L’arrivo dei fuoriclasse

Serie: L'Ineludibile


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Nell’episodio precedente l’ispettrice Rizzolo riceve dal dirigente Sapretti la comunicazione di revoca formale dalle indagini, per l’omicidio avvenuto davanti allo sfasciacarrozze, proprio mentre sta mettendo sotto torchio la dottoressa Cardonella, direttrice del Soffo.

“Mi dispiace sinceramente Samanta” azzardò Giulio sinceramente affranto.

La Rizzolo sorrise con dolcezza quasi materna.

“Voleranno secchiate di merda Giulio. Tu non eri con me. Anzi, ti consiglio di ignorarmi da oggi in poi” lo esortò.

Giulio la osservò spaesato.

“Va bene” rispose mogio “Come preferisci” concluse abbassando abbattuto lo sguardo.

La Rizzolo scoppiò a ridere.

“Non ti sto lasciando Giulio! Non essere così abbattuto” esclamò, divertita, ed anche nostalgicamente intenerita, dall’ingenua purezza che quella recluta a tratti dimostrava.

“Scusami. Non volevo apparire patetico. Il fatto è che oggi mi sono sentito più utile del solito” ammise Giulio con candore disarmante.

La Rizzolo sorrise nuovamente con dolcezza.

“Giulio, a breve ci saranno i concorsi interni per ispettore investigativo. Servono persone con le tue qualità” esclamò infine.

Il volto di Giulio si illuminò di improvvisa gratitudine.

“Sei sicuro che posso lasciarti qui?” chiese la Rizzolo, fermando il pick up davanti all’ingresso del parcheggio riservato ai dipendenti del distaccamento territoriale.

Giulio annuì.

“Devo recuperare la mia auto” replicò sorridendo.

Prima di uscire si voltò verso la Rizzolo tributandole nuovamente quello sguardo intenso, deciso e determinato, che sapeva alternare alla sua ingenua, ed a tratti infantile, inesperienza.

“Ciao Samanta. Ci vediamo” concluse con voce improvvisamente greve e profonda.

La Rizzolo annui, a metà strada tra il divertito e lo spaesato.

“Ci vediamo Giulio Scopettini” sussurrò quando ormai era uscito dall’abitacolo della sua auto e stava scivolando via e disperdersi nel parcheggio.

La Rizzolo guardò poi la sbarra di ingresso che separava la pubblica via dal parcheggio dei dipendenti.

Sentì una vampata di calore foderarle l’esofago mentre estraeva il tesserino magnetico da poggiare al lettore per sbloccare l’apertura.

Sapeva cosa l’attendeva.

Appoggiò il tesserino al lettore.

La sbarra si alzò.

La Rizzolo penetrò lentamente nel parcheggio.

Riconobbe immediatamente la lussuosa berlina con i vetri opacizzati e la targa della capitale, con cui i prestigiosi agenti dei servizi investigativi centrali erano soliti muoversi. D’altronde loro erano i fuoriclasse della categoria. Loro erano i prescelti. La selezione per entrare in quel nucleo era durissima. Sapeva che, in quel momento, i migliori investigatori della nazione si trovavano nell’ufficio di un vecchio dirigente panciuto di un ameno distaccamento di provincia, rifugio di vecchi funzionari stanchi in attesa della pensione ed anticamera di giovani ambiziosi rampanti, come lei, in attesa di un’occasione per spiccare il volo lontano da quel pantano senza prospettive. Probabilmente nemmeno loro davvero credevano che le prime prove tangibili dell’esistenza dell’Ineludibile potessero manifestarsi in quel buco fuori dal mondo come la comunità montana di Frisolle. Neppure lei al loro posto ci avrebbe creduto. Trovò un parcheggio vuoto. Prima di scendere, la sua attenzione venne anche attirata da un lussuoso fuoristrada di colore nero parcheggiato in uno stallo riservato ai visitatori.

Continua...

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