L’acqua veramente azzurra

Mi piacevano tanto le storie in cui c’è un protagonista che va in cerca dell’acqua prodigiosa per risanare l’anziano padre o l’amata o amato, e dopo tante peripezie riesce.

A me non è riuscito mai. Non l’ho trovata mai l’acqua della vita, e sì che l’ho cercata tanto. Ho trovato acque di tutti i colori, melmose, salate, ferrose, sporche e pulite. Mi piacevano tutte, mi sono bagnata in tutte, le ho amate tutte, le acque della mia vita. Le ho guardate danzare, le ho guardare scendere, arrotolarsi in onde, coprirsi di schiuma candida, e salire in vapore. Le ho guardate riempirsi di bolle, le ho fatte attraversare dalla luce, le ho colorate. Le sentivo vibrare, sentivo la tensione superficiale che cambiava in risposta ai tensioattivi, i sali, cristalli perfetti, che si scioglievano.

L’acqua non ti abbandona mai, non ti può abbandonare, finché vivi, perché ti scorre nelle vene, ti esce dagli occhi quando piangi, ti esce dalla pelle quando sudi. Siamo tutti quanti minuscoli mari, agitati, calmi, in tempesta, e rispondiamo al vento della nostra vita con le onde della nostra collera, con gli slick della nostra tristezza, con gli spruzzi della nostra gioia. Siamo tutti sotto la luna, abbiamo tutti le nostre maree, alte e basse, è solo che i nostri mari non si toccano, a meno che noi non lo vogliamo davvero.

Non l’ho trovata mai l’acqua della vita, e sì che l’ho cercata tanto. Ma un giorno dirò la parola segreta che dischiude la porta e vedrò l’acqua veramente azzurra, e allora, solo allora, capirò cosa mi è successo, e il mare o la pozzanghera o il wadi del deserto dove sono andate a finire le mie lacrime e il mio sudore, e in quale pianta o pesce si sono trasformate, e saprò il mio nome, il mio nome vero.

Quel giorno non chiederò più nulla.

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