La teoria della Sirena

Serie: Arturo Piccolit - Detective Privato


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Piccolit si reca alla sede de “la Voce del Bosco” per parlare con Sibilla e corrompe un funzionario per farsi rivelare l’indirizzo della fata. Giunto alla casa della fatina scopre che la poveretta è stata vittima di un’aggressione da parte di un Imp sotto effetto di un potente steroideo: il Nettare

“Se corteggi una sirena, non lamentarti se ti ritrovi il costume pieno di sabbia.”
La frase preferita della Signora Piccolit, con cui era solita mettere in guardia il figlio dal fare cose sconsiderate, fu la prima cosa che venne in mente al detective appena  la sua ombra si proiettò sulla strada principale di Darking.
Sapeva benissimo che ogni lurida catapecchia, ogni vicolo tenebroso, perfino ogni cassonetto divelto, erano sotto la protezione del Guercio.
Metà degli imp che abitavano in quei tronchi d’alberi marcescenti erano sul libro paga del boss, l’altra metà era composta dai suoi parenti.
Per questo motivo Arturo Piccolit aveva sempre evitato di metterci piede.
Aveva sentito la “teoria della sirena” della madre talmente tante volte che ne aveva fatto una filosofia di vita.
Non l’aveva mai capita fino in fondo, alcuni termini gli erano perfino sconosciuti, ma era sufficiente il tono solenne con cui veniva enunciata per comprendere l’importante significato.
Per esempio non aveva idea di cosa diavolo fosse un costume, forse non lo sapeva nemmeno sua madre. 
Sulle sirene invece aveva trovato qualche informazione in più, un anziano gnomo che abitava nel suo quartiere gli aveva raccontato di esseri fantastici, per metà pesci e per metà umani.
Arturo trovava l’idea alquanto ridicola e fin troppo fantasiosa.
Di pesci ne aveva visti, ma aveva smesso di credere agli umani a 11 anni.
Però le sirene di cui parlava sua madre esistevano eccome, erano in ogni angolo, specialmente in una vecchia città corrotta come Little York.Il segreto era tenercisi ben alla larga. Ci era sempre riuscito bene, fino a quel momento.

“C’è un odore terribile. Qui a Darking devono essere scoppiati tutti i tombini” disse la fatina dai capelli rosa  al suo fianco.
“Questo odore È Draking. Gli imp hanno questo cattivo odore, è la cattiveria che ribolle nelle loro vene a causarlo. Se ce n’è solo uno è poco più che uno sgradevole sentore, ma quando sono tanti si percepisce chiaramente.”
“Dai, non dirmi che anche tu credi a queste idiozie. L’imp puzzolente e cattivo.”
“Cattivi lo sono veramente, non ho mai conosciuto popolo più violento e incline al crimine. Basta guardarli per capirlo” disse il detective passando vicino a un gruppo di demonietti appoggiati ai loro insetti luccicanti. Tutti  possedevano la dotazione completa del brutto ceffo: anelli d’oro sulle corna, sigarini di pessima qualità stretti tra gli artigli e sguardo truce colmo di disprezzo.
“Dove pensi che li abbiano presi quelli?”
“Se un imp possiede qualcosa non è detto che l’abbia rubato. Io credo che non ci siano popoli diversi, facciamo tutti parte del grande Popolo Fatato. Forse gli Imp si comportano così perché è esattamente ciò che ci si aspetta da loro.”
“Stammi a sentire, bambolina.” Disse il detective bloccandosi di colpo. “Tu puoi avere tutte le idee da farfallina amante dei fiori che vuoi. Ma ti conviene starmi attaccata alla punta del cappello, se non vuoi cacciarti in qualche pericolo.”
In pochi attimi e un frullio d’ali, Arturo si trovò a tu per tu con il bordo di una padella ammaccata.
“L’unica cosa pericolosa nei paraggi ce l’hai davanti al naso. Tu chiamami bambolina ancora una volta e lo proverai. Di nuovo. Se Darking ti fa così paura perché mai ci siamo venuti.”
“L’imp che è entrato in casa tua era sotto l’effetto del Nettare. Ma di una tipologia mai vista prima. C’è una nuova droga in giro. E io so chi può aiutarci” disse Arturo mentre si allontanava dal raggio d’azione della minaccia.
“Allora muoviti e non perdere tempo in discorsi senza senso. Portami da questo tizio. devo lasciargli il conto del  tappezziere.”
Arturo svoltò in un vicolo, tra un albero caduto e la riva del fiume stagnante che segnava la fine del quartiere.
Gli venne in mente di aggiungere un piccolo corollario alla teoria di sua madre: a volte a spingerti da una sirena è una sirena più grande.
“Che ci fate voi due qua?”
La rude richiesta era sbucata da una cavità del tronco, seguita da un’ombra scura e minacciosa.
“Sono un amico di Rordex.”
“Quell’idiota di Rordex non ha amici.”
Il demonietto fece un passo verso di loro. Era enorme. Completamente ricoperto da terribili segni tribali, sovrastava Arturo di una testa e mezzo. Era talmente grosso che pareva aver muscoli anche nelle ali.
“Siete sbirri?” continuò scrutandoli.
I suoi occhi erano di un rosso acceso e minaccioso, ma non aveva la stralunata furia dell’imp che era entrato in casa di Sibilla.
“Ti sembro forse uno sbirro?”
“Mi sembri uno che è capitato nel posto sbagliato.”
Il bestione estrasse dalle larghe tasche delle braghe una catenella argentata, che terminava con due punte scintillanti a pianta esagonale.
La
coda del Diavolo, l’arma preferita dai Demonietti. Quella si che era una grossa, grossissima sirena.
“Non siamo della polizia, siamo qui per aiutare gli imp e trovare chi distribuisce la nuova droga” Sibilla pronunciò quelle parole di botto. Come se sapesse di non aver abbastanza coraggio per pronunciarle più lentamente. Sembrò funzionare. Il Demonietto si arrestò.
Il detective decise che era il momento di intervenire, la sua socia aveva fatto anche troppo, lasciare la contrattazione con quel brutto ceffo in mano a una principiante era troppo rischioso.
“Sappiamo c’è un nuovo tipo di Nettare in giro, che fa impazzire gli imp e li spinge ad azioni sconsiderate.”
“E poi li uccide…” concluse il demonietto. “Li porta a una morte atroce dopo pochi giorni dalla sua assunzione.”
“Dobbiamo scoprire chi la mette in giro. Si fidi di noi signora sirena.”
Il volto dell’imp si scurì di nuovo, arricciandosi in una smorfia orribile e piena di zanne.
“Eh moscerino, se hai voglia di scherzare, non sono proprio dell’umore giusto.”
“Il mio amico è solo confuso. Non era mai stato prima d’ora a Darking. Non badi a quello che dice. La prego ci porti da Rordex.”
Il tipo parve ragionare sull’offerta per qualche secondo, poi ripose l’arma nelle tasche e si voltò.
“Seguitemi.”

Rordex era l’unico imp di cui Arturo si fidasse. Non tanto da  ritenerlo un individuo raccomandabile, ma a differenza dei suoi simili era in grado di esprimersi con concetti e non con urla e violenza.
Forse era quello il motivo che lo aveva fatto emergere in quel quartiere di bruti criminali.
Il detective si rivolgeva a lui quando aveva necessità di informazioni su qualche refurtiva. Niente veniva venduto o comprato a Little York senza che il miglior ricettatore di Darking non ci mettesse la coda.
Il demonietto li guidò verso lo scheletro di un vecchio castagno a mollo nel fiume, lunghi funghi violacei e muschio umido ricoprivano l’intera facciata. Davanti all’ingresso principale montavano la guardia altri due imp dall’aria bellicosa e poco socievole.
Nessuno disse una parola mentre superavano la soglia che li portò dentro un grande atrio scuro; il mobilio sembrava raffinato e scelto con cura, ma non era possibile dire molto di più, poiché tutto era avvolto da una umida oscurità.
Salirono le ampie scale fino a raggiungere un corridoio, immerso nel buio, ai lati si intuivano le sagome di numerose porte.
“Aspettate qua” disse loro il grosso imp, fermandosi davanti all’ultima porta. “Vado a sentire se Rordex può ricevervi.”
Appena la porta fu chiusa dietro le ali della loro guida, Sibilla assestò un vigoroso pugno sulla testa del compagno.
“Sirena?” sibilò. “Ma che ti viene in mente? Stavi per rovinare tutto.”
“Mi sono confuso. Non dirmi come fare il mio lavoro. Comunque c’è qualcosa che non va, Rordex è sempre stato un tipo allegro, non capisco questa aria da funerale.”
Non ci fu tempo però per ulteriori indagini, la porta venne aperta e furono invitati ad entrare.
Anche la stanza da letto era buia e umida, impregnata di un fortissimo odore di zolfo e malattia.
Gli occhi degli imp presenti brillavano nel buio come braci. Due brillavano di un rosso alienato. Erano gli occhi di Rordex.
“Detective Piccolit. Spero che tu non sia venuto fino a Darking solo per dare ai miei collaboratori della donna pesce. Cos’è? Sei già stanco di vivere?”
La sagoma del criminale era adagiata su una grande poltrona, la sua voce suonava stanca, ma l’antica nota sprezzante resisteva ancora.
“E’ stato un fraintendimento. Sto indagando su un imp dalla forza e velocità spropositata, ne sai qualcosa?”
“In altri momenti ti avrei detto di pensare agli affari tuoi, ma la vita mi sta abbandonando e  conosco la ragione. La chiamano la Dannazione, ne basta una dose per esserne schiavo. Riesce ad agire in qualche modo sull’organismo dei demonietti donandogli capacità incredibili, ma altrettanto velocemente li consuma. Io l’ho provata, un piccolo assaggio prima di accettare di venderla. Guarda come mi ha ridotto.”
“Chi la produce?”
Rodex sollevò le quattro lunghe dita artigliate della mano destra, facendogli cenno di avvicinarsi.
Sotto lo sguardo vigile degli imp, Piccolit si protese verso di lui, cercando di resistere all’odore di zolfo, sempre più penetrante. Era il respiro affannoso del demonietto malato.
Una scintilla dorata cadde dalla mano di Rodrex a quella del Detective. Poi chiuse i furenti occhi rossi. E non disse altro.

“Cosa ti ha dato?” chiese Sibilla una volta fuori del quartiere.
“E’ una moneta. Non una comune” disse mostrando il trifoglio scolpito su entrambe le facce. “Come facciano gli Imp ad aver accesso all’oro dei Leprecauni è un mistero. Dobbiamo andare al quartiere finanziario e parlare con qualcuno di quegli odiosi folletti di Rainbow Street.”

Serie: Arturo Piccolit - Detective Privato


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Discussioni

    1. Credo che il Topolino faccia parte della formazione di molti 😉
      O, almeno, dovrebbe. Ironia ed intelligenza, diversi livelli di lettura, ampia varietà di stili narrativi.. secondo me è ottimo materiale formativo (oltre che sempre un piacere da leggere!)

  1. “ma aveva smesso di credere agli umani a 11 anni”
    Mi piace questa forma di “ribaltamento” delle consuetudini.
    Non so se mi spiego 😅 di solito siamo noi umani che “non crediamo a”.
    Qui i ruoli si invertono, e mi piace il punto di vista diverso ed inaspettato

  2. “L’imp che è entrato in casa tua era sotto l’effetto del Nettare. Ma di una tipologia mai vista prima. C’è una nuova droga in giro. E io so chi può aiutarci””
    😃 INTERESSSANTE

  3. Eh sì, Sibilla sembra proprio prendere il sopravvento! No, non nel cuore del detective o in quello dei lettori… ma nel tuo! 🙂 Davvero un bel personaggio, che si sposa tra l’altro alla perfezione con mister Arturo. E ora? Quanto possono essere odiosi tali folletti di Rainbow Street? 🙂

  4. Ogni buon detective ha la sua buona spalla, penso sia quasi una regola del genere giallo. Sibilla interpreta il ruolo alla perfezione.
    Mi piace come il mondo piccolo rispecchi quello reale con fantasia e un pizzico di umorismo.
    Ottimo lavoro, Alessandro.😊

    1. Ciao Dario, grazie per aver letto il brano e per il tuo commento.
      Sibilla sta facendo stragi di cuori, se va avanti così dovrò cambiare nome alla serie :-)(
      GRazie ancora e alla prossima puntata

  5. Ciao Ale, la cosa che più mi piace è senza alcun dubbio il rapporto tra il detective e la fatina, davvero due caratteri che s’incastrano a meraviglia e intrattengono alla grande! Episodio sempre piacevole e scorrevole, un fantasy giallo/noir davvero bello, con ambientazioni cupe e situazioni da bassifondi criminali che ben conciliano con l’atmosfera ironica che sempre aleggia. Il Nettare è una cosa pericolosa, meglio stare lontani😂😂😂, a questo punto non vedo l’ora di leggere un’altra bella avventura di Piccolit😊😊😊!

    1. Ciao Antonino, grazie per aver letto il brano e per il bel commento.
      Se hai bisogno di Nettare, conosco un ottimo fornitore. Naturalmente per te facciamo un prezzo di favore.
      Al prossimo episodio 🙂

  6. Ciao Alessandro, finalmente il detective Piccolit ha fatto ritorno! 😀
    Ti dico la verità, mi dispiace per Rodex mi era quasi simpatico. In questo nuovo episodio Sibilla inizia ad prendere una consistenza importante, spero che questa nuova coppia investigativa abbia successo senza infilarsi (per colpa di Piccolit) in troppi guai 😉

  7. ““Se un imp possiede qualcosa non è detto che l’abbia rubato. Io credo che non ci siano popoli diversi, facciamo tutti parte del grande Popolo Fatato. Forse gli Imp si comportano così perché è esattamente ciò che ci si aspetta da loro.””
    Non ha tutti i torti

  8. Ciao Alessandro! Ho letto rapidamente e poi riletto tutto con calma. L’aspetto che apprezzo di più di questo episodio è lo sviluppo che stai dando all’interazione tra Arturo e Sibilla. Soprattutto la caratterizzazione di quest’ultima mi piace particolarmente. Tutto il resto, come già ho avuto modo di dirti, funzionava e continua a funzionare 😉 Aspetto i prossimi episodi!

    1. Ciao Raffaele, grazie mille per essere passato da Little York e per il bel commento, Sibilla sta cercando di emergere da ruolo di semplice comprimaria, credo che la lascerò fare. Fa un po’ paura anche a me.
      Al prossimo episodio