La valle delle spine

Serie: LA PRESA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Jennifer e Jake scappano dall'abitazione di Bob, il pericolo sembra quasi scampato, o forse no...

L’inverno prendeva sempre più piede e i ragazzi percorrevano un buio sentiero, senza dire una parola. Erano armati dalla fioca luce di una lanterna, che avevano sottratto a Bob. Il percorso sembrava non finire mai, camminarono per ore, i loro corpi erano ormai immuni a quella gelida temperatura, ma la stanchezza si faceva sentire.

“Ti muovi? Sai, se andassi più veloce, forse non sentiresti troppo freddo!” Lo esortò Jennifer con tono stizzito.

“Oh mia regina dei quattro regni, mi scusi, se alle cinque del mattino sono ancora leggermente addormentato! Provvederò a velocizzare il passo.” Le rispose lui, molto più seccato, accennando il gesto di un inchino.

“Ecco bravo. Comunque mi piace il nuovo soprannome, insomma, in realtà la regina, nella storia è una vera…aspetta un secondo…ehi! Come fai a conoscere le cronache di Narnia? Non eri tu quello che ripudiava questo genere?”

“Mh, diciamo che la trama è accettabile e per tua informazione, è un fantasy, quindi, tecnicamente, non fa parte di quei libri che non leggerei neanche sotto tortura!”

“Ah, ah, spiritoso.”

“Senti, si può sapere cosa hai sognato? Insomma, cosa hai visto?”

“Beh, era tutto così confuso: ero su questo strano autobus, ma ero praticamente l’unica passeggera…”

“Questo non è poi così strano!”

“In ogni caso, ad una fermata l’ho vista, era lì con lo sguardo fisso nel vuoto e sembrava così triste…ma, io non sono riuscita a salvarla, a capire cosa andasse storto! E…” Mentre parlava, una lacrima ancora più salata, le attraverso il volto, nuovamente.

“Ok, ok, ora però sta tranquilla…ti prometto che riusciremo a salvarla, va bene?” La consolò, dandole una pacca sulla spalla.

Lei tirò su col naso, annuì e dopo averlo ringraziato timidamente, proseguì con il racconto.

“Quindi…ti ha detto che non eri al sicuro, eh?”

“Già”

“Ma tu hai detto che aveva un’espressione assente…in che senso?”

“Non so…è come se in quel momento non mi avesse percepita, sai, sembrava che non mi vedesse e mi sentisse poco, come quando provi a fare una videochiamata e hai poca connessione, o quando guardi una videocassetta.”

“Ma chi è che guarda ancora le videocassette…non è una roba da vecchi?!”

“Ehi! Guarda che non è roba da vecchi e secondo me guardarle è affascinante…”

“Sarà.” Affermò lui, poco convinto. “Però è strano che lei non ti vedesse…”

“Concordo.”

Il ragazzo esitò, paralizzandosi all’istante: il loro tragitto si divideva in due sentieri, che avevano un rispettivo cartello. Il primo cartello, recitava “Valle dei fiori”, esso indicava la stradina sulla sinistra, dalla quale era possibile intravedere una collinetta. Grazie a qualche raggio di luce, che lo illuminava, era visibile, una varietà floreale incredibile. Benché fosse inverno, era come se ci fosse ancora qualche residuo primaverile. Infatti, nonostante la surrealtà della situazione, il panorama concedeva la percezione di un ambiente sereno e tranquillo.

Aguzzando le orecchie, era perfino possibile ascoltare il cinguettio degli uccellini.

Il secondo, sulla destra, recitava “Valle delle spine” era piuttosto tetro ed inquietante. La visuale del percorso era totalmente ostruita dal nero pece dell’oscurità, che lo rendeva ancora più terrificante, di quanto già non lo fosse. Inoltre, un silenzio abissale ci si insediava all’interno, come fosse il suo animo. Ma la cosa più agghiacciante era che, non c’era un tappeto di fiori colorati, come nel primo caso, anzi, enormi cespugli di un’unica specie: rovi. Rovi, che non abbandonavano mai il sentiero, quasi come fossero il suo scheletro.

“D-dobbiamo andare a s-sinistra, vero?” Chiese Jake, spaventato.

Lei con spavalderia, guardò la mappa e incredula dalla verità, indicò al compagno di viaggio la direzione corretta.

“S-sul serio?”

“Forza! Non ti facevo così fifone! Nel senso…abbiamo passato di peggio!” Lo incitò lei.

“D’accordo.”

Così, i due s’incamminarono per la valle delle spine.

Serie: LA PRESA


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Discussioni

  1. Ciao Elsa Luce, eccomi di ritorno! Ricordo perfettamente dove avevo lasciato i tuoi eroi (buon segno, se la storia aleggia nella mente per lungo tempo) e già immaginavo che la direzione da prendere fosse quella di spine: a volte le apparenze ingannano

    1. Ciao Micol! In questi mesi, anche io non sono stata molto attiva, il periodo scolastico è ripartito e, purtroppo, faccio molta più fatica a dedicare del tempo ad edizioni Open…ma prometto che, d’ora in poi, sarò più attiva : ). Ad ogni modo, grazie di aver letto il mio racconto e sono contenta, del fatto che la storia ti stia piacendo! P.s. Sono felice del tuo ritorno qui su E.O.