
La tana
Serie: L'imperatore dei Mari
- Episodio 1: Le Isole di confine
- Episodio 2: Gli Incappucciati
- Episodio 3: Sette Tempeste
- Episodio 4: La Grotta dei delfini
- Episodio 5: Apnea
- Episodio 6: Il Sottosuolo demoniaco
- Episodio 7: Il segreto di Zorak
- Episodio 8: Il cocchio
- Episodio 9: Tornado Sei
- Episodio 10: Il Giardino Celeste
- Episodio 1: Lezione numero uno
- Episodio 2: La sala della cultura
- Episodio 3: Questione di scelte
- Episodio 4: Un’inattesa convocazione
- Episodio 5: Il potere della mente
- Episodio 6: Le prime leghe
- Episodio 7: Giorno di paga
- Episodio 8: Il baule
- Episodio 9: Nessuna reticenza
- Episodio 10: Ordinarie liti familiari
- Episodio 1: Addio
- Episodio 2: Il mercato
- Episodio 3: Lork e Tarem
- Episodio 4: Fortj
- Episodio 5: La tana
- Episodio 6: Ahmullahja
- Episodio 7: Hiko
- Episodio 8: Assurdo
- Episodio 9: I patti vanno rispettati
- Episodio 10: Tornado Six
- Episodio 1: Una vita per una vita
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Lork e Tarem si fermarono. Un botto aveva attirato la loro attenzione, si voltarono verso l’uscita del tunnel e videro una nuvola di polvere svolazzare dopo che Sei era atterrato malamente.
«Fortj, aspetta!» Chiamò Tarem.
Il ragazzo e la sua accompagnatrice si voltarono, rallentando la corsa fino a distratti passi. Tornarono indietro e aiutarono i due. Lork schiaffeggiò Sei, il ragazzo non riusciva a rinvenire.
«Sarà morto?» Chiese Tarem
«Ma no, sciocchino,» disse la ragazza «non vedi che respira?»
«Prendiamolo per le braccia e le gambe e filiamocela veloci, non sappiamo se ci abbiano seguito.» Ordinò Fortj.
Il tunnel finiva la sua corsa in un cunicolo dalle pareti formate da rocce e radici. Fasci di luce attraversavano il tetto tramite appositi fori. Il quartetto, molto a rilento, trascinava il corpo nerboruto di Sei. Raggiunta l’altra estremità dovevano arrampicarsi su una scala a pioli, ciò rendeva più complicata la faccenda. Fortj fece segno ai due di aspettare lì con lo svenuto, mentre lui e la ragazza salirono fino in cima. Dopo alcuni minuti di attesa, un paio di funi scesero fino al pavimento. Lork e Tarem legarono Sei intorno alle spalle e sul busto, poi raggiunsero Fortj in cima alla scala. Con non poca fatica riuscirono a issare il ragazzo, spostarono un grosso macigno sull’imboccatura e trascinarono il ragazzo fino alla loro tana: una piccola casetta in legno nel bel mezzo del bosco. Il mobilio era scarno: un tavolo, quattro seggioline, e quattro letti. Sei fu scaraventato su un lettino: «Perché proprio sul mio?» Protestò Tarem.
Fortj si portò le mani davanti gli occhi, poi disse: «Si può sapere cosa ci facevate là?»
«Abbiamo accompagnato lui.»
«Stavamo aspettando che tornasse, magari ubriaco per derubarlo.»
«Bella mossa, complimenti.»
«Senti Fortj, ma che vuoi?» S’indispettì Lork.
«Non siamo mica fortunati come te.» Aggiunse Tarem.
«Mi avete salvato il culo, con la vostra sconsideratezza. Se non fosse stato per questo ragazzo, forse sarebbe finita male.» Fortj abbracciò la ragazza, che si sfogò con un leggero pianto.
«Ma di che stai parlando?» Chiese Lork, scambiandosi sguardi dubbiosi con Tarem.
Fortj e la ragazza raccontarono la faccenda della Locanda di Kal il rosso, poi il ragazzo chiese: «Ma chi è? Come lo avete conosciuto?»
Lork e Tarem stavano finendo di spiegare, quando Sei si mise seduto sul letto, massaggiandosi la fronte, esattamente nel punto che aveva colpito scivolando sull’ingresso del tunnel segreto.
«Come ti senti?» Cinguettò la ragazza.
«Bene, grazie», Sei si guardò intorno, «ma dove siamo?»
«Sei nella nostra tana. Io mi chiamo Fortj, piacere di conoscerti.»
«Il mio nome è Sei.» Disse il ragazzo afferrando la mano dell’altro.
«Ma che razza di nome è?» Chiese divertito Tarem.
«Gliel’ho chiesto pure io, ma ha fatto finta di non sentire.» Disse una voce.
I quattro ragazzi scattarono sul chi va là. Sei fece cenno a Lork di passargli la borsa appesa ai piedi del letto, poi disse: «Non è vero, ti ho raccontato tutta la mia storia, Jolly», disse il ragazzo tirando fuori la bandiera.
«Si, è vero, ma non vedo il motivo per cui…»
La frase fu interrotta dal grido all’unisono dei quattro ragazzi che caddero a terra e iniziarono a indietreggiare.
«Che cosa è?»
«Come fa a parlare?»
«Ma chi sei?»
«Mi sento svenire.»
«Non dovete avere paura, Jolly è innocuo.»
«Fammi arrabbiare, ragazzo. Vedremo poi chi è innocuo, inoltre smettila di chiamarmi Jolly, o utilizzi il nome completo o solo Roger. Non voglio ripetermi.»
«Non dategli peso, è solo un brontolone. Venite, ve lo mostro. Coraggio.»
Fortj adagiò la ragazza, che faceva finta di essere svenuta, sul pavimento, poi seguì Lork e Tarem.
«Toccatela.»
Tarem allungò la mano per primo; Jolly Roger fece scattare la mandibola nell’imitazione di un morso, facendo sobbalzare i tre e iniziando a ridere di gusto.
«Jolly…»
«Ho detto di non chiamarmi più così.»
«Solo se ti comporterai bene, intesi?»
«Poi sarei io il brontolone. E va bene, va bene, toccatemi pure, ma con moderazione, soffro il solletico.»
Fortj prese i lembi della bandiera e la stirò verso l’alto con occhi pieni di eccitazione, Lork era a bocca aperta, Tarem invece guardava di sottecchi Sei, ancora seduto sul suo letto. La ragazza dal fondo della stanza, osservava la scena con un occhio chiuso.
«Torniamo alle presentazioni?» Chiese Sei, riappropriandosi della sua bandiera.
«Io sono Lork, e lui è Tarem.»
La ragazza fece un piccolo lamento. Lork e Tarem alzarono gli occhi al cielo, Fortj invece, come se credesse ciecamente alla ragazza, la raggiunse aiutandola a rialzarsi e accertandosi che stesse bene.
«Lei è Dusel,» disse Fortj «la mia Dea.»
«Non ho mai sentito di una Dea con quel nome.»
«Perché non sono una Dea ordinaria, faccio parte di una nuova generazione.»
«In che senso?»
«Lei è la Dea della fortuna. Ovunque io vada, con lei al mio seguito, non mi può accadere nulla, perché la sua fortuna mi protegge.»
«Se non fosse stato per questo ragazzone, oggi le avreste prese di brutto, entrambi.»
«Hai ragione, bandiera. Ma grazie alla fortuna di Dusel, Sei era presente nel momento in cui ne avevamo di bisogno.»
«Non credo proprio che funzioni così. E non chiamarmi bandiera!»
«Credo che Roger abbia ragione. Sei una ragazza come tutti noi.»
«Voi non avete idea di ciò che dite.»
«Perché non facciamo una prova allora?»
«Che prova?»
«Torniamo lassù, insieme, io e tu. Passiamo un po’ di tempo tra la gente e vediamo che succede. In ogni modo ci sarò io a proteggerti.»
«Non voglio, Fortj. È troppo pericoloso.»
«Non ti preoccupare, Dusel. Se le cose si mettono male, tornerò il prima possibile.»
«Quindi è deciso?»
«A una condizione. Se io ho ragione tu mi cederai Jolly Roger.»
«Se invece vinco io, entrerai a far parte della mia ciurma, che ne pensi?»
«Ciurma? Ma quindi sei un pirata?» Chiese scandalizzata Dusel.
«Niente di tutto questo. Ma un giorno dominerò tutti i mari, sarò riconosciuto come l’Imperatore dei mari, e Fortj, sarà lì, al mio fianco.»
Gli occhi di Fortj brillarono di una particolare luce, mentre Lork e Tarem guardavano a bocca aperta, poi dissero insieme: «E noi?»
Serie: L'imperatore dei Mari
- Episodio 1: Addio
- Episodio 2: Il mercato
- Episodio 3: Lork e Tarem
- Episodio 4: Fortj
- Episodio 5: La tana
- Episodio 6: Ahmullahja
- Episodio 7: Hiko
- Episodio 8: Assurdo
- Episodio 9: I patti vanno rispettati
- Episodio 10: Tornado Six
Mi piacciono questi compagni di viaggio, staremo a vedere se Dusel è davvero un portafortuna