La strada per la salvezza
Serie: L’isola
- Episodio 1: Il rumore nella notte
- Episodio 2: Alla porta
- Episodio 3: La strada per la salvezza
- Episodio 4: L’acqua e l’oscurità
- Episodio 5: Il ritorno
STAGIONE 1
Il sentiero è stretto, sconnesso, pieno di radici e rocce. L’auto sobbalza, le ruote slittano sulla ghiaia.
Io continuo a guardare dietro.
Le figure non ci stanno seguendo.
Ma la sensazione di pericolo non passa.
Poi succede.
Il mondo cambia.
Il cielo si oscura. Il sole scompare dietro un velo di nuvole nere, dense, quasi innaturali.
Il vento si alza di colpo, portando con sé un suono.
Un sussurro.
Le parole non sono chiare, ma sono ovunque.
Attorno a noi. Sopra di noi. Dentro di noi.
«Non dovete essere qui.»
Tu stringi il volante, il viso teso, il respiro affannoso.
«Continua a guidare» dico, la voce ridotta a un sussurro.
Tu annuisci, ma lo sento anche io.
Lo sappiamo entrambi.
Non vogliono lasciarci andare.
La strada curva bruscamente, un tornante stretto con la vegetazione che si chiude intorno a noi.
Le ruote scivolano sulla ghiaia. L’auto ondeggia per un secondo, poi ritrova l’aderenza.
«Dobbiamo stare attenti» dici.
Ma io sto guardando fuori dal finestrino.
E vedo qualcosa che mi fa fermare il cuore.
Lungo il bordo della strada, tra gli alberi, ci sono volti.
Volti bianchi, scolpiti nel buio.
Occhi spalancati, vuoti.
Menti inclinate in un angolo innaturale.
Corpi fermi, immobili, che ci guardano passare.
Una processione di spettri.
«Andrea…»
«Lo so.»
Stringo le mani sulle ginocchia, le unghie che affondano nella pelle.
Il sentiero continua a snodarsi in mezzo alla foresta, e loro sono ovunque.
Fermi.
In attesa.
Poi vediamo l’uscita.
La strada si apre, la foresta si dirada. In lontananza, il piccolo molo dove abbiamo lasciato la barca.
La salvezza.
Ma qualcosa non va.
Tu freni di colpo.
Un cigolio metallico.
Un vuoto.
Il ponte.
Il piccolo ponte di legno che collega il sentiero al molo è… crollato.
O meglio, è stato distrutto.
Le assi sono spezzate, i pali inclinati nel fango.
Il passaggio è interrotto.
Il nostro cuore affonda.
«No, no, no…» mormori, tirando pugni sul volante.
Io stringo il volto tra le mani.
Non c’è un’altra strada.
Dobbiamo tornare indietro.
Ma lo sappiamo entrambi.
Loro ci stanno aspettando.
Il vento si alza di nuovo.
Freddo.
Portando con sé qualcosa.
Una voce.
La stessa di ieri notte.
La stessa che abbiamo sentito sussurrare alla porta.
«Non potete scappare.»
Un’ombra si muove tra gli alberi.
Poi un’altra.
E un’altra ancora.
Le figure stanno uscendo dalla foresta.
Non camminano.
Scivolano.
I loro corpi non si muovono come dovrebbero.
Come se il tempo stesso non li toccasse.
Ci accerchiano.
Tu guardi la strada dietro.
«Se torniamo indietro, ci prendono.»
Io guardo il ponte.
L’acqua sotto è scura, torbida, agitata.
Un salto nel vuoto.
Forse l’unica possibilità.
«Possiamo saltare» dico.
Tu mi guardi, gli occhi pieni di paura.
«È troppo alto.»
«Meglio che restare qui.»
Le figure sono più vicine.
Io apro la portiera.
«Rossella, no!»
Ma io corro.
Corro verso il bordo del ponte spezzato.
Tu mi segui, maledicendomi.
Dietro di noi, le voci si alzano.
Risate.
Risate spezzate, distorte.
«Siete nostri.»
Chiudo gli occhi.
E salto.
Serie: L’isola
- Episodio 1: Il rumore nella notte
- Episodio 2: Alla porta
- Episodio 3: La strada per la salvezza
- Episodio 4: L’acqua e l’oscurità
- Episodio 5: Il ritorno
Scrittura magistrale Rocco, respect.
Sarebbe una sceneggiatura stupenda per un film che farebbe rizzare i capelli ma dovresti essere tu il regista per trasmettere la stessa intensità che sei riuscito a creare nel racconto. Notevole, davvero!
Molto coinvolgente, ben scritto. Una scena in pieno stile Hitchcock, se posso permettermi. Ho proprio sentito, sotto di me, un’auto americana anni ’70, larga, bassa e con le sospensioni molli, che avanzava veloce ma soffrendo su quello sterrato, sbandando sulle curve. E ho immaginato l’acqua torbida e fredda del lago. Complimenti.
Ciao Giancarlo. Hai proprio ragione. Non avevo pensato al vecchio Hitch.
“Le figure stanno uscendo dalla foresta.Non camminano.Scivolano.”
Il senso del terrore e della paura!
Molto efficace il taglio dato al racconto. Complimenti Rocco 👏👏
“Menti inclinate in un angolo innaturale.”
Un’immagine efficacissima per un testo che lo è altrettanto. Spaventoso per chi lo legge, mentre siamo tutti sul bordo di quel baratro. Bravissimo
Un incubo a tutti gli effetti!
Wow, ri-wow, worowow!