Le milizie

Jack si tirò in piedi, prese l’M4A1, si unì alla compagnia.

Erano uno più brutto dell’altro, e Jack non si faceva illusioni che fossero tutti degli avanzi di galera. Come lui, del resto: teppista di strada, noto alle forze dell’ordine e veterano di guerre d’Africa. Jack aveva lavorato per tutti, anche per gli stessi schieramenti durante una guerra, che fosse ombra o di mafia, persino allo stesso tempo.

Che lui sapesse, adesso era al servizio dell’AISE e i monti delle Valli del Luinese lo fissavano alti, minacciosi, come giganti che lo volevano mangiare.

Vivo.

Lui, poi, che non si era mai lasciato catturare dal nemico dell’occasione. Aveva sempre combattuto e perso addirittura delle dita, un occhio e un pezzo di naso pur di non cadere vivo in mano avversaria. Combattere fino a morire, mai cadere vivo, sennò si sarebbe pentito di essere nato e avrebbe maledetto i suoi genitori e i genitori dei suoi genitori fino agli avi delle Guerre d’Italia. Perché sì, si era convinto che i suoi avi avessero combattuto nelle compagnie di ventura dell’Italia di inizio XVI secolo.

La milizia marciava in direzione di Dumenza, la Valle Smeralda intorno a loro. Che Jack sapesse, c’era persino un villaggio che lo si poteva raggiungere grazie a una lunga scalinata. Lui l’avrebbe raggiunto a bordo di un Mil Mi 24 per poi bombardarlo con il napalm.

«Guardate! Eccol…». L’uomo non concluse a parlare perché una raffica gli aveva spazzato via la faccia.

L’intera compagnia si dispose per la battaglia. In colonna, come un martello pneumatico di tanta carne, tanto metallo, avanzarono verso gli avversari.

Gli avversari.

Se Jack non sbagliava, loro erano al servizio dell’AISI.

Ebbene sì, quella era una guerra fratricida. Una milizia agli ordini dell’AISE, una seconda al servizio dell’AISI. Jack faceva il tifo per i primi, e non per caso: lui ne faceva parte.

Jack corse in mezzo alla vegetazione, sparò, gli parve di aver strappato il braccio a un miliziano nemico – mercenario o criminale, Jack non ne aveva idea – e in breve, come se Jack fosse parte di qualcosa di imponente, si accorse solo dopo che avevano vinto. La milizia agli ordini dell’AISE aveva trionfato, dei nemici non restava che un tappeto di carne straziata.

Jack si fece in avanti e udì via radio:

«Maledetti idioti, perché avete sparato agli uomini dell’AISI? Non dovevate».

Uno scontro fra milizie.

Uno scontro inutile.

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