La Passeggiata

Serie: L’Algoritmo Di Falken


Edmond inizia la sua passeggiata. L’aria è fresca e pulita e il sole la scalda quanto basta a garantire una sensazione di benessere diffuso. Si guarda intorno. «Evviva la fantasia» afferma sorridendo mentre osserva il colore delle case lungo il viale.

Sono tutte di colore bianco. E tutte veicolano, alla vista, pulizia e ordine…e silenzio. Ogni tanto qualche candida tenda si sposta, al passaggio dell’uomo, tradendo la curiosità degli abitanti verso chi, in quel momento, sta passeggiando. 

Edmond percorre tutto il viale. Arrivato in fondo…si volta. Osserva l’alternanza, quasi geometrica, tra il colore verde e il colore bianco. Una casa sulla sinistra e un gruppo di alberi dalle foglie molto grandi sulla destra. Una casa sulla destra e un gruppo di alberi sulla sinistra. L’uomo sorride nuovamente…e si lascia andare a un respiro a pieni polmoni. «Che meraviglia».

Dopo un centinaio di metri giunge davanti a una caffetteria. L’insegna parla chiaro…”D di Delizia”. La vetrina è un tripudio di colori. Edmond si ferma qualche istante, quasi estasiato, di fronte a tanta prelibatezza. Poi decide di entrare. Lo accoglie il gestore. «Buongiorno signore! Non si può resistere a tanta meraviglia, vero?»  mentre indica la vetrina che tanto aveva rapito l’uomo. «Non è proprio possibile» risponde Edmond mentre si avvicina ai prodotti dagli splendidi colori. Ma viene bloccato immediatamente. «No Signore, non è possibile. Mi deve perdonare».

«Per cosa la dovrei perdonare?» replica Edmond incuriosito mentre tenta di avvicinarsi nuovamente alla vetrina. Ma viene fermato di nuovo. «Signore, la prego, non è possibile. Mi perdoni».

Edmond, incredulo e quasi divertito da tanta stranezza, viene delicatamente allontanato e condotto al primo tavolo libero. «Ecco, qui si godrà le nostre delizie. Qualche minuto e sono da lei, Signore». L’uomo si allontana e Edmond si guarda intorno. Poi si alza per avvicinarsi al bancone. In quel momento lo raggiunge nuovamente il gestore della caffetteria che, sorridendo, gli domanda «ha bisogno di qualcosa, Signore?». «Beh sì…posso sedermi al tavolo laggiù? C’è un po’ più di ombra e oggi il sole sembra scaldare più del solito». L’uomo sorride un po’ nervosamente…«ma certo, Signore, come desidera». Poi si allontana nuovamente «qualche minuto e sono da lei, stia tranquillo». «Ma io sono tranquillissimo!» risponde Edmond ridendo…«come non essere tranquilli in un posto come questo» aggiunge a bassa voce.

Poco più in là il gestore della caffetteria sta parlando con il suo aiutante. Edmond riesce a cogliere alcuni frammenti della conversazione…«ora vai in procedura…la ricordi?» poi dopo alcune frasi che non riesce a comprendere «colore, aroma, gusto. Inserisci il tutto. E’ la procedura, chiaro?». Poi il tono della voce si abbassa. Edmond vede il giovane aiutante annuire ripetutamente.

«Eccomi, Signore» afferma il gestore avvicinandosi al tavolo di Edmond. Ha un vassoio con tre cornetti di colori diversi. Molto simili a quelli che aveva visto, entrando, in vetrina. Uno di colore verde, il secondo di colore rosso e l’ultimo con una invitante glassa di colore azzurro. «Scelga pure, Signore». Edmond si avvicina al vassoio e nota che, dei tre, soltanto quello di colore rosso sembra avere un profumo invitante. Gli altri due hanno un odore riconducibile a quello della plastica.

«Scusi se mi permetto…ma sono finti?» domanda Edmond indicando i cornetti di colore verde e azzurro. «Scelga ciò che più le aggrada, Signore» risponde il gestore. Non sembra curarsi del quesito che gli è stato appena posto. «Dicevo…scusi…ma sono finti questi due? Odorano anche di plastica!». Fa il gesto di prendere in mano uno dei due cornetti, ma viene fermato prontamente «Signore…non si può toccare…mi scusi ma è un fatto di igiene e sicurezza». Il sorriso sembra accompagnare ogni parola e ogni movimento dello strano gestore della caffetteria. 

Edmond inizia a ridere…«non vorrete mica farmi mangiare la plastica?». Il suo è un sorriso che passa dal divertito al nervoso. «Scelga, Signore, ciò che più desidera. Ma le chiedo gentilmente di farlo, ho altri clienti da servire». «Ma non c’è nessuno» replica Edmond continuando a ridere. «Arriveranno» risponde il gestore con calma e con il solito sorriso rassicurante. «E sia !» mentre si accinge a prendere il cornetto di colore rosso. Ma viene nuovamente fermato…«Signore, glielo servo io. E’ la sua scelta?». Edmond, ormai quasi sfiancato da quella che sembra essere una trattativa più che una colazione, risponde «e che altro dovrei scegliere? Non mangerei mai un cornetto che odora di plastica».

Pochi istanti e nel piattino sul tavolo di Edmond viene depositato, con delicatezza, il cornetto di colore rosso. «Potrei avere anche un caffè, gentilmente?» domanda. «Certamente Signore, glielo porto subito!». Dà un morso al cornetto. Una morbidissima crema lo farcisce. Il gusto lascia letteralmente di stucco Edmond. «Ma è crema di fragola!» esclama. Il gestore del locale si volta, sorride e si avvia al bancone per preparare il caffè.

Nel frattempo Falken entra nella caffetteria e nota Edmond. 

«Signor Maden, ma è qui! Ha già scoperto questo meraviglioso tempio del gusto !» mentre si avvicina. «Questo cornetto è sublime…ma gli altri due…»

«Cosa intende per…gli altri due?» domanda Falken a Edmond.

«Beh…i cornetti erano tre. Di colori diversi. Ma due sembravano finti. Avevano un odore simile alla plastica. Dalle mie parti una cosa del genere sarebbe stata motivo di chiusura. Magari erano cornetti ammuffiti!»

Falken osserva Edmond…«e lei ha scelto questo» indicando quel che rimane del cornetto rosso…«ha decisamente buon gusto. Ora…se permette dovrei andare…ma offro io. Signor Vercauteren, metta pure sul mio conto» poi esce e si allontana. L’uomo annuisce e annota su un taccuino. Edmond, dopo essersi gustato il cornetto e aver bevuto il suo caffè, si alza e si avvia verso l’uscita. Viene nuovamente fermato. «Signore, le chiedo di uscire da lì» indicando una porta secondaria. Poi punta il dito verso la vetrina…«da lì si entra soltanto. Mi scusi ma è per ragioni di sicurezza»

«Sicurezza?» domanda «e quali minacce ci potranno mai essere qui»

Vercauteren lo guarda ma non risponde. «Signore, le auguro una buona giornata e una dolce passeggiata».

Edmond esce.

Ha un’intuizione. Di corsa gira l’angolo. Vuole tornare alla vetrina. Ma si trova davanti, improvvisamente, l’aiutante di Vercauteren. «Signore» indicando un punto imprecisato all’orizzonte «le auguro una buona giornata. E si ricordi di tornare, domani» 

Serie: L’Algoritmo Di Falken


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Discussioni

    1. Grazie ancora. In effetti il meccanismo sembra perfetto. Ma ogni perfezione ha il suo prezzo. E non tutti sono sempre disposti a pagarlo…

    1. La perfezione (o presunta tale) porta sempre a un bivio, Micol.

      Cosa ci sia nelle indicazioni “stradali”, una volta giunti a quel bivio…lo dirà il tempo

    1. Ti ringrazio del tempo dedicato a questa Serie e che ti abbia incuriosito al punto da proseguirne la lettura.
      Sarebbe interessante sapere, se possibile, cosa ti ha colpito in particolare (ammesso e non concesso che ci sia qualcosa di specifico)

    2. In primis, elemento fondamentale, il fatto che scrivi bene. Hai uno stile pulito, sei preciso nelle scelte dei tempi verbali, hai un vocabolario ricco, costruisci dei periodi equilibrati.
      Dovrebbe essere scontato, ma non lo è affatto, ed il fatto che tu, semplicemente, “scriva bene”, è un grosso punto a favore della serie.
      Detto della forma, passiamo ai contenuti: mi intriga questo l’ambientazione distopica, orwelliana. Ed il fatto che stai svelando al lettore il mondo che circonda il protagonista un passo alla volta, facendo crescere la curiosità. Perchè il pasticcere si comporta così? perchè il governatore è ovunque? Interrogativi che spingono il lettore ad andare avanti per scoprirlo.
      Infine, a me piacciono (lo ripeto ogni due commenti…ops!) i contrasti. Ecco, qui c’è un bellissimo contrasto dato dall’inquietante tranquillità.
      Ecco qua, in poche parole (beh, non pochissime…) perchè questa serie mi sta piacendo!