
L’albero di fico
Serie: In viaggio con l'angelo
- Episodio 1: La verde prateria dell’aldilà
- Episodio 2: Le grotte purganti
- Episodio 3: La casa dal tetto di foglie
- Episodio 4: L’albero di fico
- Episodio 5: Un demone animivoro
- Episodio 6: La terribile lotta tra Mikhael e Lucifero
- Episodio 7: La cometa dalla lunga coda di luce (ultimo episodio)
STAGIONE 1
«Fermati, Filippo!», mi ordinò secco Nathaniel, «devi tornare sulla Terra, il tuo cuore ha ripreso a battere».
«Come ha ripreso a battere? Vuol dire che non sono morto? Lasciami entrare un attimo ti prego, saluto mio padre e i nonni e poi torno», dissi con tono supplichevole.
«Non puoi, mi dispiace. Non sei ancora morto, e non puoi stare qui, dovrai tornare sulla Terra!», esclamò.
«Come torno? Dovrò forse ripassare nelle grotte purganti, rifare tutte le scale e rientrare in un nuovo tunnel che mi riporterà sulla Terra?», dissi disperato. L’angelo rispose: «No, non si può fare il percorso a ritroso nelle grotte purganti. Torneremo insieme sulla Terra, volando attraverso le stelle», disse alzando la sua mano al cielo.
«Volando tra le stelle?», replicai perplesso.
«Dammi la mano Filippo!», disse Nathaniel.
Riguardai per un attimo la casa dal tetto di foglie, mi girai e strinsi la mano all’angelo.
Nathaniel concentrò tutta la sua energia in quel teletrasporto cosmico e all’improvviso scattammo in volo verso il cielo. In pochi secondi ci trovammo tra le stelle e altri corpi luminosi. Sfrecciavamo nello spazio con una velocità indescrivibile lasciando dietro di noi una lunga scia luminosa come se fossimo una cometa dalla lunga coda. Lo spazio era pieno di meraviglie: c’erano straordinari ammassi di stelle blu cobalto, stelle rosse e pianeti che somigliavano a biglie colorate. In lontananza si potevano osservare le nebulose che s’intrecciavano in fantasiosi ghirigori di fumi colorati, e tante altre meraviglie. Ci spostavamo nello spazio a gran velocità, tagliando in poco tempo immense distanze. A un tratto, riconobbi il nostro speciale pianeta con gli anelli e capii che eravamo arrivati nel nostro sistema solare. Saturno era ancora tanto lontano dalla terra, ma la sua visione mi faceva sentire già a casa. In pochissimo tempo, volando a quella velocità, raggiungemmo il nostro amato pianeta. Era molto bella la Terra vista dallo spazio, così azzurra, così calda, accarezzata dalla luce del sole in quello spazio gelido. «Fermati ti prego!», dissi con un sospiro. L’angelo mi ascoltò, si fermò e si spense la coda di luce che ci eravamo portati dietro fino a quel momento. «Perché hai voluto che ci fermassimo?», domandò sorpreso Nathaniel.
«Sono incantato dalla bellezza della Terra. Lasciamela guardare un poco per favore!», chiesi supplichevole. Poi dopo aver goduto per un poco di quella straordinaria bellezza, domandai: «Angelo, c’eri anche tu quando Dio creò la Terra?».
Sorrise e disse: «In sette giorni Dio creò tutto il sistema solare. C’erano miriadi di angeli a servirlo in quell’immenso cantiere planetario ed io ero con loro. In principio, in quest’area dello spazio c’era una fantastica nebulosa, nata dalla morte di una stella precedente. Dio era al centro di quella nebulosa e tutt’intorno ad essa, gli angeli. Dio aprì le sue braccia ed iniziarono a girare delle enormi spirali di polveri di stelle, e metalli che aggregandosi diedero vita ai pianeti di questo sistema, dei quali solo la Terra fu creata per ospitare la vita. Gli altri pianeti sono i combattenti della Terra, e furono fatti per proteggerla dal caos di fuori. All’inizio la Terra era un informe ammasso di rocce incandescenti, ma mentre ruotava, le mani di Dio la plasmarono e le diedero la giusta forma, come fa il vasaio, quando plasma la morbida argilla. Poi quando le rocce si solidificarono, Dio fece cadere sulla Terra una pioggia di asteroidi che schiantandosi sulla sua superficie, rilasciarono su di essa tanta acqua, creando gli oceani che la rendono così azzurra. Ma sul mondo regnavano ancora le tenebre, allora Dio diede vita al cuore della nebulosa e gridò a gran voce: “Sia la luce!”, e la luce fu. Si accese la vostra stella che risplende nelle tenebre dando la luce e il caldo necessario alla vita. Iniziarono così ad alternarsi il giorno e la notte e fu per la prima volta sera e mattina. Ma la notte era troppo scura, allora Dio decise di fare una lampada notturna più piccola del sole, così mandò i suoi angeli ai confini dell’universo e disse loro di raccogliere le preziose rocce di argilla bianca e sabbia argentea, nei lontani lidi siderali. Gli angeli portarono quella preziosa materia spargendola nella spirale creata dal dito di Dio al fianco della Terra, così nacque la Luna. Dio volle farla con quella rara materia, affinché potesse riflettere come uno specchio la luce del sole e brillare nel cielo notturno. A quel punto la Terra aveva tutto ciò che serviva per poterla inseminare di vita.
Il Signore comandò agli angeli di far cadere le comete sulla Terra. Si aprirono i cieli sopra il sistema e come tanti semi dalla lunga coda, le comete raggiunsero l’ovulo terrestre, inseminandolo con acqua viva.
Da quel momento i mari cominciarono a brulicare di pesci, la terra a germogliare erbe e graminacee, gli uccelli iniziarono a volare nel cielo e gli animali giganti, insieme a quelli più piccoli cominciarono a strepitare sulla superficie della terra. In ogni cometa c’era acqua ricolma di codici di vita programmata da Dio. Ogni creatura si formava di terra e acqua, a seconda di come era stato scritto il linguaggio di programmazione del suo DNA. Solo alla fine, quando ormai tutto era pronto, Dio creò l’uomo. Lo fece a nostra immagine e somiglianza e gli diede il dominio sopra ogni essere vivente della Terra. Ogni cosa fu creata affinché facesse funzionare tutte le altre cose, e tutto il sistema fu fatto per servire la Terra e la vita sulla Terra. Furono fatti tutti gli altri pianeti del sistema solare, ognuno al suo posto, e ognuno della giusta grandezza, ma non furono concepiti per ospitare altra vita, ma per proteggere la Terra dal caos di fuori. I pianeti del sistema solare sono i combattenti della Terra e girano continuamente per proteggerla con le loro forze gravitazionali», disse Nathaniel, raccontando quella storia in maniera così dettagliata da farmela figurare davanti agli occhi.
Avevo i brividi, mi sembrava di vederlo Dio e i suoi angeli mentre creavano ogni cosa, sulla Terra e intorno ad essa.
«Tutte queste cose furono fatte in soli sette giorni?», domandai meravigliato. Sorrise di nuovo e disse: «Per Dio, un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un singolo giorno!».
Non ero sicuro di aver capito e allora decisi di fargli un’altra domanda e dissi: «È vero che Dio un giorno distruggerà tutto il suo operato?». Il suo viso si fece molto serio e disse: «Un giorno Dio manderà il gigante astro della nemesi nel cielo sopra il vostro sistema, e quando vi farà ingresso, le comete tenute in equilibrio sopra di voi saranno scagliate nei cieli interni del sistema stesso e i pianeti giganti non potranno fermarle. Quelle stelle cadranno dal cielo sulla Terra e porteranno fuoco e distruzione. Le potenze del sistema saranno sconvolte e gli equilibri squassati e vi sarà pianto e stridore di denti. Molti moriranno e quelli che non morranno subito vedranno farsi buio su tutta la Terra, per effetto delle polveri che sollevandosi oscureranno la luce del sole. Per tutto il tempo che il mondo resterà al buio, gli uomini si batteranno il petto invocando il perdono del Signore, e all’improvviso vedranno una luce venire da ovest, il figlio di Dio tornerà con legioni di angeli per giudicare i vivi e i morti. I giusti saranno presi e portati via, mentre i malvagi saranno lasciati nell’inferno di un pianeta abbandonato alla perdizione».
Rimasi senza parole e con l’animo turbato da quella profezia sulla fine del mondo.
«Dunque sarà una pioggia di stelle a distruggere la Terra… Ma quando avverrà tutto questo?», domandai con un sospiro.
«Non lo so! Nessuno lo sa! Nemmeno il principe Yeshua lo sa. Quel giorno riposa silenzioso e segreto nella mente del Padre El Shaddai!», esclamò Nathaniel.
Dopo mi riprese per mano e mi accompagnò giù sulla Terra. Avevo visto il paradiso che era meraviglioso, ma ora che mi ritrovavo sulla Terra, mi sentivo finalmente a casa. Nathaniel mi portò in un grande campo che non avevo mai visto prima, e ci fermammo sotto un albero di fico, non molto alto, ma ampio e molto frondoso. «Siediti qui!», mi disse con la sua solita calma. Lo ascoltai, mi sedetti in prossimità del tronco e aspettai sue istruzioni. A un tratto lo vidi allungare il braccio, puntando il dito indice verso terra, dal quale si sprigionò un getto di energia, col quale disegnò un cerchio attorno all’albero. «Aspetta qui, e non uscire da questo cerchio, mi raccomando, io tornerò molto presto», disse l’angelo, e subito dopo sparì.
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- Episodio 2: Le grotte purganti
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- Episodio 4: L’albero di fico
- Episodio 5: Un demone animivoro
- Episodio 6: La terribile lotta tra Mikhael e Lucifero
- Episodio 7: La cometa dalla lunga coda di luce (ultimo episodio)
Il nostro è un pianeta magnifico e come detto dall’angelo nello scorso episodio dovremmo averne rispetto. Grazie alla tua prosa, sono riuscita a vivere la genesi narrata da Nathaniel come se scorresse davanti a miei occhi
Ciao Micol,
I tuoi commenti sono stati tutti molto belli, come sempre. Ti ringrazio molto e spero che un giorno tu voglia raccontarci la storia di tuo zio tornato indietro dal tunnel.
Leggendo questo quarto episodio ho avuto la conferma della tua grande capacita´ inventiva, della tua prosa raffinata e del messaggio spirituale, espresso in ogni frase.
Grazie❤