L’affare del 2000

«Di che cosa si tratta?».

Stefano fece un sorriso sentendo come l’aveva accolto Luca. «Presto detto, è l’affare del duemila».

«L’hai già detto». Quasi, fece uno sbadiglio. «Mi piacerebbe saperne di più».

La stanza da guerra. Se fuori da lì, nella sala delle contrattazioni di Palazzo Mezzanotte, broker e manager si accapigliavano per guadagnare più denaro possibile, Stefano aveva la sua idea:

«Dobbiamo comprare più azioni possibili della Leonardo» disse, rimanendo in piedi.

«Sei pazzo? Non hai sentito cos’ha detto Giorgetti. Vuole tassare le aziende che si occupano del comparto difesa».

«Lo so».

«No, non lo sai, a quanto sembra non lo sai, vista la tua proposta». Arricciò il naso. «Con questa faccenda, Leonardo perderà denaro e le sue azioni perderanno a loro volta valore. Non hai visto il listino, ne sono sicuro».

Stefano gli puntò contro il dito. «Ne sei sicuro, certo, ma ti sbagli. Conosco certi segreti che…».

Luca scoppiò in una risata. «Quali “segreti”? Non sai nulla. Leonardo e altre aziende dello stesso campo perderanno valore, te l’ho già detto, e tutti se ne stanno sbarazzando, come hai visto. Presto diventeranno azioni-spazzatura. E poi, dai, fai pietà. L’affare del duemila, dici, peccato che quell’anno è passato ormai da ventiquattro anni».

«Continui a sbagliarti, mio caro amico». Agitò le braccia come se fosse un mago prestidigitatore. «Ho sentito un mio vecchio amico che ha dei buoni collegamenti. Domani inizia il weekend e Giorgetti tornerà nella sua casa di famiglia, a Inarzo, in provincia di Varese, sul lago di…».

«La lezione di geografia me la puoi risparmiare» soffiò l’altro, rimanendo seduto.

«A quanto pare non vuoi ascoltarmi». Lasciò la stanza da guerra. «Come preferisci».

***

Terminato il weekend, in quel lunedì di pioggia tutti erano stanchi e stressati al pensiero della dura settimana che li aspettava, ma se Luca non aveva dato ascolto a Stefano, se n’era già pentito.

«Stefano» lo chiamò Luca.

«Cosa c’è?». Si reincontrarono nella stanza da guerra, adesso era Stefano quello seduto, Luca era in piedi.

Luca mostrò alcuni fogli. «Le azioni di Leonardo. Il loro valore è aumentato del venticinque percento».

«Come immaginavo» gli sorrise.

«Come. Hai. Fatto. A. Prevederlo? Non sei Gordon Gekko».

«Quello è un personaggio di fantasia».

«Neppure Warren Buffett».

«L’oracolo di Omaha è troppo anziano».

«Dimmelo!». Stracciò i fogli.

«Segreti del mestiere». Non gli disse che un amico del suo vecchio amico aveva appena provato ad assassinare Giorgetti.

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Discussioni

  1. Hai messo insieme una scena molto solida: dialoghi vivaci, ritmo incalzante, tensione tra i personaggi e una svolta ben gestita. Il tono ricorda i thriller finanziari alla Michael Lewis o le atmosfere un po’ da Wall Street (giustamente citi Gordon Gekko).