La sfera magica

«Può essere solo là dentro» esclama Kara, e so che ha ragione. Asha annuisce mentre fissa l’enorme cancello d’ebano.

«Abbiamo cercato ovunque. La sfera magica si trova oltre il cancello» aggiunge Kara.

Passa qualche secondo mentre penso a un modo per superare l’ostacolo che abbiamo davanti, ma è Asha a rompere il silenzio: «Vado io, so come fare ora.» Io e Kara guardiamo la nostra sorellina con preoccupazione e ammirazione al tempo stesso: non è la prima volta che cerca di passare oltre il cancello. Nessuno di noi tre lo ha mai aperto.

Ma Asha è determinata: flette i muscoli e con un balzo riesce ad arrampicarsi fino a quella che sembra una leva, e ad azionarla. Il cancello si apre con un sinistro cigolio, ma la nostra missione è solo all’inizio. «Dobbiamo essere cauti: non conosciamo bene questo posto. E fate attenzione ai Bianchi Guardiani.» Già, i Bianchi Guardiani, penso io. Diverse volte ho incrociato il loro cammino. Entriamo nel salone e superiamo quelle che sappiamo essere imponenti fontane di ceramica, al momento inattive, mentre alte pareti di un azzurro vivace ci circondano. «Dobbiamo essere sicuri che la sfera sia davvero in questo posto e dobbiamo fare in fretta. Asha, trova un punto di osservazione.» Kara è perentoria, sente la vittoria vicina. Asha alza lo sguardo e studia una lunga colonna di vetro: «Lassù» esclama. Non faccio in tempo a fermarla, preoccupato dall’altezza della colonna, che mia sorella si lancia in una serie di balzi sorprendenti fino ad arrivare in cima alla costruzione di vetro. «La vedo!» e i suoi occhi sono pieni di gioia, ma la sua espressione muta in un attimo. «È sorvegliata da tre Bianchi Guardiani…» aggiunge, sconfortata.

Tre Bianchi Guardiani.  Non ne avevamo mai affrontati tre insieme. Incrocio lo sguardo di Kara e sono colpito dalla sua fierezza: «Logan, li attacchiamo. Asha, quando la sfera è libera la afferri e scappi. Pensa solo alla sfera, non guardarti indietro.» Kara non aspetta risposta da parte di nessuno di noi due e si lancia contro i Guardiani e io la seguo, animato dal coraggio che sempre mia sorella è capace di infondermi. Due di loro sono scagliati a terra mentre io mi occupo del terzo, dando vita a una feroce lotta corpo a corpo. Dopo qualche istante vedo la carcassa di un Guardiano scaraventato contro la parete, a brandelli, e noto Kara che si sta accanendo contro l’altro. La sfera è a pochi metri da me e un’ombra all’improvviso la copre: Asha la afferra e riesce a lanciarla al fondo del salone e poi oltre il cancello.

Lancio un’occhiata a Kara: sorride, soddisfatta. Colpisco un’ultima volta il Guardiano con violenza, squarciando la sua candida armatura con un solo fendente, e fuggo affiancato da mia sorella oltre il confine segnato dal pesante cancello. Guardo negli occhi le mie sorelle: stanche e ansimanti, coi segni della battaglia sul corpo, ma consapevoli della vittoria.  La sfera magica è davanti a noi, un globo colorato importantissimo per…

«Cosa cavolo avete combinato?!» La voce arriva dalle nostre spalle. Presi dalla trionfante vittoria non ci siamo accorti del ritorno degli Umani. «Cosa facevate in bagno?! Avete distrutto tutta la carta igienica!» L’umana sembra arrabbiata, ma non si arrabbia mai davvero con noi tre.

«Dai Amore, sono gatti, stavano giocando!» esclama l’umano, mentre ci guarda con affetto.

«Volevate prendere la pallina? Devo averla lasciata in bagno…» L’umano afferra la sfera magica. Io e le mie sorelle la fissiamo: deve essere nuovamente nostra. L’umano lancia la sfera in un altro salone, e noi ci lanciamo all’inseguimento.

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Discussioni

  1. La gattara che è in me ha fatto le fusa per tutta la lettura 😀 Sarà perchè la mia famiglia è composta da due umani e due felini, ma non ho avuto dubbi sull’identità dei protagonisti fin dalle prime righe. Mi piace la tua abilità nello spaziare, penso sia giusto dirigere la propria fantasia dove ella stessa decide piuttosto che fermarsi ad un solo genere letterario.

    1. Come avrai immaginato mi sono ispirato a vicende domestiche, avendo 3 gatti 😁
      Mi sono divertito molto a scriverlo e sono lieto che ti sia piaciuto!
      Spaziare tra vari generi è sicuramente uno dei miei obiettivi

  2. Simpaticissimo questo racconto! Avevo dei sospetti all’inizio, solo perchè ormai sono abituato ad aspettarmi un colpo di scena finale nei tuoi racconti. Come Asha si è avventata sulla maniglia e di come parlarvi delle altezze ho pensato ci fosse qualcosa di strano, folletti o robe del genere. Mi hai comunque piacevolmente sorpreso alla fine perchè non avevo minimamente preso in considerazione tre gattini. Complimenti!

  3. Bello! E che dire… bravo! Si nota già una notevole cura nell’insieme.

    La tua è una vena originale, visionaria, molto genuina e di certo non comune.

    Un Tim Burton del racconto breve.

    Ora, che parlo a fare se non la dico tutta a costo di diventare antipatico? Secondo me un gioiellino così me lo dovevi portare fino in fondo. D’accordo,
    simpatica la sorpresa finale e ben riuscita ma… sai che quando ho letto “i tre bianchi guardiani” ho provato un brivido?

    Da pensarci su, Stefano.

    Poi magari troviamo uno spazio qui su EdOpen dove aprire un circolo esclusivo, quello dei visionari oltre ogni limite.
    Magari troveremo un nome adatto.

    Complimenti.

  4. Nel leggere le tue storie ormai mi aspetto sempre un colpo di scena finale, ma questo non l’avrei proprio potuto prevedere, nemmeno lontanamente 😂
    Un racconto simpatico ed originale, bravo!