Le Colline Nere

Serie: Uccello di Tuono


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Tono continuo

Impulsi modulati

Tre squilli

-Deckard.

-Ciao Rick. Sono Abigail.

-Ma guarda. Chi non muore si risente.

-Ti prego, per questa volta lasciamo da parte le nostre divergenze. C’è un problema con Vince.

-Che succede?

-Mi ha chiamato in ufficio stamane, da un telefono pubblico: sentivo un vociare di sottofondo. Gli ho chiesto cosa fosse accaduto, il perché di quella telefonata ma lui… lui…

-Lui cosa?

-Mi ha detto che sono la cosa più bella che gli sia mai capitata nella sua vita. La mia sorpresa è stata tale da non riuscire a rispondere. Comunque, non ne avrei avuto il tempo: ha salutato e messo giù. Se non ti dicessi che da subito sono stata preda di un brutto presentimento, mentirei.

Silenzio

-Hai chiamato lo studio?

-Sì. Oggi non si è presentato al lavoro. Ha comunicato un qualche imprevisto che gli avrebbe impedito di andare. Tutto era troppo strano, così mi sono precipitata a casa. Nel suo armadio, aperto, mancavano degli indumenti. Anche in cucina si notava qualcosa fuori posto.

-Non mi sembra il caso di precipitare la situazione. Avrà deciso di passare qualche ora da solo. A te non capita mai? Non è così strano in un matrimonio: del resto, ognuno è libero di scegliere la propria condanna. Mi sembra ancora presto, ma se vuoi ho il contatto di un bravo collega alla Centrale.

-Preferisco di no. Sono cose delicate, lo sai.

-Le tue stronzate valle a raccontare a qualcun altro. Stai solo proteggendo te stessa.

-Io… allora ti ha parlato! È stato un caso, Rick. Una sciocca, innocente stupidata. Ho passato la sera con delle colleghe: abbiamo alzato un po’ il gomito e girato per la città fino all’alba. Forse avrei dovuto spiegargli, eppure lui non mi ha chiesto nulla… nulla! Come due perfetti sconosciuti. Prima che mi chiamasse oggi al telefono, ero convinta che non se ne fosse neanche accorto.

-Non so cosa dirti. L’ho lasciato a casa ieri nel primo pomeriggio, dopo aver trascorso la mattinata insieme. Però ti posso garantire che poche ore prima, quando si è presentato da me, mi sono trovato davanti un uomo distrutto. Stentavo a riconoscerlo.

Singulti

-Piangere serve a poco, Abigail. E sì, se n’era accorto. Eccome.

Singulti

Silenzio

-Ascolta: se vado a cercarlo è solo per lui. Ma ho bisogno di informazioni: dammi qualche dettaglio. Puoi dirmi con cosa ha portato con sé?

-Degli abiti pesanti, lo zaino, il sacco a pelo e quattro o cinque confezioni di cibo e bevande. Non mi viene in mente altro.

-Ha le sue carte? Il portafogli?

-Credo di sì. Non c’era nulla sul comò.

-Un’ultima cosa: sarebbe importante sapere se ti parlava di qualcosa ultimamente. Anche solo accenni, magari dei particolari che al momento sono apparsi insignificanti.

-Non che dialogassimo molto in questi ultimi mesi. Per qualche tempo però, adesso che ci penso, l’ho sentito parlare di un sogno ricorrente. Una sorta di incubo… ecco aspetta: qualcosa che aveva a che fare con le Colline Nere.

Serie: Uccello di Tuono


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao ❣️
    Come sempre è un piacere leggere ciò che scrivi. Hai un linguaggio e

    un modo di scrivere che catturano. Il mio personaggio preferito non può che essere Abigail ❣️
    Complimenti ❣️ ❣️

    1. Grazie Lola. Abigail ha un ruolo difficilissimo in questa serie.

      Se dovessi assegnare la parte a un’attrice, ebbene ce ne vorrebbe una di quelle da “Oscar”. Soprattutto nel prossimo, ultimo episodio.

      Grazie ancora.

  2. Abigail non è la donna spietata che mi ero immaginata. Una sorta di femme fatale che conquista e abbandona… alla fine non è altro che una donna consapevole di aver fatto un grosso errore. Incredibile come ciò che passa dal filtro cognitivo di una persona, muti tanto sensibilmente la realtà che si assimila. Ricordare questo aspetto umano differenzia i personaggi e arricchisce il racconto. Abilità di pochi.

    1. Sono sorpreso, molto molto in positivo, di questo commento che non attendevo. Nel progetto di questa serie ci troviamo nella parte bassa della parabola. Ho praticamente azzerato la velocità, caricando l’energia per la spinta che seguirà nella seconda metà. Contestualmente, ho traslato il punto di vista su Rick, peraltro un Rick famoso se il cognome non mi inganna.

      A te, Rita, voglio fare una confidenza. Le mie competenze artistiche ammontano a zero (per i miei concittadini, dirò il mitico “zero carbonella”). Ma una reminiscenza preistorica, spero non frutto di fantasia, mi parla dell’idea iniziale della basilica di San Pietro, dove una viuzza stretta doveva fare da innesco per la meraviglia della vista successiva, la grande piazza, il colonnato, la costruzione gigantesca.

      Ecco, pur con le dovute proporzioni, il mio disegno ha ricalcato questa idea. Poi magari sarà un flop, ma ci ho voluto provare.

      Molto interessante la tua considerazione su Abigail, davvero. Anticipazioni non se ne fanno lo sai, ma spero di averti ancora come lettrice, soprattutto nell’ultimo episodio. E se mi conosci sai che non parlo mai a caso.

      Grazie Rita.