La Vallata della Fine

Serie: Storia di un personaggio secondario


La risposta ai dubbi di Alfred non tardò ad arrivare. Su ogni schermo presente in piazza del Ministero apparve il suo viso. Nella foto aveva un’espressione stupida e crudele, non ricordava di averne mai scattata una di quel genere. Che fosse stata modificata dal Narratore? Possibile?

Ben peggiore della foto però era la scritta che lo accompagnava: Alfred Montgomery. Ricercato per tradimento dell’Intreccio.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Alfred riesce a sfuggire al rapimento da parte degli Antagonisti e viene invitato a presentarsi al Ministero della Trama. Qui però dal suo cellulare, probabilmente manomesso, esplode un Buco di Trama. Spaventato dalle conseguenze Alfred fugge da Chimeria.

Mentre fuggiva, lesse il terribile messaggio in ogni schermo, in ogni vetrina. Con molta probabilità stava comparendo sul display di ogni cellulare.

Per fortuna per il momento nessuno sembrava essersi messo sulle sue tracce. Mentre correva senza una meta incrociò un paio di pattuglie della Editon, ma tutte lo sorpassarono a sirene spiegate. L’emergenza al Ministero non era ancora stata arginata.

Per un attimo Alfred si chiese quante vite aveva cancellato, quanti personaggi aveva strappato dalle loro storie. Storie che nessuno avrebbe mai più raccontato.

Il senso di colpa e il fiato corto lo fecero rallentare, senza che se ne accorgesse i piedi lo avevano riportato in periferia. Oltre le baracche e lo squallore delle Comparse, il bosco intricato segnava la fine della civiltà, almeno per come la conosceva.

Un moto di rabbia lo colse. Non era colpa sua. Erano stati gli Antagonisti, loro lo avevano rapito e probabilmente avevano manomesso il suo cellulare. Il pensiero di aver portato un Buco di Trama addosso per un’intera mattinata lo fece rabbrividire. Ma lui non ne era responsabile, era stato ingannato.

Ma cosa poteva fare? Ormai era compromesso, il Revisore lo stava cercando e non avrebbe mai creduto alla sua innocenza. Sempre che non fosse stato risucchiato pure lui assieme ai suoi Correttori. Sarebbe stato meglio che fosse rimasto al Ministero e si fosse fatto cancellare anche lui, ormai la sua vita non aveva senso.

Poi ebbe un’idea. Se era impossibile salvare il suo status da vivo, forse avrebbe potuto riabilitarlo da cancellato. Sarebbe sparito portandosi dietro un bel numero di Antagonisti.

Con passo deciso percorse a ritroso la strada che aveva fatto la mattina. Ritrovò il bosco e la cancellata. Era aperta come l’aveva lasciata.

Appena imboccò il sentiero che portava alla capanna ebbe la sensazione di essere osservato. A Chimeria tutti i cittadini vivevano sotto gli occhi vigili del Narratore, nessuno ci faceva più caso. La percezione nel bosco però era del tutto differente. La benevola sorveglianza del Narratore era sostituita da uno sguardo crudele e ostile. Lo sguardo di qualcuno che trama nell’ombra.

“So che mi state guardando” gridò Alfred alle fronde. “Venite fuori.”

La risosta fu una risata malevola e beffarda, che si moltiplicò, fronda per fronda, fino a riempire tutto.

Da dietro un tronco uscì un tipo losco, avvolto in una tuta aderente nera. A lui, si aggiunsero altri, in pochi attimi Alfred fu circondato. Tutti indossavano un bavaglio da bandito con il folle sorriso disegnato sopra.

“Bentornato” disse uno di loro. “Hai fatto un ottimo lavoro giù al Ministero.”

Alfred sentì la rabbia e la frustrazione di quelle ore mescolarsi nel suo stomaco ed eruttare, come una Coca Cola in cui viene immersa una Mentos.

“Siete stati voi” gridò. “Criminali e assassini. Ma verrete puniti.”

“Noi?” chiese una ragazza alla sua destra. “Non siamo stati noi a portare un ordigno nel cuore del Ministero.”

Alfred si bloccò, avrebbe dovuto essere più prudente e denunciare subito il suo rapimento. Il miraggio di diventare un Co-Prot lo aveva accecato a tal punto da distoglierlo dai suoi doveri di suddito dell’Intreccio e devoto seguace del Narratore.

“Perché me?” la sua rabbia era scivolata in triste rassegnazione.

“Non c’è un motivo vero e proprio” disse un terzo figuro, alto e corpulento, alla sua destra. “ll personaggio giusto al momento giusto.”

Poi riprese la parola il primo Antagonista, che forse era il leader del gruppo. “Visto che ci hai reso un grande servizio, ti voglio dare la chance di aprire gli occhi e di unirti a noi.”

Il furore riprese a schiumare dentro Alfred. “Mai! Voi uccidete degli innocenti.”

“Ufficiali e poliziotti. Schiavi del Narratore. Complici della schiavitù a cui quel criminale ci costringe.”

“Non sai quello che dici. Il Narratore ci guida per il nostro bene.”

“Perché dovrebbe essere lui a decidere qual è il nostro bene. Perché deve stabilire chi è Protagonista e chi Comparsa. Perché ognuno di noi non può fare quello che gli va?”

“Quello che descrivi è il caos. Il Narratore mantiene l’ordine, è Lui che decide perché comprende a fondo l’Intreccio. E’ Onnisciente.”

“Se invece fosse un Narratore Inaffidabile?”

Alfred trasalì a quelle parola come se qualcuno di quei miserabili lo avesse pungolato con un coltello affilato. “Bestemmi. Esiste solo un Narratore. Ed è Onnisciente.”

“Questo è quello che vogliono farti credere. Esistono tanti Narratori. Anche molto più vicini a noi personaggi.”

Nonostante la situazione pericolosa, Alfred non poté trattenersi dal ridere. “E’ così, quindi, che vi ingannate tra di voi. Questa è la favola che raccontate per giustificare i vostri misfatti?”

“Cancelliamolo” disse la ragazza. “E’ troppo indottrinato. Non aprirà mai gli occhi.”

Tra le mani degli Antagonisti apparvero lame luccicanti, ma il capo dei criminali fermò tutti con un gesto perentorio della mano.

“Ho detto che gli avrei dato una possibilità. E io non mi rimangio mai la parola data. Strega, Scagnozzo accompagnatelo alla Valle. Se non capirà, sapete cosa fare.”

La donna che aveva proposto di cancellarlo fece un passo avanti, Alfred si ritirò inorridito.

La conosceva, chiunque a Chimeria temeva la terribile guerrigliera, suo era il nome che si usava per evocare sventure e spaventare i bambini troppo capricciosi.

“Seguimi” disse Strega. Alfred non ebbe il coraggio di contraddirla.

Camminarono quasi un’ora. Strega lo precedeva e Scagnozzo chiudeva la fila. Attraversarono tutto il bosco, fino a quando gli alberi non cominciarono a diradare, aprendosi in un’ampia vallata. Un fiume argentino serpeggiava allegro tra dolci colline, sopra ognuna di esse si trovava un’enorme installazione. Sembravano sculture ma erano immense, come se le avessero poste li dei giganti.

“Cos’è questo posto?” chiese Alfred.

“La Vallata della Fine” disse la Donna.

“Non è possibile” sussurrò Alfred, che a stento riusciva a credere ai propri occhi. “Pensavo fosse solo una leggenda.”

Poi indicò il fiume. “Quindi quello è….”

“Esatto il mitico fiume che conduce i protagonisti verso il Finale. Il Sacro Fatal Flow.”

Alfred cadde in ginocchio, sopraffatto dall’emozione. In un giorno aveva tradito per sempre il suo stile di vita, che considerava perfetto, si era unito a una banda di terroristi e aveva visto un luogo appartenente alle fiabe e ai sogni di bambino.

La Valle della Fine era un mito che il Narratore disapprovava, per questo era una favola così di moda tra i bambini. Un mito destinato a sparire con l’età. Infatti, cosa che tutti a Chimeria sapevano, esisteva un solo tipo di finale. Come testimoniava l’istallazione al centro della città: un enorme blocco di granito squadrato e compatto. L’unico Finale possibile era il Finale Chiuso. O almeno era quello a cui aveva creduto fino a venti minuti prima.

Strega li precedette lungo il sentiero, passarono su una collinetta dove un grosso masso ovoidale galleggiava in aria, per magia.

“Quello è il Finale Sospeso” disse senza fermarsi. “Quello invece è il Finale Aperto” le lunga dita puntarono verso un blocco a forma di parallelepipedo diviso a metà, come dal colpo di uno scalpello gigante.

“Dove mi state portando?” chiese Alfred quando si riebbe un po’.

Scagnozzo fece un cenno con la testa, sulla collina più lontana capeggiava un enorme disco di pietra grigia.

“Il Finale Circolare?” ormai Alfred gridava, non riuscendo a trattenersi. La sua voce aveva il tono acuto della follia. “Ma è un paradosso, il Finale e l’inizio che si identificano. Non può esistere, questo vuol dire che il Narratore, l’Intreccio sono solo bugie. La Trama stessa non è che un inganno.”

Fino a che non furono davanti alla solida presenza del Finale Circolare, Alfred sperò di avere le allucinazioni. Ma quando pose la mano sulla liscia parete del grosso disco e si fu riparato all’ombra che proiettava sulla collina, la sua mente non poté più ingannarsi e vacillò fino a perdersi.

Si gettò a terra, strappandosi i capelli. Piangendo e ridendo insieme. Malediceva il Narratore e l’Intreccio, urlando bestemmie e parole prive di senso.

Per un attimo credette che non sarebbe riuscito a recuperare la ragione, quasi lo desiderò. Ma alla fine i pensieri tornarono a fluire e i tremori cessarono.

“Dobbiamo dirlo a tutti” disse infine abbandonandosi sul prato umido.

“E’ quello che facciamo. Ma i Personaggi sono ciechi, il Narratore li tiene in pugno. Tiene tutti legati con le promesse di passaggi di rango e di un benessere fittizio. Sono talmente concentrati a servire l’Intreccio che non vedono più in là del proprio naso. Nessuno lascia Chimeria, lo sai.”

“Sì. Lo so bene. Hai ragione nessuno ci crederebbe mai. Nemmeno io ci avrei creduto, se non avessi visto.”

“Ma siamo vicini a una svolta” la voce profonda di Scagnozzo lo fece sobbalzare, era la prima volta che lo sentiva parlare. Strega rivolse al collega uno sguardo assassino, ma l’energumeno reagì con una scrollata di spalle. “Se sarà dei nostri deve sapere.”

“Sapere cosa?” chiese Alfred.

“Sappiamo dove si trova uno dei Santuari del Tempo” disse infine Strega.

“Intendi dire che potreste disporre del potere di un Tempo della Narrazione?”

“Esatto.”

“E quale?”

“Il più potente di tutti. L’unico tempo che domina la fantasia: l’imperfetto.”

Serie: Storia di un personaggio secondario


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Discussioni

  1. Trovo fantastica l’ambientazione distopica del mondo letterario, mi sono goduta tutti i capitoli. Intrigante anche l’idea che ogni capitolo dipenda dal Lab del mese! Ci sono poi particolari davvero azzeccati, come la differenza tra i vari tipi di narratori; piacevolissimo e da leggere 🙂

    1. GRazie mille Berenice per il tu commento e per la cura con cui hai letto tutti gli episodi. Ne sono onorato.
      Un abbraccio

  2. ““Il Finale Circolare?””
    Geniale, brother. Il link tra la storia ed il Lab è fantastico. Bella davvero l’idea di rappresentare i vari finali con delle sculture di varie forme geometriche che ne richiamino i concetti

    1. mi è venuta in mente vedendo la forma hahahahah. Una stoira un po’ allucinata ma ha una sua coerenza interna :-p

  3. Ciao Alessandro, questa serie si sta rivelando sempre più divertente e “colta”. Stai facendo un ottimo lavoro, quasi quasi ti proporrei come tutor per delle lezioni di narratologia ;D

    1. Ciao Micol, in effetti ultimamente sto studiando parecchio la narratologia, sarà per questo che mi è venuto fuori sta serie allucinante 🙂

  4. ““Perché dovrebbe essere lui a decidere qual è il nostro bene. Perché deve stabilire chi è Protagonista e chi Comparsa. Perché ognuno di noi non può fare quello che gli va?””
    Mi sa che abbiamo usato per il lab di questo mese la stessa visione, ponendo l’accento sul libero arbitrio

  5. “Per un attimo Alfred si chiese quante vite aveva cancellato, quanti personaggi aveva strappato dalle loro storie. Storie che nessuno avrebbe mai più raccontato.”
    Gli autori amano i loro personaggi, perderli in questo modo è tremendo

  6. Che fantasia, Alessandro! Immagino che questa serie sia una bella sfida. Nelle linee guida e nello stile narrativo, ricorda un po’ Freaks, ma qui hai scelto soluzioni più complesse (ma verosimili nel mondo che stai abilmente creando). Bel lavoro, amico.

  7. Affascinata, ancora una volta, dalla tua fantasia! Con tutti i messaggi subliminali annessi. Dobbiamo darci una svegliata. Fare attenzione a chi ci manipola, eh? Hai ragione. Fantastico il paragone della Mentos immersa nella Coca Cola! 😂
    Alla prossima, Ale. Ciao.

  8. Ciao Ale, ma in che mondo ci stai portando? Mi piace moltissimo questa tua serie totalmente surreale, assurda e razionale allo stesso tempo. La Valle della Fine è davvero una grande trovata come anche le sculture che rappresentano i diversi finali. Belle le descrizioni di quest’ultime. Spero che la banda di ribelli nel bosco convincesse il nostro ingenuo Alfred ad un cambio di prospettiva. Non vedo l’ora di leggere il seguito

    1. Ciao Virginia, ma grazie. In effetti questo mondo si sta riveland iù surreale del prevsto, ma in fondo è il mnd dello straordinario, da dove vengono tutte le storie, non poteva che essere così.
      GRazie per il bel commento e per aver letto la storia

  9. Caro Alessandro ho letto con entusiasmo questo nuovo episodio e mi domando come fai ogni volta a inoltrarti così bene dentro un argomento così complesso con estrema disinvoltura, rendendo il tutto così piacevolmente ironico e allo stesso tempo fluido. Sono stupita e ti faccio i miei complimenti. Chapeau!!! 🙂

    1. “Coca Cola in cui viene immersa una Mentos” esattamente così ogni volta…. Mi piace sempre leggere i tuoi racconti!