
La trappola
Serie: Anatomia sepolcrale di un sogno
- Episodio 1: L’arrivo e le altezze
- Episodio 2: Il coltello e i ricordi
- Episodio 3: Nel cuore della notte
- Episodio 4: Ombre rosse
- Episodio 5: Le parole nel buio
- Episodio 6: Il temporale
- Episodio 7: La visione
- Episodio 8: La rivista di poesia ermetica
- Episodio 9: La finestra dell’albergo
- Episodio 10: La prima accoglienza
- Episodio 1: Il solletico dell’assassino
- Episodio 2: Ingresso in camera
- Episodio 3: Prima di cena
- Episodio 4: Inizio della cena
- Episodio 5: L’arrivo a Praga
- Episodio 6: Vita con Edo
- Episodio 7: Delle carte utili e inutili
- Episodio 8: Col respiro spezzato
- Episodio 9: Primi mutamenti
- Episodio 10: Incontro con il direttore
- Episodio 1: L’invito domenicale
- Episodio 2: La sentenza
- Episodio 3: Riverberi dal pranzo
- Episodio 4: Il sonno di Edo e la telefonata
- Episodio 5: Dalla parte di Gustav
- Episodio 6: L’arrivo di Lara in albergo
- Episodio 7: Il rischio e l’abisso della fiducia
- Episodio 8: La sosia
- Episodio 9: La fuga e il rigagnolo
- Episodio 10: Primi barlumi di vertigine
- Episodio 1: Sola al mondo
- Episodio 2: Un faro nella notte
- Episodio 3: Battiti nel sole
- Episodio 4: L’inaugurazione
- Episodio 5: In sala Picasso
- Episodio 6: L’ingegnere astrofisico, Cleofe e un avvelenamento
- Episodio 7: Impulso di fuga
- Episodio 8: Diramazioni, rimpianti e incantamenti
- Episodio 9: Confidenze notturne di una cantante in crisi
- Episodio 10: La trappola
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
«Non capisco tra tanti medici cosa c’entri un avvocato! Potrebbe spiegarmelo lei, signorina?»
«Mi segua e non faccia troppe domande. In questo momento le sue parole sottraggono solo tempo» mi fece la giovane asiatica, in un italiano perfetto, trascinandomi in un ascensore giallo, dove premette il tasto di un piano intermedio tra il terzo e il quarto. Nell’ascensore entrambi tacemmo. All’interno, durante la salita, provai un senso di oppressione, poi un principio di vertigine, che durò qualche istante. La ragazza non mi guardava mai. Il suo viso durante il tragitto era posato sulle sue scarpine di pezza color nebbia, come se non esistesse altro a richiamare la sua attenzione, se non quei due straccetti da bambola o da piccola fiammiferaia.
Quando le porte si aprirono, ci trovammo davanti una luce spettrale, lattiginosa, dove lei subito si avventò, facendomi strada con prontezza.
Alla fine di un lungo corridoio, più stretto dei precedenti, comparve una porta nera, socchiusa, poi aperta del tutto, da cui entravano e uscivano diversi uomini, la maggior parte in redingote, forse critici, poeti redattori e letterati della rivista accorsi per la notizia del malore del poeta. Ero convinto di trovarlo lì, agonizzante, nella mia attesa. La giovane asiatica, sempre più determinata e impenetrabile, pregò la folla dei letterati di farci spazio, ma quando si rese conto che nessuno si muoveva, lanciò un grido impetuoso, che alzò del vento, poi della cenere rosa, separando con violenza la calca dei curiosi, lasciandoci lo spazio per procedere e raggiungere l’interno della camera.
«È lui l’avvocato Gustav!» sentii mormorare al mio passaggio, mentre tutti mi guardavano come un personaggio atteso da tempo, intriso di fascino, forse di autorità , di maledizione.
«Ma dove era finito, avvocato? Non lo vede che la stavamo aspettando? Per una faccenda così urgente, andiamo…. Non è da lei. È molto grave che proprio una figura importante come la sua si sia dileguata in un momento simile. Abbiamo contattato diversi dipendenti del tribunale, fino a pochi minuti fa, senza risultati» adesso era Aris Pechino che mi parlava, ma con un tono ossequioso, strisciante, che non gli ricordavo, e che me lo rese più odioso e rivoltante.
«Ci hanno riferito della sua assenza, come del suo comportamento inspiegabile e delle sue continue inadempienze, ecco perché vorremmo un chiarimento di persona da lei» ma io ero frastornato; cercavo di individuare nella poca luce della camera la figura del poeta, sperando si fosse ripreso dal suo attacco cardiaco. Di fronte a me solo un letto vuoto, un libro di cucina, un giradischi e un telefono.
«Ma dove diavolo è andato?» dissi, guardandomi intorno, non riuscendo a capacitarmi del vuoto della camera.
«Di chi parla?» mi fece Aris Pechino, che era giusto dietro di me – sentivo il suo fiato finanziario dietro l’orecchio e nei capelli.
«Del poeta. Mi hanno detto che ha subìto un attacco di cuore e che mi cercava con la massima urgenza. Voleva che fossi soltanto io a soccorrerlo» e alle mie parole esplosero tutti in una risata fragorosa, mentre la ragazza asiatica era già svanita, sbriciolata nella nebbiolina del corridoio.
«Adesso è diventato un medico, avvocato? Un visionario, un imbonitore, un lestofante o cos’altro più?» gridò un giovane esile, biondastro, dal viso arcigno, fissandomi con disprezzo. Alcuni sussurravano fosse il primo trombone dell’orchestra da ballo, nonché poeta ermetico in erba, mentre cercavo a fatica di ricollegare e di riconoscere visi, sentimenti, illusioni, distorsioni, ricordi.
«Allora?» tentai di dire ai presenti «dalle vostre risate, vorreste dedurre che non c’è stato nessun attacco di cuore? Me lo confermate tutti?»
«Ma chi gliel’ha detta una simile sciocchezza, avvocato?» mi gridò un anziano, dal viso gonfio, gli occhi cisposi e la gola strozzata da un papillon rosso vespertino. Mentre mi parlava i suoi occhi assumevano sempre di più il colore sanguigno del papillon.
«Non c’era altro sistema per convincerla a venire, visto che ormai è diventato irreperibile… È stata una semplice strategia, mio caro Gustav.»
«Perché era troppo impegnato a girare dietro le cameriere e le cantanti in carne» lo interruppe il trombonista, arpionandomi con uno sguardo lupesco, minaccioso: «Stava giusto insidiando la mia fidanzata. Con la scusa di infilarle il vestito rosso dalla lampo difettosa, l’avvocato le ha mostrato un pene gigantesco, da cavallo razzatore. La mia fidanzata, che come tutti sanno è la cantante dell’orchestra da ballo, adesso non sarà più in grado di emettere una sola nota, pensate. Tra l’altro le ha anche sfiorato la schiena, causandole un capogiro che è durato diversi minuti. Quando si è ripresa, ha dimenticato completamente le parole delle canzoni che doveva cantare. Anche se il problema della memoria si sarebbe risolto, perché il contrabbassista responsabile dell’archivio avrebbe ricavato sicuramente i fogli con i testi originali, il vero dramma è dato dalla pronuncia. In seguito allo sfioramento equestre la cantante ha perso completamente l’accento inglese, e non è assolutamente in grado di cantare in modo appropriato i brani del nostro repertorio, né a memoria né leggendoli, e questo rappresenta un grosso problema. La poverina dovrà trattare col caporchestra, e poi con l’impresario e con il responsabile della sezione ottoni e con il comparto riabilitativo, e infine con i suoi genitori, che sono stati avvertiti della molestia da sfioramento di grado equino che lei le ha cagionato. In questo momento sono in viaggio verso l’albergo per cercare di trovare un accordo conveniente – come rappresentanti della parte lesa è un loro diritto, così la possibilità di ricavarne un beneficio economico; non capita tutti i giorni, d’altra parte, un’ insidia di tale portata a un’artista così stralunata» ancora Alex, sempre più sfrontato e grottesco.
«Ma intanto, si tenga forte avvocato, c’è un altro colpo di scena. Il poeta, nonostante il dispiacere che la sua fuga sconsiderata e le sue successive malefatte gli hanno ingiustamente causato, sarebbe disposto a perdonarla, a patto che lei firmi adesso, davanti a più testimoni, il contratto decennale per assumersi la direzione artistica della sua rivista di poesia ermetica di rinnovamento» disse, con aria da gran cattedrico, Aris Pechino.
Serie: Anatomia sepolcrale di un sogno
- Episodio 1: Sola al mondo
- Episodio 2: Un faro nella notte
- Episodio 3: Battiti nel sole
- Episodio 4: L’inaugurazione
- Episodio 5: In sala Picasso
- Episodio 6: L’ingegnere astrofisico, Cleofe e un avvelenamento
- Episodio 7: Impulso di fuga
- Episodio 8: Diramazioni, rimpianti e incantamenti
- Episodio 9: Confidenze notturne di una cantante in crisi
- Episodio 10: La trappola
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