La Strega del bosco

Serie: Nonnina e Bambina mia

  • Episodio 1: La Strega del bosco

L’anziana donna che viveva nella casupola del bosco avvertì un brivido di fredda disperazione nel vento e s’incamminò verso la cascata, come se fosse guidata da una mano invisibile, quando il vento le portò un rumore conosciuto affrettò allarmata il passo e raggiunse rapida il punto in cui giaceva la neonata urlante.

« Povera piccina, perché sei qui tutta sola?»

Disse con tono dolce per calmare la creaturina che si dimenava sulla pietra, mentre la avvolgeva nel telo per cullarla si accorse che era ancora collegata alla fonte che l’aveva nutrita nel grembo.

« Sei stata forse partorita dal bosco? Non oso pensare che esista una donna che potrebbe abbandonare così il frutto del suo grembo, senza nemmeno avvolgerlo nel tiepido abbraccio di questa calda seppur rozza e logora tela.»

Come a risponderle la neonata aprì gli occhi e la fissò facendo cessare il suo pianto. La donna restò ammutolita quando vide quelle piccole iridi del colore delle violette e uno sguardo che conosceva già i male del mondo fissi su di lei in un misto di supplica e certezza. L’anziana capì che quella bambina era destinata a lei, in quella giovane vita vi era molto di più di ciò che l’occhio umano poteva scorgere, quindi la raccolse e la portò via con sé.

Non le diede un nome perché doveva sceglierlo da sola nel momento in cui avesse deciso di dedicarsi all’antica Arte della stregoneria o di cercare la sua fortuna nel Villaggio all’ombra un uomo. Nel frattempo sarebbe stata semplicemente Bambina mia.

Dieci inverni passarono veloci come un temporale estivo e l’anziana donna crebbe con amore e dedizione Bambina mia che con affetto la chiamava Nonnina. La vita scorreva e il Villaggio si era abituato alla loro presenza, tanto che non era strano vedere gli abitanti addentrarsi nel bosco alla ricerca di un rimedio per i malanni che come sempre abbondano tra le povere genti.

Bambina mia era molto intelligente e crescendo permetteva di diventare una giovane molto desiderata, ma il suo destino non prevedeva il matrimonio, chi mai avrebbe accettato di sposare una figlia del bosco?

Nonnina cominciava a sentire il peso dell’età che avanzava quindi, dopo lunga riflessione, decise di cominciare a tramandare le sue conoscenze a Bambina mia, semplicemente e con amore come erano state tramandate a lei.

A cena l’anziana donna decise di accennare l’argomento alla fanciulla, ma come sempre gli occhi della bimba sembravano leggerle nell’anima e Bambina mia la sorprese con una domanda tanto ingenua quanto pericolosa.

«Nonnina ho sentito un bambino del Villaggio dare del codardo a un altro perché non aveva avuto il coraggio di toccare la nostra porta; ha detto che in questa casa vive la strega del bosco colei che può decidere tra la vita e la morte con un solo tocco. Sono certa che qui viviamo solo noi… E io certo non ho di quei poteri, sei forse tu la strega del bosco?»

L’anziana signora si portò la mano alla gola avvertendo la stretta del cappio che le aveva tolto il respiro molto tempo prima, quando ancora il suo nome era sussurrato tra la gente del paese con invidia e timore, quando ancora era Selene la bella e amata figlia della guaritrice del Villaggio. La sua bellezza aveva acceso il desiderio degli uomini e tra tutti era il figlio del capo del villaggio ad averla chiesta in sposa e lei piena d’amore aveva accettato la proposta, ciò non era piaciuto né alla madre del ragazzo né agli altri uomini che la volevano per sé. Nella notte venne strappata dal suo letto e sua madre venne bruciata insieme alla sua casa e alle sue erbe che avevano sempre portato sollievo a chi soffriva nel Villaggio. Le stracciarono le vesti e la rinchiusero nel pozzo al centro della piazza, mandarono lontano il suo amato a imparare l’arte della guerra in modo che fosse completamente sola. Venne condannata senza processo e decisero d’impiccarla a un ramo della grande quercia che cresceva al limitare della piazza, le misero il cappio intorno al collo e iniziarono a sollevare il suo corpo con l’intento di farla soffocare lentamente e dolorosamente, ma quando il respiro stava venendole meno sentì un forte schiocco e il grosso ramo su volevano legarla si ruppe travolgendo i suoi aguzzini. Quando i suoi piedi toccarono terra scappò veloce come un cerbiatto nel fitto del bosco e lì rimase protetta dalla memoria del terrore che la sua mancata esecuzione aveva lasciato negli abitanti del Villaggio.

«…Nonnina?»

La voce della bimba strappò la donna ai suoi ricordi.

«Bambina mia ora ti insegnerò una grande verità, gli uomini credono di essere indispensabili alle donne e il sapere che qui protette dalle fronde del bosco vivono due donne sole a cui nulla manca li fa sentire impotenti e questa sensazione a loro proprio non piace. Per questo preferiscono credere che se una donna riesce a cavarsela bene da sola è perché venduto al sua anima al demonio e quindi è una sua protetta, in definitiva gli piace pensare che sia sempre un essere maschile, seppur non umano, perché ciò li rassicura sul fatto che le donne siano inferiori a loro.”

«Questo però non risponde alla mia domanda, sei tu la strega del bosco?» Chiese la bambina con il bel visino imbronciato.

«Non sono una strega o meglio non sono ciò che loro intendono, non ho mai strappato un’anima alla vita e non ho alcun potere sul destino delle persone. Ascolto i sussurri del bosco e seguo gli insegnamenti delle anime antiche che qui dimorano, conosco il potere delle piante e le parole segrete per attivare la loro energia, ma bada bene Bambina mia non ho nessun padrone e nessun demone che reclami la mia attenzione nelle notti magiche. Le mie mani possono alleviare le sofferenze delle donne sole e abbandonate aiutandole a liberarsi del seme maligno dell’uomo, ma solo prima che un’anima decida di abitarvi. Mai ho piegato il volere di un uomo con fetidi filtri d’amore e mai ho agito con il fiele per separare un amato dalla sua amante. Le mie conoscenze hanno sempre e solo portato sollievo ai dolori terreni dell’uomo, ma al Villaggio hanno la memoria corta e ricordano solo le anime che non era possibile trattenere nel loro corpo mortale”

La bambina ci pensò un po’ e poi con la sua voce squillante e allegra disse: «Quindi sei tu la strega del bosco, solo che non sei una strega cattiva ma buona. Domani andrò al Villaggio e cercherò quei bambini per dirglielo.»

«NO!» Urlò l’anziana «Mai nemmeno sotto tortura dovrai dire di conoscere una strega, altrimenti morirete entrambe a causa della stupidità degli uomini. Ricorda mai deve uscire dalle tua labbra quella parola, soprattutto al villaggio.»

Bambina mia la guardò ferita e confusa ma fece un cenno d’assenso con la testa e finì silenziosamente la sua cena.

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Discussioni

  1. Ciao Lily, sono felicissima che tu abbia deciso di scrivere questa serie! 😀
    Se le premesse mi hanno appassionata, questo primo episodio mi ha conquistata definitivamente. Sarà per la solidarietà che provo per tutte le “streghe” (o presunte tali per ignoranza) ma non vedo l’ora di leggere il seguito.

    1. Sono felice che ti piaccia, avevo un po’ paura ad affrontare questo argomento in un racconto.