
L’attentato
Serie: Reverb
- Episodio 1: Il cuore del laboratorio
- Episodio 2: L’attentato
- Episodio 3: Il prezzo del passato
- Episodio 4: L’organizzazione
- Episodio 5: Nuove minacce
- Episodio 6: Il nemico si svela
- Episodio 7: La contromossa
- Episodio 8: La reazione
- Episodio 9: Decisioni difficili
STAGIONE 1
Il laboratorio era immerso in un silenzio irreale, un vuoto denso che sembrava trattenere ogni respiro, ogni rumore. Adele sedeva nella poltrona centrale, il viso illuminato dalla luce fredda delle proiezioni olografiche che galleggiavano davanti a lei. Le mani si muovevano lente nell’aria, guidando simboli e numeri che fluttuavano come frammenti di un’equazione infinita. Reverb pulsava con un ritmo regolare, come un cuore artificiale, mentre il ronzio della macchina scandiva il tempo.
Davanti a lei, una linea temporale si stendeva come un filo sottile, un percorso spezzato da un singolo evento: l’attentato terroristico del 2069, in una città senza nome al confine tra il Sahel e il Maghreb. Un camion pieno di esplosivi era stato lanciato contro il centro di coordinamento delle forze di pace internazionali, uccidendo centinaia di persone e innescando una catena di eventi che aveva portato a una guerra devastante. Cinque anni dopo, il conflitto aveva costretto milioni di persone a lasciare le loro case, riversandosi in campi profughi che non potevano sostenerli.
«Reverb, conferma l’evento chiave.» La voce di Adele era controllata, ma una tensione sottile la attraversava.
«Evento chiave identificato: attentato terroristico del 23 marzo 2069. Conseguenze: conflitto armato regionale. Profughi stimati: 5,4 milioni.»
Le immagini olografiche mutarono, mostrando i volti di uomini e donne in fuga, file di tende nei campi profughi, bambini denutriti che vagavano tra le macerie. Adele chiuse per un momento gli occhi, come se la vista di quella sofferenza fosse troppo pesante da sostenere. Poi li riaprì, decisa.
«Mostrami la variabile da modificare.»
«Individuo coinvolto nell’attentato: Omar Salim. Ruolo: autista del veicolo. Accesso agli esplosivi fornito tramite contatto con il gruppo estremista Nuri al-Saif.»
Un volto apparve nell’aria: un uomo giovane, barba curata, occhi scuri e pieni di rabbia. Dietro di lui, il camion con gli esplosivi, parcheggiato in una strada polverosa. Adele osservò il dettaglio con attenzione, analizzando ogni elemento della scena.
«Cosa accadrebbe se Omar Salim non guidasse quel camion?» chiese.
«Attentato non avvenuto. Linea temporale modificata. Conseguenze: il conflitto regionale non si sviluppa. Nessuna crisi migratoria su larga scala.»
Il respiro di Adele si fece più profondo. Era una soluzione semplice, elegante. Ma ogni intervento portava con sé un rischio. «E le anomalie? Qual è il margine di errore?»
«Margine di errore stimato: 3,2%. Possibile impatto su eventi secondari: non significativo.»
«Non significativo,» ripeté a bassa voce. Sapeva che, per Reverb, questo significava che le modifiche non avrebbero prodotto ripercussioni gravi. Ma la stabilità era una cosa fragile, sempre sul punto di frantumarsi.
Adele si alzò dalla poltrona, camminando lentamente intorno alla macchina. Ogni linea di proiezione sembrava pulsare con una vita propria, ogni simbolo sembrava contenere un mondo. Si fermò, fissando il volto di Omar Salim proiettato nell’aria.
«Come lo fermiamo?» chiese, il tono più basso, quasi un sussurro.
«Intervento mirato. Frammento di memoria inviato a Omar Salim il 21 marzo 2069. Contenuto: avvertimento specifico contro il coinvolgimento nell’attentato. Metodo: stimolazione sensoriale onirica.»
Adele inclinò leggermente la testa. Non era la prima volta che usavano quella procedura, ma l’idea di intervenire direttamente nella mente di un individuo continuava a inquietarla. «E se non funziona?»
«Probabilità di successo: 96,8%. Probabilità di fallimento: 3,2%.»
Il ronzio della macchina si fece più acuto, come a sottolineare l’urgenza della decisione. Adele tornò a sedersi, gli occhi fissi sulla linea temporale. Si passò una mano tra i capelli, fissando il punto esatto in cui il percorso si spezzava.
«Procedi» disse infine.
Reverb rispose con una pulsazione più intensa, e la stanza sembrò caricarsi di elettricità. Le proiezioni olografiche iniziarono a dissolversi, lasciando al loro posto una luce argentata che si raccolse in un singolo fascio, diretto verso il cuore della macchina. Il ronzio diventò un’onda sonora profonda, che attraversò il laboratorio.
«Frammento inviato. Modifica in corso.»
Adele trattenne il respiro. Per qualche istante, tutto sembrò immobile. Poi, lentamente, la linea temporale si ricompose. La curva che portava al 2069 si piegò in una nuova direzione, cancellando l’attentato. Le immagini dei campi profughi svanirono, sostituite da scene di vita quotidiana: mercati affollati, strade piene di traffico, un senso di normalità che sembrava irreale dopo tanta devastazione.
«Modifica completata. Stabilità complessiva: 92,7%. Nessuna anomalia rilevata.»
Adele chiuse gli occhi, lasciando che l’aria fredda del laboratorio le riempisse i polmoni. Avevano fatto la cosa giusta. La guerra era stata evitata, milioni di vite risparmiate. Eppure, nel profondo, una domanda continuava a tormentarla: quante altre volte avrebbe dovuto intervenire? E quale sarebbe stato, alla fine, il costo?
Serie: Reverb
- Episodio 1: Il cuore del laboratorio
- Episodio 2: L’attentato
- Episodio 3: Il prezzo del passato
- Episodio 4: L’organizzazione
- Episodio 5: Nuove minacce
- Episodio 6: Il nemico si svela
- Episodio 7: La contromossa
- Episodio 8: La reazione
- Episodio 9: Decisioni difficili
Bello! Chiedi consigli ma credo tu non ne abbia assolutamente bisogno. Lascia andare la tua fantasia che sta lavorando benissimo. Come Giancarlo anch’io amo la fantascienza ed apprezzo ciò che stai realizzando. Sempre avanti Rocco, senza freni!
“Metodo: stimolazione sensoriale onirica.”
Stile Inception?
In parte. Ci sono molti contributi da film e racconti sci-fi.
Un’idea originalissima e affascinante, non c’è che dire.
Mi piace molto come si sta sviluppando la trama. E, come sempre, apprezzo tanto il tuo stile semplice e pulito,
Hai diverse serie aperte in contemporanea, Rocco, come un multiverso che si dirama in direzioni differenti. Il tuo stile è ottimo e la tua capacità descrittiva di ambientazioni e animi è davvero invidiabile, ma questa specifica serie, devo dirtelo, mi piace più di tutte. Sicuramente ha a che vedere con la mia passione per la fantascienza e con le mie tante letture di genere, molte delle quali risuonano, come corde tese, stimolate da dettagli e sviluppi della tua. Fatto sta che mi piace, e che non perde nulla nel confronto con i grandi classici. Stai andando forte.
Mi sto cimentando per la prima volta in questo genere e accetto consigli.