La spazzola d’argento
Serie: The Nightmare Keepers
- Episodio 1: Quel sogno
- Episodio 2: Tra le cornici
- Episodio 3: Una tazza di caffè
- Episodio 4: La bambina in abito bianco
- Episodio 5: Barney
- Episodio 6: Il bicchiere rotto
- Episodio 7: Quelli che vegliano (e quelli che sbagliano)
- Episodio 8: Lʼaltra normalità
- Episodio 9: I portati via dalla Luna Rossa
- Episodio 10: Buonanotte, Alberto
- Episodio 1: La spazzola d’argento
STAGIONE 1
STAGIONE 2
La spazzola d’argento scivolava con calma tra i capelli dorati, districando delicatamente i ricci aggrovigliati. Il manico, incastonato di rubini, brillava nella penombra, riflettendo le lingue di fuoco dei ceppi che crepitavano nel camino. Il silenzio sospeso era interrotto da una melodia monotona appena percettibile, canticchiata da una voce infantile. Un altro movimento della mano e la spazzola, tremando leggermente, si fermò a mezz’aria, ammirando il lavoro compiuto.
Dopo aver tolto dai denti alcuni capelli rimasti incastrati, la mano ripose la spazzola in uno scrigno rivestito di velluto verde.
«Fiocco» si udì immediatamente un ordine.
El, che stava in piedi a capo chino nell’ombra delle alte colonne, si avvicinò silenziosamente alla profonda poltrona dallo schienale alto e posò un fiocco rosa nella mano tesa. Riunendo alcune ciocche dorate, la mano vi fissò con cura il fiocco.
«Così va meglio» risuonò di nuovo la voce. «Ti fa ancora male?» chiese alla proprietaria dei ricci ribelli.
«Sì» singhiozzò la bambina. «Puoi abbracciarmi?»
«Certo, tesoro mio» rispose la voce.
La minuta figura di un ragazzo di dodici anni si alzò dalla poltrona e si avvicinò al camino. Tra le mani tese reggeva la testa mozzata di una bambina, con un occhio mancante e brandelli di pelle che pendevano dalla guancia.
«Tovagliolo» ordinò il ragazzo.
El si precipitò verso il tavolo da pranzo poco distante. Afferrato il primo tovagliolo che trovò, lo porse al ragazzo.
«Andrà bene» rispose lui e coprì con il tessuto la metà sfigurata del volto della bambina.
Lei singhiozzò piano e guardò il ragazzo.
«Ora raccontami cos’è successo.»
«L’abbiamo trovata…» iniziò El.
Il ragazzo la interruppe freddamente: «La tua versione non mi interessa minimamente. Racconta tu, non avere paura».
«Il viso» cominciò la testa. «Me lo sono fatta da sola. Lei non aveva paura, capisci? E io non riuscivo a sentire la sua paura. Anzi, no. Non è così. C’era molta paura, ma nessuna apparteneva a lei.»
Il ragazzo si accigliò.
«Continua.»
«Volevo impressionarti, capisci? Dopo cento anni trascorsi nella biblioteca degli orrori umani, ero pronta a tutto. Avevo provato così tante volte. Ieri mi è venuta voglia di fare una passeggiata, di osservare ancora una volta le persone prima dell’esame. Mentre tornavo a casa, l’ho visto. Una libreria con una vetrina poco illuminata. Una porta di legno cigolante, il vento che lanciava pezzi di giornale dietro alle auto in corsa. E la nebbia. Quel pigro cretino leccava un lampione in piena vista.»
«E poi?»
«Lei era sulla soglia. Pelle pallida, sguardo assente, maniche che continuava a tirare. Sembrava uscita dalle pagine del manuale su cui avevo studiato negli ultimi anni. Volevo perdermi nella sua malinconia, toccare con dita gelide il suo cuore appena pulsante e farlo a pezzi con la paura. Tutto secondo il copione, come mi avevi insegnato.»
«Non ti ho insegnato la disobbedienza» rispose freddamente il ragazzo.
«Come potevo sapere che non era come tutti gli altri?» strillò la bambina. «Come potevo sapere che aveva un Custode?»
Le mani del ragazzo strinsero involontariamente con forza la testa del mostro sfigurato.
«Mi fai male» squittì la bambina. «Mi fai male, papà, tanto male. Puniscila, papà. Puniscili tutti.»
Le urla si trasformarono in una risata isterica.
Kai, che aveva osservato tutta la scena in silenzio, iniziò lentamente ad arretrare verso l’uscita.
«Fermo» ringhiò il ragazzo, facendo un cenno verso El. «Tu. Prendila e portala ai Creatori degli Incubi. E tu» si rivolse a Kai, «vieni con me. Subito».
La ragazza prese con cura la testa dalle sue mani.
«Andrà tutto bene, amore mio» sussurrò lui ai ricci chiari, sfiorando con le labbra la guancia rimasta intatta.
Senza alzare lo sguardo, El uscì dalla sala.
«Un Custode» ripeté pensieroso il ragazzo. «Chi era esattamente?»
«Non lo sappiamo» rispose Kai. «Nella libreria, oltre alle tracce di vostra figlia e di quella ragazza, c’erano peli di cane.»
«Peli di cane» ripeté il ragazzo. «E naturalmente non avete scoperto nulla sulla ragazza?»
«No. Ho ritenuto prioritario riportare a casa vostra figlia. Le sue condizioni erano critiche.»
«Hai fatto bene» mormorò il ragazzo, immerso nei suoi pensieri.
I suoi occhi scuri e profondissimi, incorniciati da folte ciglia, osservavano le fiamme danzanti nel camino. Il fuoco, vivace un attimo prima, incrociò lo sguardo del ragazzo e, tremando, si nascose tra le braci ardenti.
Il ragazzo sorrise.
«Vai a prendere El. Tornate in città e scoprite di più su quella ragazza.»
«E il Custode?»
«Non è lui il personaggio chiave. Non appena sapremo cosa rende così speciale questa persona, la questione del Custode si risolverà da sola. Ah, e di’ ai Creatori degli Incubi di chiamarmi non appena Lea si sentirà meglio.»
«Io» esitò Kai, «avrei bisogno di cambiare corpo. Altrimenti questo non tornerà più alla sua vita normale» disse, dandosi una pacca sulla guancia.
«Pensi davvero che mi interessi se un comune essere umano vivrà o morirà, quando è in gioco la salute di mia figlia?»
«Ma siete stato voi a dire che…»
«Prendi El e sparisci all’inferno nel mondo degli umani. È chiaro o devo ripeterlo?»
Kai si precipitò fuori dalla sala, accompagnato dal suono del fuoco che ridacchiava tra i ceppi.
Dietro la porta si imbatté nella sua amica, seduta sconsolata contro il muro.
«Ho sentito tutto» annuì lei. «Che peccato, davvero. Mi piaceva quel corpo.»
«Come sta Lea?» chiese il ragazzo, sistemando sul naso gli occhiali dalla montatura in corno.
«Delira. Prima piange, poi ride. Dice che distruggerà la città per quello che le è successo. Poi chiama papà e giura che sarà una bambina obbediente. Ha parlato di quella ragazza della libreria. L’ho trovata, l’ho trovata. Anzi, probabilmente è stata lei a trovare te» ridacchiò El.
«Se un giorno prenderà il posto di suo padre»
«Non lo prenderà.»
«Quanto è bello sapere che gli incubi non muoiono mai» sospirò Kai con sollievo.
La coppia scomparve rapidamente dietro l’ennesima curva del corridoio.
Serie: The Nightmare Keepers
- Episodio 1: La spazzola d’argento
Ciao Karina, ti confesso che questo capitolo mi ha conquistato. Ha qualcosa di magnetico e riesce a essere elegante e disturbante allo stesso tempo, trascinandomi in un’atmosfera da cui è difficile staccarsi.
Le immagini restano impresse, il ritmo tiene viva la curiosità e, arrivati alla fine, l’unica reazione possibile è caspettare il prossimo capitolo.