava ancora di più. La donna passeggiava per il paradiso sculettando, e la sgambatura degli slip metteva ancora più in evidenza i fianchi. E fu la gonna.
9 Come la corolla di un fiore la creò, e per poterla collocare sulla vita vi appose una fila di bottoni affinchè passasse dai fianchi.
10 Ora l’uomo si recò da Dio e disse: «Signore, vedi tu che il Sarto ha creato la gonna per la donna? Perché io devo andare in giro con la mutanda bianca, che dove mi siedo mi sporco? »
11 Dio rispose: «Chi è questo Sarto che osa dividere quello che io ho unito?»
12 E così Dio creò il pantalone. Largo al cavallo lo creò così che l’uomo potesse sedersi ovunque senza arrecarsi danno, e largo dietro così da potersi grattare dove più lo aggradava.
13 E l’uomo fu felice.
14 Il Sarto, invece, ancora non si dava pace, perché la donna, ora che aveva la gonna, passava il tempo a saltellare per il Paradiso, facendo ballonzolare i seni all’interno del reggiseno. E fu la camicetta.
15 Come il busto della donna la creò, e affinchè lei potesse indossare senza rovinarsi l’acconciatura vi appose sul davanti una fila di bottoni per poterla aprire.
16 Ora l’uomo si recò da Dio e disse: «Signore, vedi tu che il Sarto ha creato la camicetta per la donna? Perché io devo andare in giro a torso nudo, che tutti i moschini mi rimangono attaccati ai peli?»
17 Dio rispose: «Chi è questo Sarto che osa dividere quello che io ho unito?»
18 E così Dio creò la camicia di flanella. Con due tasche sui pettorali, affinchè l’uomo potesse metterci le sigarette, l’accendino e le penne. E anche se nella sua onniscienza sapeva che l’uomo se la sarebbe comunque sfilata come una maglietta, vi appose lo stesso una fila di bottoni sul davanti pur di non sentire più le lamentele dell’uomo.
19 E l’uomo fu felice.
20 Il Sarto, invece, ancora non si dava pace, perché la donna, che continuava a saltellare gioiosa per il Paradiso, ad ogni salto scopriva i piedi nudi, sui quali aderiva ogni genere di sporcizia. E furono i sandali.
21 Leggiadre come i piedi della donna le creò, poco più di una suola sorretta da nastrini.
22 Ora l’uomo si recò da Dio e disse: «Signore, vedi tu che il Sarto ha creato i sandali per la donna? Perché io devo andare in giro a piedi nudi, e pestare tutte le cacche degli animali che hai messo in Paradiso?»
23 Dio rispose: «Chi è questo Sarto che osa dividere quello che io ho unito?»
24 E così Dio creò le Superga. Che puzzassero come la morte le creò, affinchè l’uomo, ora che era vestito, non dimenticasse mai di lavarsi.
25 E l’uomo fu felice.
26 Il Sarto, invece, ancora non si dava pace, perché sentiva che alla donna ancora mancava qualcosa, nonostante l’avesse vestita tutta. E furono i gioielli.
27 Di ogni colore e forma li creò, e brillanti più degli occhi stessi della donna, affinchè risplendesse più di tutte le altre creature.
28 Ora l’uomo si recò da Dio e disse: «Signore, vedi tu che il Sarto ha creato i gioielli per la donna? Perché io devo andare in giro -»
29 Dio, che era la quarta volta che provava a dormire, rispose: «Guagliò, m’avete rott’u cazz, te, il Sarto e chilla zoccola di Eva!»
30 Allora il Signore Dio disse al Sarto: «Sii tu maledetto più di tutte le creature del Creato; Stilista sarai chiamato dai tuoi simili, ma ricchione diventerai, così potrai creare tutti gli abiti che vorrai, ma non potrai goderne per tutti i giorni della tua vita.
31 Io porrò inimicizia tra te e l’uomo, tra la tua stirpe e la sua stirpe: tu creerai sempre nuovi modelli per lei ma lui non avrà abbastanza soldi per comprarli».
32 Alla donna disse: «Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli non ti capirà. Quando dirai “sì” lui capirà “no”, e quando dirai “no”, lui capirà “sì”. Fuggirà dai tuoi dolori e dalle tue lagnanze, e col pancione partorirai figli, così vivrai per tutti i giorni della tua vita nel ricordo di ciò che non potrai indossare più.».
33 All’uomo disse: «Poiché hai invidiato le vesti di tua moglie, con il sudore lavorerai, così che i tuoi abiti saranno sempre logori e sporchi come la terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».
34 A entrambi disse: «Ora voi siete entrambi vestiti, ma io vi dico che tu, donna, porterai i bottoni a sinistra, e tu, uomo, li porterai a destra: così che quando vorrete moltiplicarvi, non sarete capaci l’uno di denudare l’altra, e vi passerà la voglia. E per lo stesso motivo sui reggiseni metterò l’inviolabile chiavistello dei gancetti, e sugli slip apporrò i collant».
35 Così fece, e li cacciò dal Paradiso. E il settimo giorno, verso il tramonto, il Signore finalmente riposò.



Pubblicato in Narrativa

Commenti

  1. Ivana Mauro

    Conosco bene questa parodia. Un esperimento perfettamente riuscito che suscita, attraverso l’ironia, molti spunti di riflessione. E naturalmente spero che non ti fermerai alla “genesi”…