Desiderio Di Tranquillità

Serie: L’Algoritmo Di Falken


Edmond ha deciso di trasferirsi a GrossKrautz, una tranquilla cittadina del nord. Vuole sottrarsi alla frenetica vita quotidiana che, fino ad oggi, gli è stata imposta e godersi la meritata pausa dopo una vita di lavoro. E per farlo, ha chiesto aiuto a un suo amico italiano, Roberto, che gli ha consigliato la meta. «Non c’è posto migliore dove tu possa andare» è la frase che Roberto ha ripetuto come il ritornello di una canzone, nelle settimane precedenti. 

E così Edmond decide di partire. Si fida del suo amico, anche se non ha modo di frequentarlo con continuità. Si sentono spesso al telefono o tramite la rete. E questo gli basta per considerarlo un amico degno di tal fiducia : quella su cui basare un cambiamento radicale della propria esistenza.

Giunge alla stazione. La prima cosa che nota, scendendo dal treno, è il silenzio. Non ha mai visto un luogo, solitamente rumoroso come una stazione ferroviaria, così immerso nel silenzio. Un viale alberato conduce all’uscita. Le poche persone presenti sulla banchina sono silenziose e sembrano scrutare l’orizzonte seguendo il percorso dei binari che, dalla stazione, si allontanano. Altre spuntano dal viale alberato. Passano vicino a Edmond ma sembrano non notarlo. Come se non esistesse. 

«Tutto sommato non guasta» pensa Edmond «in fondo sto cercando proprio la tranquillità. E qui ognuno sembra farsi gli affari suoi nell’assoluto silenzio» conclude.

Esce dalla stazione e un uomo si avvicina. Gli tende la mano. «Piacere, sono Bertrand Falken, governatore di questa ridente cittadina. Benvenuto!». Edmond lo osserva quasi incredulo mentre gli stringe la mano. «Lei è davvero il governatore di GrossKrautz?» afferma sorridendo. L’uomo risponde «certamente signor Edmond Maden. So che può sembrare strano, ma è mia consuetudine dare il benvenuto personalmente ai nuovi arrivati. E lei non fa eccezione».

Edmond si lascia andare a una battuta di spirito «dalle mie parti, se ti vengono ad attendere alla stazione, probabilmente è per spillarti qualche soldo o per rubarti i bagagli. E sarebbero capaci di spacciarsi per il presidente!».

«Io sono un semplice governatore. Ma qui è tutto molto semplice. E non sono necessari presidenti» risponde Falken sorridendo amabilmente. «Ma venga con me, le mostro la sua nuova abitazione». Edmond lo segue e, insieme, giungono a una piccola casetta di colore bianco. «Questa sarà casa sua» afferma Falken indicando la porta. La prego…si avvicini…». Edmond va verso l’ingresso dell’abitazione, poi si ferma improvvisamente. Sente una voce, femminile, dolce ma metallica. 

«Utente in verifica…prego attendere…utente in verifica…prego attendere». Passano una trentina di secondi, poi di nuovo la medesima voce «utente certificato». E la porta si apre.

«Bene, Signor Maden. Adesso tocca a lei. E’ tutta sua. Le rinnovo il mio benvenuto e l’augurio di una serena permanenza». L’uomo saluta Edmond e si allontana a passo svelto. Lo segue ancora per qualche istante con lo sguardo e fa in tempo a vederlo sbracciarsi e avvicinarsi a una coppia e ne coglie alcune frasi «ma benvenuti…sono Falken…ho quello che fa per voi…». Poi più nulla e Edmond entra in casa chiudendo la porta dietro di sè.

La casa è già arredata con tutto il necessario. La cucina è di colore bianco, lo stesso dei muri esterni. Tutto è di colore bianco, con qualche inserto color legno e poche concessioni ad altre varianti di colore : il divano, di colore verde petrolio, qualche sfumatura color antracite nel bagno e l’armadio della camera da letto, color panna. Sul tavolo un piccolo opuscolo. La scritta sulla copertina è piuttosto eloquente : «Indicazioni per l’uso». Edmond pensa alle istruzioni degli elettrodomestici o qualcosa di simile. Apre l’opuscolo. Nella seconda pagina poche righe…«come armonizzarsi con la sua abitazione e poter rendere al meglio in questo luogo unico, Signor Maden». Il verbo “rendere” attrae la sua attenzione. E’ giunto nella cittadina per rilassarsi. Nella vita lavorativa ha già “reso” e, quindi, fatica a comprenderne il senso. Poi chiude l’opuscolo «qui è tutto curioso e interessante» afferma sorridendo «persino un banale opuscolo informativo sembra avere vita propria…e c’è scritto anche il mio cognome» aggiunge scrollando il capo. 

«Se volevano stupirmi con effetti speciali, ci sono riusciti».

La giornata scorre tranquillamente. Edmond disfa i pochi bagagli che ha portato con sé e sistema tutto nell’armadio. Il resto è già tutto lì. Dai piatti ai bicchieri. Dalle pentole alle coperte e alle lenzuola. Ed è proprio in queste ultime che Edmond trova ristoro al termine del suo primo giorno nella sua nuova casa. 

La mattina dopo un suono rompe il silenzio all’improvviso. E’ la sveglia sul comodino. E quel suono, in realtà, è la voce femminile, dolce e metallica, che aveva già sentito prima di entrare, il giorno precedente. «Buongiorno Edmond, sei pronto ad affrontare una meravigliosa giornata?» Edmond si siede di scatto sul letto e fissa la sveglia. Poi si sdraia di nuovo. Passano circa cinque minuti. Di nuovo la voce «Buongiorno Edmond, allora, sei pronto ad affrontare una meravigliosa giornata?». L’uomo si spazientisce un po’ e, come se stesse interagendo con una persona, risponde alla voce «sono le sei e mezza ! Sono qui per riposarmi, non per svegliarmi all’alba!» poi scoppia a ridere «Edmond, ma ti rendi conto? Stai parlando a una sveglia. Bizzarra quanto vuoi, ma pur sempre una sveglia» poi guardandola e, quasi prendendosi in giro, aggiunge «adesso mi metto a dormire fino alle nove…almeno…sono stato chiaro?» e si gira dall’altra parte ridendo.

Passano altri cinque minuti e, all’improvviso, una delle finestre si apre facendo entrare una folata di aria gelida. Edmond rapidamente si alza per chiuderla. «Utente operativo». E’ di nuovo la voce che poco prima gli aveva augurato, con una certa insistenza, il buongiorno. Nel frattempo il pavimento si è illuminato. Edmond nota una luce di colore verde che sembra segnare il percorso dal letto alla finestra. Il resto del pavimento è illuminato da una luce biancastra. «Stranezze tecnologiche» afferma per poi accingersi a tornare a letto «e devi essere più attento nel chiudere le finestre. Senti che aria fredda che è entrata». Si avvicina al letto e la luce verde del pavimento, al suo passaggio, diventa di colore rosso. «Utente operativo» recita nuovamente la voce metallica. Edmond si accorge che, nel frattempo, il letto è stato rifatto. Con lenzuola, coperta e cuscini in perfetto ordine. «Ma che diavolo sta succedendo!» esclama «ora non posso neppure tornare a letto?» prosegue ridendo, quasi incredulo.

Nel frattempo si è completamente svegliato e decide di fare colazione, darsi una rinfrescata e vestirsi. «Cavolo» afferma compiaciuto «la migliore colazione della mia vita. Devo fare i complimenti a chi ha riempito la dispensa. Persino la crema di fragole mi hanno fatto trovare. Non la mangiavo da secoli. Non riuscivo mai a trovarla al supermercato!»

Si avvicina al televisore. «Vediamo cosa sta accadendo nel mondo». Preme il pulsante di accensione e, mentre sul televisore appare la schermata di avvio, di nuovo la voce. «Edmond, cosa ne pensi di una bella passeggiata? E’ una bella giornata e le previsioni dicono che non pioverà. La temperatura massima sarà di venti gradi circa alle ore quattordici. E’ un’occasione imperdibile». L’uomo non si cura del consiglio e si sintonizza sul canale “Notizia H24” che proietta immagini lontane anni luce da quel luogo, per quanto strano, così tranquillo e pacifico. «Il prodotto interno lordo, secondo proiezioni dell’ultima ora, sembra orientarsi verso una flessione del due per cento. Serviranno interventi decisi da parte dei governi per fronteggiarne le conseguenze in tutto il continente. Scontri di piazza fra sostenitori del malcontento pilotato e tutori delle istituzioni». Edmond, sbuffando «sempre le solite storie. Non finiremo mai». E decide di spegnere la televisione. Contemporaneamente la voce, dolce e metallica, torna a rivolgersi all’uomo «Edmond, cosa ne pensi di una bella passeggiata? Il sole splende. E’ un’occasione da non perdere».

Edmond decide rapidamente di uscire da casa senza ascoltare ulteriormente «Sì, sì, ho capito. Con quello che succede in giro per il continente forse è meglio una sana passeggiata all’aria aperta».

Nel frattempo la voce, continua la sua litania «Temperatura massima prevista 20 gradi. Occasione imperdibile. Utente attivo. Numero tentativi…due».

Serie: L’Algoritmo Di Falken


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Discussioni

  1. Ciao Rossano, bravo davvero!
    Mi piace molto il tuo stile, molto pulito ed impeccabile. E, soprattutto, mi piace la storia: una situazione tranquilla, forse il top della tranquillità, che attraverso tanti piccoli dettagli diventa via via sempre più strana, sempre più inquietante. Direi Orwelliana, senza paura di esagerare.

  2. “«Se volevano stupirmi con effetti speciali, ci sono riusciti».”
    semicit! Telefunken!
    Fino a qua, tra l’altro, tutto molto interessante, anche se la cittadina tranquilla, troppo tranquilla, troppo personalizzata, inizia ad inquietarmi un po’…

  3. Ciao Rossano, questa tua serie distopica non me la perdo di sicuro. L’incipit mi ha presa fin dalle prime righe. L’apparente, asettica e fredda perfezione di questo luogo mi ha messo i brividi.