L’accordo

Serie: L'Ultimo Desiderio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Every invita a Leia a esaminare la mappa del territorio in cui è stata trovata la vena d’oro. Le osservazioni del piccolo riescono a farlo uscire dal rimuginare in cui era caduto.

Leia dormiva sul fianco destro. Every prese nota di come poggiasse la schiena al muro, quasi cercasse un appoggio in grado di ancorarlo alla realtà. Respirava piano. La fronte aggrottata, umida. Le piccole labbra tese in una smorfia. Il corpo paralizzato, incapace di muoversi nonostante cavalcasse un incubo. Every conosceva gli incubi. Era certo che il bimbo fosse stato inghiottito dalle sue paure e portato in uno dei suoi inferi personali. Non riusciva a immaginare quanti fossero.

Mosso dalla curiosità, aveva cercato negli archivi anagrafici notizie della sua nascita. Aveva scoperto che entro qualche giorno, a ridosso dell’equinozio d’autunno, avrebbe compiuto undici anni. La madre lo aveva chiamato “Bianco”, quasi avesse buttato lì il primo nome che le era passato per la mente. “Bianco”, come i suoi capelli.

Bianco non aveva mai imparato a leggere. Non aveva mai appreso l’etichetta. Si era sempre espresso a monosillabi e solo dopo aver ricevuto qualche ceffone. Il mondo di Bianco era sempre stato il livello inferiore, dove la servitù di poco conto consumava la propria vita nel giro di tre decenni senza conoscere altro. Era una piccola bocca apprezzata da nobili e plebei: solo questo.

Un paio di monete d’argento erano in grado di far sciogliere molte lingue ed Every ne aveva tratto vantaggio. Quello che non era riuscito a sapere in quel modo lo aveva estorto a Tito; non gli era stato necessario minacciarlo: il giovane sapeva che mentire gli sarebbe costato ben più dell’impiego.

Leia era in grado di leggere. Conosceva l’etichetta. Si esprimeva in un linguaggio che, pur semplice, era articolato. Sapeva interpretare correttamente una cartina topografica. Every non dubitava che tutto quello che sapeva di lui, e di ciò che era in grado di fare, non fosse che un granello di sabbia strappato al deserto.

Bianco non avrebbe mai acceso il suo interesse: Every ne era certo. Avrebbe potuto provare pena per lui, forse una certa dose di empatia, ma la sua mente sarebbe corsa altrove in pochi battiti di ciglia.

Leia era il suo portafortuna. Every era stato informato della decisione di suo padre riguardo alla vena d’oro, poco prima di lasciare lo Scrigno per coricarsi. Il Re aveva apprezzato le conclusioni a cui era giunto e gli aveva affidato l’incarico di realizzare quanto aveva proposto.

Non aveva alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire il suo piccolo pardo. Era riuscito a far sì che alcune mosche perdessero interesse per lui, ma altre iniziavano a ronzargli attorno.

***

Attese alle porte, scambiando qualche parola oziosa con le Fidelis di guardia. Quella notte era stata affidata a Ioretta e Cora, una destapietra arruolata nello stesso periodo dell’altra ragazza. Erano le più giovani fra i suoi sottoposti, ma entrambe vantavano una volontà di ferro.

Mastro Roter arrivò allo scoccare del sesto tocco. Every gli andò incontro, allungando la mano per stringere quella del capocaccia; lo conosceva da quando era bambino e la sua idiosincrasia per inchini e formalità gli era ben nota.

«Mio Signore, che sorpresa!» Lo sguardo di Roter si fece preoccupato. «È accaduto qualcosa?»

«No.» Every alzò le spalle, in un gesto noncurante. «Volevo fare due chiacchiere con te prima che ti recassi da Leia. Fra l’altro, oggi sarò dei vostri: assisterò alla caccia assieme a voi.»

«Sono ai vostri ordini.»

Every si scostò di qualche passo, facendo cenno a Roter di seguirlo in disparte. Si fermò a metà del corridoio che conduceva all’ala attigua, poggiando la schiena contro il muro.

«Qual è la tua opinione su Leia? Sono trascorsi parecchi giorni da quando lo hai incontrato; ritieni che i miei sospetti sulla sua discendenza siano corretti?»

«Lo sono.» Mastro Roter annuì con decisione. «Anzi, penso che potrebbe essere un mal‒»

«Sssh.» Every portò un dito sulle labbra. «Non dirlo. Potrebbe portare sfortuna. Sarà il tempo a svelare se il giovane Leia possiede una tale capacità.»

Mastro Roter chinò il capo, suggellando l’impegno. Quando il capocaccia tornò ad alzare lo sguardo, Every notò che si era fatto più attento. «Mio Signore, perché avete voluto incontrarmi qui, a quest’ora?»

«Mastro Roter, conosci il rispetto che ti porto. Ti ho affidato il compito di affiancare Leia, proprio in virtù della fiducia che ripongo in te e per la persona che sei.» Every sorrise, facendo trapelare l’affetto che provava per l’uomo più anziano. «Vorrei che non ci fossero fraintendimenti fra di noi.»

Sapeva che il capocaccia era tutt’altro che stupido e le sue parole glielo confermarono.

«Mio Signore, so che il ragazzino potrebbe essere molto prezioso per voi. Soprattutto se…» Dopo aver fatto il gesto di sigillare le proprie labbra, Roter proseguì. «Ma è ancora un bambino. Io e le mie mogli saremmo felici di prenderlo con noi; anche i miei figli sarebbero d’accordo.»

Every si concesse un sospiro silenzioso; era abile nel leggere l’animo di chi gli era accanto. Dal momento in cui aveva pensato di coinvolgere Mastro Roter, sapeva che sarebbe arrivato quel confronto. I suoi propositi non erano mutati da quando ne aveva parlato con Gladio.

«Leia farà parte della mia corte interna. So che potrebbe rivelarsi la persona più adatta a succederti, e per questo disporrò che frequenti la foresteria durante il mattino. Puoi istruirlo come ritieni più opportuno. Farà ritorno all’ora del pasto di metà giornata.» Provò autentico dispiacere nello scorgere la tristezza velare gli occhi di Roter. «Desidero che nel pomeriggio prenda lezioni da un paio di precettori. Ha una mente sveglia; vorrei che mi assistesse nei miei uffici, quando sarà adulto.»

«Volete lasciare aperte entrambe le strade?»

Every annuì. «Potrebbero unirsi per portare a qualcosa di completamente nuovo.»

Mastro Roter sollevò le spalle e le fece ruotare, come per sciogliere la tensione. «Posso fargli da zio?»

Every ci pensò per qualche istante, cercando di prendere le giuste misure: non vide alcun danno in quella richiesta. «Abbiamo un accordo.»

Continua...

Serie: L'Ultimo Desiderio


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Mi è piaciuto molto il modo in cui il passato di Bianco emerge attraverso lo sguardo di Every: in poche righe si sente il peso della sua infanzia, ma anche il contrasto con le capacità sorprendenti di Leia. Il dialogo con Roter aggiunge una bella sfumatura affettuosa e l’accordo finale lascia voglia di scoprire come crescerà questo legame. Bella puntata!

    1. Ti ringrazio. A volte temo di risultare un po’ noiosa all’interno del genere letterario che amo (che predilige l’azione), ma quello che amo di più sono gli intrecci che si creano fra i personaggi.

    1. Non tutti hanno un menage poli amoroso, anche se in questo mondo è diffuso: almeno nelle famiglie con capacità economiche tali da poter mantenere le famiglie (o famiglia molto allargata come quella di Roter). Quando ai “divertimenti”, purtroppo, quelli sono altra cosa 😞