La vendetta del terrorista

Spense la sigaretta, contò i granelli di sabbia, accarezzò l’AK.

Davanti a lui c’era un uomo ridotto a un tronco di carne. I suoi uomini gli avevano tagliato braccia, gambe e l’organo di riproduzione. Versava sangue, ma non era abbastanza. Gli strapparono orecchie e naso, non la lingua perché le sue urla erano una goduria per il Capo.

«Pensiamo anche agli occhi?». L’aguzzino indossava una tuta impermeabile e galosce a dispetto del caldo. Era per non sporcarsi troppo del sangue, non impregnarsi troppo degli umori del nemico.

«No, voglio che veda tutto». Il Capo accese un’altra sigaretta, non era ancora soddisfatto di quel che aveva ottenuto, lui voleva la sua vendetta, anzi no, la Vendetta.

Gli aguzzini aggirarono la vittima come gli avvoltoi con la carcassa con cui presto banchetteranno. Il Capo si beò dell’idea che la carcassa fosse ancora viva e sofferente.

Squadrò la vittima. «Fai pena».

La vittima ascoltò tutto. Piangeva anche se non aveva più sale nelle ghiandole lacrimali. «Pietà» supplicò.

Gli venne un’idea. «Scorticatelo. Vivo. State attenti a che non muoia subito… non ledetegli i nervi, voglio che senta tutto».

Gli aguzzini ghignarono come gli sciacalli del deserto. Da un corredo di coltelli afferrarono delle lame, incominciarono a pensare a strappargli brano a brano la pelle.

Era meglio di un film splatter, peggio di uno snuff movie. Il Capo si domandò quanti rubli avrebbe tirato su se avesse filmato la scena e poi l’avesse immessa nel circuito del deep web più lercio e sadico.

Ora la vittima era rossa come se scottata, anzi no: ustionata, ma in effetti le ustioni bruciano la pelle.

Il Capo gli avvicinò il naso a quel che rimaneva del suo naso: dei buchi neri da cui stillava del muco insanguinato. «Dimmi, parla, traditore. Sei una talpa, non è vero? Voglio tutto».

«All’inferno» gli sputò.

Forse aveva fatto male a lasciargli la lingua. «Mi spiace, ma ci sei tu all’inferno. È il tuo personale inferno, ed è il mio giardino delle delizie» ridacchiò.

«Usiamo la fiamma ossidrica?» chiese uno degli aguzzini.

Il Capo stava per rispondere che ci fu un’esplosione: la porta era esplosa in mille pezzi, le schegge a seminare morte e distruzione, ma lui si era riparato dietro la vittima.

Era arrivato il terrorista ucraino, il Capo lo udì dire: «Voglio la mia vendetta».

Sarebbe stata la Vendetta del terrorista.

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Discussioni

  1. “Davanti a lui c’era un uomo ridotto a un tronco di carne. I suoi uomini gli avevano tagliato braccia, gambe e l’organo di riproduzione. Versava sangue, ma non era abbastanza. Gli strapparono orecchie e naso, non la lingua “
    Mi sorprende sia ancora vivo, poveraccio