La stella Tarass

Serie: Storie per bambini


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: L'amore di una mamma non conta il sacrificio. Questo permise ai panda di meritare i loro colori.

Tarass era una stella. E come tutte le stelle, era incantevole e luminosa. Ma, ahimè, anche molto, molto disordinata. A Tarass piaceva scendere sulla terra a giocare. Poi arrivavano le prime luci dell’alba e sua madre, la luna, la richiamava in cielo.

– Tarass! È tardi! Torna a casa dalle tue sorelle – diceva la luna.

Tarass obbediva, però ecco che dietro di sé, lasciava il caos. Gli alberi della foresta pluviale tutti spettinati, i ghiacciai del polo nord fatti a pezzetti, le dune del deserto sparse un po’ qua è un po’ là e gli oceani sottosopra. Stelline così birbanti, non erano mai esistite!

Una notte, mentre le sue sorelle erano impegnate a brillare nel cielo più profondo, Tarass scese su un campo erboso a rincorrere il vento. Questo, che dapprima accarezzava pacificamente l’erba, ora soffiava impazzito. Poggiate lì, c’erano anche delle balle di fieno, grandi e rotonde. A guardarle in quel momento però, sembravano cavalli selvaggi, che scalciavano e impennavano. 

SPAFF! SPAFF! Facevano, mentre spargevano  paglia dappertutto. Che confusione! Che caos! Pensate che Tarass si fermò? No. La stellina era incontenibile e presa dal suo frenetico gioco, non si accorse che il sole stava per albeggiare.

La luna l’avvertì: – Metti in ordine, Tarass! La notte è agli sgoccioli-.

“Ho ancora tempo”, pensò invece la stellina. Ma ecco, il sole si alzò, la notte si dileguò, la luna con le altre stelle svanirono, e Tarass fu trasformata in un fiore.

La non-piú-stella pianse disperata e la sua testa gialla ondeggiava di qua e di là.

Una piccola ape operaia, che di buon ora, tutte le mattine, girava di fiore in fiore, la notò subito.

– Perché piangi? – le chiese l’ape. – Non ho mai visto un fiore più bello di te. –

I petali di Tarass vibrarono dallo scontento.

– Voglio tornare nel cielo! Qui mi sento sola. –

– Guardati bene attorno, fiorellino – replicò l’ape. – Ci sono così tanti fiori che non si riesce neppure a contarli. –

Tarass spalancò gli occhietti: era vero! Il campo che aveva messo a soqquadro quella notte, si era trasformato in una distesa puntellata da mille colori, rallegrati dai caldi raggi del sole. Fiori di tutti i tipi erano in bella mostra. Di tutte le forme e di tutte le lunghezze. Con i petali a cuore, con i petali a goccia, ad imbuto e a campana.

In quel momento, il fiore Tarass comprese che osservare e anche un modo per imparare. Le radici che lo tenevano ben saldo al terreno, gli davano sicurezza.

“Non è così male, essere un fiore” pensò.

Sì, a Tarass piaceva essere fiore molto più che essere stella, ma la notte aveva comunque nostalgia di casa.

– Permettimi di volare – pregò alla madre luna, – in questo modo potrò salutare te e le mie sorelle. –

La luna, che era tanto buona, esaudì il suo desiderio e trovò per lui un rimedio. I fiori del campo furono presi da grande meraviglia quando videro i petali di Tarass trasformarsi in delicati piumini, aggrapparsi alla prima brezza leggera e volare su nel cielo. Rimasero senza fiato! Per tutti, Tarass divenne Tarassaco, il fiore che porta i desideri alla luna. 

Serie: Storie per bambini


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ho letto i primi quattro racconti della tua serie. Sono storie semplici ma molto ben scritte, adatte ai bambini. Mi ricordano molto le storie di Rodari. Mi piace come hai spaziato dai racconti sulla realtà vista con gli occhi dei bambini ad altri che richiamano i miti. Leggerò a breve anche gli altri racconti.

    1. Sono entusiasta del fatto che i miei lavori possano evocare anche solo lontanamente lo stile di uno scrittore così unico qual è appunto Gianni Rodari. Ho uno scaffale della mia libreria dedicato a lui e le sue storie sono quelle che preferisco leggere a mia figlia. Perciò ti ringrazio infinitamente per il tuo complimento AF.

  2. Adoro il tarassaco: le sue foglie quando sono tenere, lessate e condite con olio e limone. Mi piace il giallo intenso del suo fiore. I bocciolini ancora chiusi possono essere messi sottaceto come i capperi. I soffioni sono meravigliosi da guardare, mentre soffiandoli si puo` esprimere un desiderio.
    E mi piace questo racconto, che farebbe impazzire di gioia i bambini, se venisse letto o interpretato in una recita scolastica.

    1. Davvero mi riempie di gioia questa tua considerazione.
      Luisa condividi con mia figlia la stessa passione per l’umile fiore Tarassaco. È per lei infatti che è nata questa storia.

  3. Favole bellissime, degne di essere stampate con inchiostro seppia su carta antica, arginata da pelle di vitello brunita e legata con cura da filo di cotone grezzo. Storie da leggere piano, al limitar del buio, ad un bimbo in attesa di un bel sogno.

  4. È una vera gioia leggerti. Mi ritrovo a commuovermi per la stellina, mi ritrovo a pensare a quando soffiavo su quei delicati piumini esprimendo desideri e mi convinco sempre di più che ciò che scrivi in realtà fa parte di un meraviglioso dipinto, enorme e coloratissimo. Io non trovo altre parole è semplicemente pura estasi. Grazie mille Rita.

    1. Grazie a te Emiliano per le gentilissime parole che hai scritto. Di fronte ad un testo che evoca ricordi d’infanzia ci ritroviamo tutti uguali: adulti che hanno smesso di guardare il cielo, adulti che hanno smesso di sognare.

  5. Ho letto queste righe come un pioniere del lontano Ovest setacciava le acque dei torrenti.

    Ed ecco tra le prime pietruzze un primo lampo di giallo. Poi un altro, e un altro ancora.

    Tutto è d’oro, in questa bellissima favola: la Luna, le magnifiche Api, il Sole. E la sensibilità, il tatto, la sapienza di questa autrice, che ci regala puntualmente una polvere di stelle. La sua è una bravura di raro stampo, da scoprire: nobile come il più nobile dei metalli.

    Oro, oro, oro: come le parole dell’indimenticabile Mango.

    1. Un pioniere del lontano Ovest non riuscirebbe ad esprimersi con la tua maestria. Credo di non meritare tutti questi elogi, ma sono contenta di aver conquistato un lettore così prezioso. Grazie mille Robért.