L’astro

Serie: Come fa la luna con le maree


Come fa la luna con le mareeOlga ascoltava Tito tenendosi i palmi premuti contro il petto. Lì dentro il suo cuore si dimenava come un passerotto stritolato dalla presa di un gigante.

Ci sarebbero volute ore, forse giorni, per metabolizzare la notizia e rassettare il caos interno in cui aveva fatto regnare per troppo tempo un finto ordine. In quel momento avrebbe voluto saper dipingere come Tito per poter tirar fuori ciò che provava senza doversi torturare nella ricerca di parole che le liberassero la mente e la lingua. La voce non riuscì a trovarla, ma riuscì, per la prima volta, a piangere, a farlo davvero; a cacciar fuori le lacrime senza timore e senza vergogna, non senza doverle più ingoiare, come faceva fin da quando era bambina, per poi sopportare che le graffiassero le tonsille.

Suo marito l’abbracciò così forte come se volesse compensare tutte le strette che le erano mancate, e continuò a raccontare tutto ciò che sapeva.

– Ricordi il giorno in cui sei caduta nel fiume e sei tornata alla villa col vestito bagnato? Beh, hai sempre creduto che i padroni non se ne fossero accorti, ma invece il Folliero ti aveva vista e finse il contrario.

Hai presente poi quando sgattaiolavi per andare nel bosco ad incontrare tua madre? Beh, il Folliero sapeva anche questo e ne era felice. E sai come ha fatto ad azzittire le proteste della signora circa il nostro matrimonio? Si è inventato che addirittura il Papa fosse interessato alla mia arte, e che per questa ragione non potevano perdere l’occasione di avere in casa un quadro dipinto da me. E poi sai perché non ti lasciava pulire la cappella privata? Quello era l’unico modo che aveva a disposizione per farti lavorare di meno.

Olga non riuscì mai a descrivere precisamente nemmeno a se stessa quello che avvertì nelle corde del suo animo quel giorno. A volte paragonò quelle sensazioni alle scosse di un defibrillatore che premono, sì, sul petto, ma che poi ti fanno sentire la vita scorrere di nuovo nelle vene. Altre volte invece le paragonò a una colata di colla scesa su un cumulo di detriti e capace di attaccare tutti i pezzi nel giusto ordine.

– Sei stata sempre sicura di essere sola al mondo, ma vedi, Olga, nessuno è mai veramente solo. C’è sempre qualcosa che, pur non mostrandosi, ci vigila da lontano. Puoi dargli qualsiasi nome: quello di Dio, quello di un angelo custode, quello dello spirito di un nostro caro, o del pensiero di qualcuno che invece siamo certi sia disinteressato a noi. Esiste sempre qualcosa che si tiene lontano col corpo ma vicino con l’anima e che, con rispettoso ed elegante silenzio, ci guida lungo un filo invisibile che ha teso tra se stesso e i nostri passi. Ci porge il suo aiuto facendolo sembrare una casualità, e invece è proprio in quel momento che, al pari di un potente astro, sta orientando la nostra bussola. Senza far rumore plasma le nostre scelte e sagoma la nostra forma. È in grado di manovrare il nostro movimento e di trascinarci, tramite la forza che esercita su di noi, verso luoghi più tranquilli, come se fossimo le acque di un mare.

– Come la luna quando dirige le maree?

– Esatto, mia cara, come fa la luna. Come fa la luna con le maree.

Serie: Come fa la luna con le maree


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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Discussioni

  1. Beh, che dire, ho scoperto la serie solo di recente, grazie sia a @micol-fusca che al lavoro della nostra social media manager 🙂 @evelyn , e ne son davvero contento!
    Per quanto il genere non rientra tra quelli che leggo abitualmente, ho divorato l’intera serie tutta d’un fiato, fermandomi giusto il tempo per lasciare qualche commento qua e là.
    Complimenti davvero per la trama che hai intessuto, complessa ma al contempo credibile. Compresa la sopresa finale, che è la famigerata ultima tessera del puzzle che arriva a dare un senso a tutto il resto.
    E per quanto riguarda lo stile, brava davvero. Personalmente apprezzo moltissimo le frasi che con poche parole, con delle metafore o dei sottintesi riescono a trasmettere una sensazione, un’emozione. Apprezzo, insomma, chi sa combinare le parole come note e creare delle melodie coi loro significati. E tu questo hai dimostrato di saperlo fare davvero bene.
    Bravissima!

  2. “Olga non riuscì mai a descrivere precisamente nemmeno a se stessa quello che avvertì nelle corde del suo animo quel giorno. “
    I tuoi personaggi sono dipinti (verbo scelto non a caso! 🙂 ) così bene, che a questo punto non si può non provare empatia verso Olga, mi sembra di sentire il suo cuore martellare impazzito nel petto ed i polmoni che cercano aria

  3. Martina!
    Ho aspettato di finire di leggere tutti gli episodi di questa serie per farti i complimenti! Ho apprezzato il tuo dtile, semplice e molto delicato, come la protagonista della tua narrazione.
    Oltre ad aver tirato fuori una bellissimastoria, sei riuscita a far combaciare perfettamente le vicende con lo stile.
    Le tue descrizioni dei luoghi, così come i dialoghi fanno perfettamente entrare nell’atmosfera della serie.
    Complimenti e grazie per le emozioni che mi hai regalato…
    Claudio

  4. Ciao Martina, questo finale è meglio di come me lo ero immaginato. La prigione interiore che assillava Olga nel primo episodio adesso è stato squarciato dalla verità, una verità intrisa di affetto e legami indissolubili. Ha trovato nuova vita dentro di sé, una rinnovata esistenza fatta di speranza e cari sentimenti, gli stessi che Olga userà per ri-colorare le pareti dei suoi ricordi, imbrattati soltanto di tristezza. Complimenti vivissimi Martina, per tutte le emozioni che mi hai trasmesso e per questa meravigliosa serie che hai scritto con magia, classe, passione e cuore, oltre che da una perizia magistrale. Non so se scriverai un seguito, ma credo che il cerchio di Olga possa anche chiudersi così, con gli ultimi passi condotti da mirabile filosofia di vita descritta da pura poesia. Chapeau, in attesa della tua nuova serie, un saluto!

    1. Ciao Silvia! Ti ringrazio per i tuoi commenti dolcissimi. Sono stra felice che la storia sia stata di tuo gradimento e che tu ne abbia saputo apprezzare anche i minimi particolari.
      In effetti stavo pensando a una seconda stagione: mai dire mai!!

    2. Siiiii che bello, aspetterò il seguito con ansia. Mi piace davvero molto il tuo stile, poetico e magico. Ancora complimenti Martina.

  5. Che dire? Ho letteralmente divorato questa serie con un piacere che non provavo da molto tempo! Devo confessarti che, secondo il mio insignificante parere, nei primi episodi ti sei soffermata troppo nel cercare parole e descrizioni che fossero d’effetto; poi ti sei lasciata andare, lasciando ai sentimenti che permeano questa meravigliosa serie la possibilità di raggiungere il cuore dei lettori. Sinceri complimenti.