La serie 1a parte

Serie: La serie

Mancavano ormai soltanto due ore e tutto sarebbe finito. Finalmente anche suo cugino avrebbe capito cosa si provava a mangiare i cannelloni alle erbe e alle spezie. Due ore dopo infatti sarebbero andati a mangiare dalla loro zia che quel giorno aveva promesso che avrebbe fatto anche le crocchette di salame che ai due piacevano tanto.

Ma purtroppo Gianfranco al momento non era in condizione di muoversi in quanto, mentre giocava a tennis con suo cugino Agesto aveva provato una schiacciata, ma aveva preso così bene la palla che aveva colpito prima il campo avversario, poi la cisterna di acqua che si trovava a poco da li. La palla ritornando l’aveva colpito al piede e lui si trovava ora a bordo campo nell’attesa di farsi medicare. Agesto gli stava dicendo di non muoversi, quando arrivò il medico del circolo che gli diagnosticò’ un forte urto e gli diede 3 giorni di riposo. Ma Gianfranco non voleva rinunciare ai cannelloni e così chiese al dottore se poteva fare uno strappo per qualche ora, ma lui gli rispose non solo che non poteva andare da sua zia, ma anche che i cannelloni doveva evitarli in quanto gli facevano male, avendo avuto mal di stomaco nei giorni precedenti, dovuto ad un virus che girava in quel periodo e che impediva a chi lo contraesse di mangiare pasta e spezie.

Così Gianfranco si chiuse in casa e si abbonò a Today tv e in quei tre giorni guardò le prime due stagioni di Dangeons and Falcons, un fantasy scritto da Enrico Papi, che parlava di una donna che voleva cucinare le sfogliatelle fatte in casa e così si reca al supermarket per comprare l’occorrente, ma qui incontra il principe del pianeta Siro, nella quarta dimensione parallela che si trovava lì a comprare il vitello tonnato che tanto piaceva a sua madre, la regina di Cebios IV. Dopo varie peripezie, la signora scopre di essere la regina di Byos II, il pianeta in cui era stato scoperto anni prima la presenza di Coca cola nei bacini lacustri, regina che era destinata a salvare il mondo secondo una profezia di Magulus l’indovino. Costui però aveva su di sé un incantesimo: indovinava ciò che succedeva agli altri ma non a sé stesso, cosicché’ finiva più volte in fossi o buche e non riusciva a fare più di 4 al superenalotto. Questo incantesimo gli era stato scatenato contro dalla maga Mogon perché’ qualche anno prima lui aveva preso l’ultimo scatolo di arachidi al supermercato anticipandola di qualche secondo…La signora che avrebbe salvato il mondo stava ora per dare l’attacco alla guerra contro i canguri volanti- una specie di canguri extraterrestri che avevano la particolarità di avere i capelli a spazzola e l’orecchino, cosa che li faceva assomigliare a personaggi dei cartoni animati anni 80- non prima però di aver cucinato la torta di pere, con la ricetta che le aveva tramandato la mamma, che successivamente si sarebbe scoperto era la principessa Azelda del pianeta Icars, nella galassia Mordon.

Successivamente guardò la prima stagione di Circe, serie americana che parlava di Circe, definita da tutti la più bella di tutte le isole Galapagos che si trasferisce dal suo paese in Finlandia e qui impara a scolpire volti nel legno e diventa famosa per aver ritratto il personaggio più famoso di Kaskinen, Huppuki Jaironen che aveva scritto il famoso poema ‘Semifreddo al mandorlato’ che nel 1642 fu definito uno dei più belli letti negli ultimi 150 anni dopo ‘Il panettone al cacao’ scritto da un ignoto autore veronese. Circe, inoltre aveva la capacità di leggere nella mente delle persone e così riusciva a capire tutto degli altri. Nella quinta puntata della serie incontra due amici che erano in compagnia di un loro conoscente e così iniziano a giocare, dopo aver parlato del clima di Helsinki e di che fine abbia fatto Jim Carrey, a scopone scientifico, e lei vince tutte le partite grazie al fatto che anticipava tutti. Durante quella partita poi, scopre anche che Jury faceva un ricarico esagerato sulle palline da ping-pong che vendeva nel suo negozio.

Così, ispirato, Gianfranco decise di scrivere anche lui una serie da mandare alla rai oppure a qualche azienda interessata.

Così scrisse la storia dell’orsetto Paciocco e del regno del lago Oresto, dove tutti gli abitanti vivono in prosperità e amore, finche’ non arriva la strega del sud che vuole conquistare il paese perché’ vuole farne un parco giochi. All’arrivo dei soldati del sud gli orsetti devono scappare, ma Paciocco si allea col coniglietto Alfio e insieme evocano le forze del regno incantato dove tutti sono di zucchero e cannella e la maga Adeste accorre in loro aiuto. Con l’aiuto del mago Adelpo ricacciano indietro la strega, scoprendo alla fine il tesoro evocato nella leggenda di Icarus, un falegname del regno Oresto, che era costituito da diamanti e buoni pasto per la mensa comunale.

Alla fine, c’è una grande festa in cui Paciocco incontra una cerbiatta, Giana, con la quale vivrà poi tante avventure nella seconda stagione.

Gianfranco pensava che come prima stagione andasse bene, anche se qualche punto poteva anche cambiarlo, come quello in cui Paciocco andava a giocare a baseball e vinceva il torneo di S. Francesco organizzato da alcuni suoi amici, oppure come quello in cui il coniglietto Alfio viaggia in autobus per seguire la trasferta della squadra di pallavolo del paese per giocare la coppa delle coppe.

Così inviò la sua serie alla rai e canale 5 le quali dissero che avrebbero valutato attentamente l’opera ed eventualmente sarebbe stato richiamato. Poi la inviò a varie altre reti e aspettò notizie.

Ripresosi, ritornò a giocare a tennis il giorno in cui sua zia aveva invitato lui e Agesto a mangiare le penne al pesto cileno, che avevano vinto due anni prima il premio come miglior piatto austro-sudamericano conferito dalla rivista ‘Maccheroni and more’ pubblicata nel giugno del 2018 a Costs, una città peruviana dell’est.

Mentre stava effettuando un recupero su una volée di rovescio che era atterrata all’incrocio delle righe a fondocampo sulla sua destra, e stava effettuando un rovescio bimane in top spin in pallonetto incrociato a scavalcare l’avversario che stava avanzando verso la rete, gli squillò il telefono. L’avversario riuscì a schiacciare la palla, ma Gianfranco tirò un passante di dritto a tutto braccio che lasciò completamente fermo Agesto, sorpreso, e andò a finire contro la fontanella che si trovava dietro di loro dove un iscritto al circolo stava riempiendo una bottiglia da bere mentre giocava.

Così Gianfranco rispose al telefono. Era Alfonso Aldestri che gli disse che la sua serie gli era piaciuta molto e aveva intenzione di investire su di essa.

‘In primo luogo, faremo un libro con quello che ha scritto, e poi una serie tratta dal libro’.

‘Ok, ci sto’ rispose il ragazzo che stava al momento pensando se piazzare la risposta nel punto successivo verso il corridoio o incrociato.

‘Bene, allora vediamoci domani nel mio studio a Lanfrate in via delle camicie a quadri numero 18.’

Quella partita finì 6-7 6-7 7-6 7-6 2-2 con i due stanchi che non vedevano l’ora di andare a mangiare dalla zia di Gianfranco.

Il giorno dopo lui si vestì di tutto punto e dopo aver preso il treno si recò all’appuntamento dove un uomo in giacca lo aspettava qualche minuto dopo che lui era arrivato.

La segretaria lo fece accomodare nella sala d’aspetto mentre il signor Aldestri, disse, stava parlando con un mangiatore di fuoco che cercava una sponsorizzazione per una sua partecipazione al programma ‘La corrida paesana’ condotta da Pupo e Mastrota.

Finito il colloquio, poté’ finalmente entrare nell’ufficio di Aldestri e con lui discusse i dettagli della pubblicazione del libro. Ci fu una indecisione sul titolo in quanto lui voleva chiamare il suo composto ‘Paciocco e il regno tenero degli orsetti’, mentre l’altro voleva chiamarlo ‘L’orsetto Paciocco salva il mondo incantato della reginetta Adeste’, ma alla fine si misero d’accordo e decisero che l’avrebbero scelto dopo.

Dopo aver discusso della bellezza e originalità della sua opera che metteva in evidenza le problematiche della società sempre più soggiogata da personaggi che detengono il potere cercando di impoverire e osteggiare la povera gente, dopo aver parlato di come l’opera abbia dei protagonisti con caratteri molto ben delineati e di come il libro fosse scritto bene tanto che soltanto nel libro ‘Il canguro e il pescecane’ di Alfredo Castiglietti aveva ritrovato una simile successione e sapiente uso di subordinate concessive e coordinate paratattiche, Aldestri iniziò a parlare di come nel mondo dell’editoria ci siano difficoltà e che dunque dovevano chiedergli un aiuto in denaro.

Gianfranco gli chiese di quanto si trattasse e lui rispose: ‘4000 euro e le diamo anche la possibilità di comprare 200 copie del suo libro che costerà 18 euro con lo sconto del 15%.’

Gianfranco pensò ‘è un affarone, considerato il successo che questo scritto potrà darmi.’

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